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Ugo La Pietra – L’occultamento
per
ricordare la singolare collaborazione tra Ugo
La Pietra e i mobilieri lissonesi,vengono
riproposte tavole e fotografie dell’epoca,
corredate da materiali d’archivio che raccontano
un importante capitolo nella storia del
design moderno.
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Museo d’Arte Contemporanea
Viale Padania 6
20851 Lissone - MB
www.museolissone.it
museo@comune.lissone.mb.it
tel. 039 7397368 – 039 2145174
Martedì, Mercoledì, Venerdì h 15-19
Giovedì h 15-23
Sabato e Domenica h 10-12 / 15-19
UGO LA PIETRA
L’OCCULTAMENTO
In occasione della XVI Settimana Lissonese
tenutasi nel 1973, gli architetti Alberto Salvati
e Alberto Tresoldi allestirono la mostra
Proposte critiche per 6 alloggi IACP presso il
Centro del Mobile di Lissone. Promuovendo
le ricerche per “la casa degli anni ’70”,
l’esposizione si incentrava/interrogava sugli
spazi abitativi dell’edilizia pubblica. Tra gli
arredamenti progettati appositamente per la
mostra, destò molta attenzione la proposta
che Ugo La Pietra fece per le case Gescal.
Tenendo fede al Sistema disequilibrante
teorizzato in quegli anni, l’OCCULTAMENTO
di La Pietra metteva in crisi gli spazi codificati
e ne svelava usi percettivi e funzionali. Al
progetto venne riconosciuto un premio da
parte della città di Lissone, e sei anni più tardi
valse all’autore il conferimento del Compasso
d’Oro.
Sono trascorsi quarant’anni da allora, e per
ricordare la singolare collaborazione tra Ugo
La Pietra e i mobilieri lissonesi (esecutori del
progetto furono due ditte artigiane: Arosio
Giacobbe & figli e F.lli Viscardi) vengono
riproposte tavole e fotografie dell’epoca,
corredate da materiali d’archivio che raccontano
un importante capitolo nella storia del
design moderno.
Agli inizi degli anni Sessanta in Italia nascevano
i primi programmi di sperimentazione
nei settori dell’edilizia residenziale. Vennero
infatti varate le norme Gescal (Gestione Case
dei Lavoratori) che richiedevano una progettazione
più consapevole per quanto riguardava
gli interventi nelle case popolari; la richiesta
della “progettazione integrale” e della
“progettazione coordinata” costituiva un primo,
significativo tentativo di innovazione
procedurale. È in questo contesto ideologico
che si inserisce l’OCCULTAMENTO di La
Pietra, che l’autore aveva così raccontato
sulle pagine del Numero unico pubblicato
dall’Ente comunale del mobile di Lissone:
«Data la mancanza di una effettiva possibilità
di approfondire il tema sul piano economico,
produttivo, sociale ed anche formale, cerco
con questa proposta di porre in luce le contraddizioni
più grossolane riscontrabili all’interno
dello spazio abitativo proposto (mancanza
di uno spazio vitale una volta inserite
le strutture atte a risolvere la funzione
“dormire” che appare la “dominante” e che
invece, attraverso l’operazione proposta di
occultamento, viene ridotta praticamente a
zero) e la non volontà di “calare dall’alto”
modelli di arredo (precostituiti) o strutture
“disponibili alla manipolazione” che mistificano
il problema lasciandolo praticamente
inalterato (problema del ruolo e del rapporto
che esiste tra progettazione e fruizione).
Nella mia proposta appare chiaro da una
parte il tentativo di esprimere una presa di
posizione critica nei confronti dello spazio,
così come ci viene fornito dalle norme
GESCAL, dall’altra la volontà di proporre non
tanto soluzioni precostituite imposte dall’alto,
quanto ritrovare nella progettazione di spazi
interni abitativi, un ruolo da parte del
formalizzatore che non copra tutti i possibili
GRADI DI LIBERTÀ che lo spazio potrebbe
consentire, realizzando cioè delle “strutture di
base” che siano in grado di risolvere i problemi
più grossolani dell’attrezzatura di uno
spazio abitabile, lasciando poi però alla
possibilità di intervento dell’individuo la libertà
di agire autonomamente, minimamente condizionato
alla creazione di uno spazio congeniale
alle sue effettive esigenze.
Il progetto non vuole essere quindi una reale
soluzione al tema proposto, ma un approccio
al problema, esprimendo attraverso l’operazione
di occultamento alcune scelte all’interno
della sua effettiva soluzione».
Tra il 1966 e il 1972 Ugo La Pietra teorizza il
Sistema disequilibrante che si colloca in una
dimensione storica sufficientemente comprensibile:
il rifiuto di operare nella logica del
sistema per riuscire a individuare operazioni
estetiche capaci di decodificare, provocare e
dare la possibilità di rompere gli schemi precostituiti.
Così scriveva l’autore nel 1966:
«L’ipotesi fondamentale su cui si basa la mia
ricerca si esprime attraverso lo studio e la
definizione dei gradi di libertà che sono reperibili
all’interno delle “strutture organizzate”.
Individuati questi, le soluzioni progettuali si
manifestano attraverso precipitazioni (a qualsiasi
scala di intervento) in grado di costituire
momenti di rottura all’interno della base programmata.
La sommatoria di questi momenti
dovrebbe portare alla costituzione di un
Sistema disequilibrante in grado di coinvolgere
qualsiasi processo di formalizzazione.
L’indagine all’interno dei vari campi disciplinari
(sulla ipotesi formulata) mi ha portato al
chiarimento e al superamento (nell’ambito
della ricerca bidimensionale e oggettuale)
della problematica relativa all’arte programmata,
inserendo quegli elementi di rottura che
sono facilmente identificabili con il concetto
del Sistema disequilibrante sopra espresso.
Nelle più recenti realizzazioni a livello ambientale,
con la possibilità di manipolare elementi
più complessi (vale a dire le componenti
fondamentali dello spazio: il suono, la
luce, il colore, il tempo, ecc.), ho potuto trasferire
le esperienze espresse precedentemente
in maniera ancora allusiva (coinvolgendo
direttamente il comportamento dell’
individuo) in questa nuova scala di intervento,
potendo così segnalare meglio alcuni concetti
spaziali informatori».
Artista, architetto, designer, Ugo La Pietra è
nato nel 1938 a Bussi sul Tirino (Pescara).
Dal 1962 ha sviluppato un'attività tendente
alla chiarificazione e definizione del rapporto
individuo-ambiente. All'inizio di questo processo
di lavoro ha realizzato strumenti di
conoscenza (modelli di comprensione) tendenti
a trasformare il tradizionale rapporto
opera-spettatore. Ha esercitato dentro e fuori
le discipline dichiarandosi sempre "ricercatore
nelle arti visive". Con le sue ricerche ha
attraversato diverse correnti artistiche ("arte
segnica", "arte concettuale", "arte ambientale",
"arte nel sociale", "narrative art", "cinema
d'artista", "nuova scrittura", "extra media",
"neo-eclettismo", “architettura e design radicale”).
Ha comunicato e divulgato il suo pensiero
e le sue esperienze attraverso una
intensa attività didattica ed editoriale. Si è fatto
promotore di gruppi di ricerca (Gruppo del
Cenobio, Gruppo La Lepre Lunare, Gruppo
Design Radicale, Global Tools, Cooperativa
Maroncelli, Fabbrica di Comunicazione,
Libero Laboratorio) e di attività espositive che
hanno coinvolto un grandissimo numero di
artisti, architetti e designers.
PIANOTERRA
14 dicembre 2013 - 19 gennaio 2014
INGRESSO LIBERO
UGO LA PIETRA
L’OCCULTAMENTO
A CURA DI ALBERTO ZANCHETTA
INAUGURAZIONE
sabato 14 dicembre
ore 18:00
Viale Padania 6
20851 Lissone - MB
www.museolissone.it
museo@comune.lissone.mb.it
tel. 039 7397368 – 039 2145174
Martedì, Mercoledì, Venerdì h 15-19
Giovedì h 15-23
Sabato e Domenica h 10-12 / 15-19
UGO LA PIETRA
L’OCCULTAMENTO
In occasione della XVI Settimana Lissonese
tenutasi nel 1973, gli architetti Alberto Salvati
e Alberto Tresoldi allestirono la mostra
Proposte critiche per 6 alloggi IACP presso il
Centro del Mobile di Lissone. Promuovendo
le ricerche per “la casa degli anni ’70”,
l’esposizione si incentrava/interrogava sugli
spazi abitativi dell’edilizia pubblica. Tra gli
arredamenti progettati appositamente per la
mostra, destò molta attenzione la proposta
che Ugo La Pietra fece per le case Gescal.
Tenendo fede al Sistema disequilibrante
teorizzato in quegli anni, l’OCCULTAMENTO
di La Pietra metteva in crisi gli spazi codificati
e ne svelava usi percettivi e funzionali. Al
progetto venne riconosciuto un premio da
parte della città di Lissone, e sei anni più tardi
valse all’autore il conferimento del Compasso
d’Oro.
Sono trascorsi quarant’anni da allora, e per
ricordare la singolare collaborazione tra Ugo
La Pietra e i mobilieri lissonesi (esecutori del
progetto furono due ditte artigiane: Arosio
Giacobbe & figli e F.lli Viscardi) vengono
riproposte tavole e fotografie dell’epoca,
corredate da materiali d’archivio che raccontano
un importante capitolo nella storia del
design moderno.
Agli inizi degli anni Sessanta in Italia nascevano
i primi programmi di sperimentazione
nei settori dell’edilizia residenziale. Vennero
infatti varate le norme Gescal (Gestione Case
dei Lavoratori) che richiedevano una progettazione
più consapevole per quanto riguardava
gli interventi nelle case popolari; la richiesta
della “progettazione integrale” e della
“progettazione coordinata” costituiva un primo,
significativo tentativo di innovazione
procedurale. È in questo contesto ideologico
che si inserisce l’OCCULTAMENTO di La
Pietra, che l’autore aveva così raccontato
sulle pagine del Numero unico pubblicato
dall’Ente comunale del mobile di Lissone:
«Data la mancanza di una effettiva possibilità
di approfondire il tema sul piano economico,
produttivo, sociale ed anche formale, cerco
con questa proposta di porre in luce le contraddizioni
più grossolane riscontrabili all’interno
dello spazio abitativo proposto (mancanza
di uno spazio vitale una volta inserite
le strutture atte a risolvere la funzione
“dormire” che appare la “dominante” e che
invece, attraverso l’operazione proposta di
occultamento, viene ridotta praticamente a
zero) e la non volontà di “calare dall’alto”
modelli di arredo (precostituiti) o strutture
“disponibili alla manipolazione” che mistificano
il problema lasciandolo praticamente
inalterato (problema del ruolo e del rapporto
che esiste tra progettazione e fruizione).
Nella mia proposta appare chiaro da una
parte il tentativo di esprimere una presa di
posizione critica nei confronti dello spazio,
così come ci viene fornito dalle norme
GESCAL, dall’altra la volontà di proporre non
tanto soluzioni precostituite imposte dall’alto,
quanto ritrovare nella progettazione di spazi
interni abitativi, un ruolo da parte del
formalizzatore che non copra tutti i possibili
GRADI DI LIBERTÀ che lo spazio potrebbe
consentire, realizzando cioè delle “strutture di
base” che siano in grado di risolvere i problemi
più grossolani dell’attrezzatura di uno
spazio abitabile, lasciando poi però alla
possibilità di intervento dell’individuo la libertà
di agire autonomamente, minimamente condizionato
alla creazione di uno spazio congeniale
alle sue effettive esigenze.
Il progetto non vuole essere quindi una reale
soluzione al tema proposto, ma un approccio
al problema, esprimendo attraverso l’operazione
di occultamento alcune scelte all’interno
della sua effettiva soluzione».
Tra il 1966 e il 1972 Ugo La Pietra teorizza il
Sistema disequilibrante che si colloca in una
dimensione storica sufficientemente comprensibile:
il rifiuto di operare nella logica del
sistema per riuscire a individuare operazioni
estetiche capaci di decodificare, provocare e
dare la possibilità di rompere gli schemi precostituiti.
Così scriveva l’autore nel 1966:
«L’ipotesi fondamentale su cui si basa la mia
ricerca si esprime attraverso lo studio e la
definizione dei gradi di libertà che sono reperibili
all’interno delle “strutture organizzate”.
Individuati questi, le soluzioni progettuali si
manifestano attraverso precipitazioni (a qualsiasi
scala di intervento) in grado di costituire
momenti di rottura all’interno della base programmata.
La sommatoria di questi momenti
dovrebbe portare alla costituzione di un
Sistema disequilibrante in grado di coinvolgere
qualsiasi processo di formalizzazione.
L’indagine all’interno dei vari campi disciplinari
(sulla ipotesi formulata) mi ha portato al
chiarimento e al superamento (nell’ambito
della ricerca bidimensionale e oggettuale)
della problematica relativa all’arte programmata,
inserendo quegli elementi di rottura che
sono facilmente identificabili con il concetto
del Sistema disequilibrante sopra espresso.
Nelle più recenti realizzazioni a livello ambientale,
con la possibilità di manipolare elementi
più complessi (vale a dire le componenti
fondamentali dello spazio: il suono, la
luce, il colore, il tempo, ecc.), ho potuto trasferire
le esperienze espresse precedentemente
in maniera ancora allusiva (coinvolgendo
direttamente il comportamento dell’
individuo) in questa nuova scala di intervento,
potendo così segnalare meglio alcuni concetti
spaziali informatori».
Artista, architetto, designer, Ugo La Pietra è
nato nel 1938 a Bussi sul Tirino (Pescara).
Dal 1962 ha sviluppato un'attività tendente
alla chiarificazione e definizione del rapporto
individuo-ambiente. All'inizio di questo processo
di lavoro ha realizzato strumenti di
conoscenza (modelli di comprensione) tendenti
a trasformare il tradizionale rapporto
opera-spettatore. Ha esercitato dentro e fuori
le discipline dichiarandosi sempre "ricercatore
nelle arti visive". Con le sue ricerche ha
attraversato diverse correnti artistiche ("arte
segnica", "arte concettuale", "arte ambientale",
"arte nel sociale", "narrative art", "cinema
d'artista", "nuova scrittura", "extra media",
"neo-eclettismo", “architettura e design radicale”).
Ha comunicato e divulgato il suo pensiero
e le sue esperienze attraverso una
intensa attività didattica ed editoriale. Si è fatto
promotore di gruppi di ricerca (Gruppo del
Cenobio, Gruppo La Lepre Lunare, Gruppo
Design Radicale, Global Tools, Cooperativa
Maroncelli, Fabbrica di Comunicazione,
Libero Laboratorio) e di attività espositive che
hanno coinvolto un grandissimo numero di
artisti, architetti e designers.
PIANOTERRA
14 dicembre 2013 - 19 gennaio 2014
INGRESSO LIBERO
UGO LA PIETRA
L’OCCULTAMENTO
A CURA DI ALBERTO ZANCHETTA
INAUGURAZIONE
sabato 14 dicembre
ore 18:00
14
dicembre 2013
Ugo La Pietra – L’occultamento
Dal 14 dicembre 2013 al 19 gennaio 2014
design
Location
MAC – MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA DI LISSONE
Lissone, Viale Elisa Ancona, 6, (Monza E Brianza)
Lissone, Viale Elisa Ancona, 6, (Monza E Brianza)
Orario di apertura
Martedì, Mercoledì, Venerdì h 15-19
Giovedì h 15-23
Sabato e Domenica h 10-12 / 15-19
chiuso dal 24.12.13 al 5.1.14
Vernissage
14 Dicembre 2013, ore 18:00
Autore



