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Ugo La Pietra – Una forza interiore
Le opere in mostra, frutto della pluriennale collaborazione di Ugo La Pietra con Giovanni Mengoni, fondono la visionarietà dell’artista con il pensiero logico del designer e l’abilità dell’artigiano.
Comunicato stampa
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Dal 15 novembre al 22 dicembre Officine Saffi è lieta di presentare una mostra interamente dedicata alle ceramiche di Ugo La Pietra. La mostra dal titolo “Una forza interiore” - a cura di Flaminio Gualdoni - indaga la virilità quale forza scultorea, generatrice di forme e volumi attraverso una serie di vasi, sculture, figure votive e fotografie.
Le opere in mostra, frutto della pluriennale collaborazione di Ugo La Pietra con Giovanni Mengoni, fondono la visionarietà dell’artista con il pensiero logico del designer e l’abilità dell’artigiano.
“Ugo La Pietra ha ancora una volta interloquito con sapienze artigianali radicate e ha smontato e rimontato, nella sua testa e in una fornace perugina, l’idea e il possibile del bucchero". *
È il bucchero infatti il protagonista di tutte le opere in mostra alle Officine Saffi, materiale antico ma capace di interpretare una visione contemporanea, come quella di Ugo La Pietra. Il Bucchero è un particolare tipo di ceramica uniformemente nera utilizzata dalla civiltà etrusca dal VII secolo a.C. alla prima metà del V secolo a.C. Il nome deriva dallo spagnolo bucaro, parola con la quale venivano designati certi vasi provenienti dall'America meridionale fabbricati con una terra odorosa e colorata, imitati nel Portogallo e venuti di moda in Italia.
“Il bucchero è antico, è solo antico. Ed è raro, e misterioso, perché praticato solo dagli abitanti a loro volta indecifrati delle terre d’Etruria che ne han dato prova. È limitato, perché intimamente anestetico, per quel suo inghiottire la forma, le sue tettoniche e le sue misure spaziali, in una nerità lucida che tutto assorbe, a cominciare dal possibile di bellezza. Ed è noioso, perché la tecnica è quella lì e non altra, non sottoponibile a choc linguistici d’umore avanguardista". *
Ugo La Pietra non poteva non incontrare, nel suo percorso proliferante e curioso – curioso per energia intellettuale, per tensione critica - il bucchero, e non poteva non esporlo alle Officine Saffi, centro internazionale di ricerca sulla ceramica contemporanea. Il risultato di questa collaborazione è una mostra monocromatica dalla forte carica espressiva, quasi primitiva, dove l’artista, grazie all’aiuto dell’artigiano, ritorna ad auscultare la materia per divenirne maestro, faber; senza però dimenticare la profonda riflessione critica alla quale Ugo La Pietra tutto sottopone.
* estratto dal testo critico di Flaminio Gualdoni.
UGO LA PIETRA
Nato a Bussi sul Tirino (Pescara) nel 1938, originario di Arpino (Frosinone), vive e lavora a Milano, dove nel 1964 si laurea in Architettura al Politecnico.
Architetto di formazione, artista, cineasta, editor, musicista, fumettista, docente, dal 1960 si definisce ricercatore nel sistema della comunicazione e delle arti visive, muovendosi contemporaneamente nei territori dell’arte e del progetto. Instancabile sperimentatore, ha attraversato diverse correnti (dalla Pittura segnica all’arte concettuale, dalla Narrative Art al cinema d’artista) e utilizzato molteplici medium, conducendo ricerche che si sono concretizzate nella teoria del “Sistema disequilibrante” – espressione autonoma all’interno del Radical Design – e in importanti tematiche sociologiche come “La casa telematica” (MoMA di New York, 1972 – Fiera di Milano, 1983), “Rapporto tra Spazio reale e Spazio virtuale” (Triennale di Milano 1979, 1992), “La casa neoeclettica” (Abitare il tempo, 1990), “Cultura Balneare” (Centro Culturale Cattolica, 1985/95). Ha comunicato il suo lavoro attraverso molte mostre in Italia e all’estero, e in diverse esposizioni alla Triennale di Milano, Biennale di Venezia, Museo d’Arte Contemporanea di Lione, Museo FRAC di Orléans, Museo delle Ceramiche di Faenza, Fondazione Ragghianti di Lucca, Fondazione Mudima di Milano, Museo MA*GA di Gallarate. Da sempre sostiene in modo critico con opere e oggetti, con l’attività teorica, didattica ed editoriale la componente umanistica, significante e territoriale del design.
Le opere in mostra, frutto della pluriennale collaborazione di Ugo La Pietra con Giovanni Mengoni, fondono la visionarietà dell’artista con il pensiero logico del designer e l’abilità dell’artigiano.
“Ugo La Pietra ha ancora una volta interloquito con sapienze artigianali radicate e ha smontato e rimontato, nella sua testa e in una fornace perugina, l’idea e il possibile del bucchero". *
È il bucchero infatti il protagonista di tutte le opere in mostra alle Officine Saffi, materiale antico ma capace di interpretare una visione contemporanea, come quella di Ugo La Pietra. Il Bucchero è un particolare tipo di ceramica uniformemente nera utilizzata dalla civiltà etrusca dal VII secolo a.C. alla prima metà del V secolo a.C. Il nome deriva dallo spagnolo bucaro, parola con la quale venivano designati certi vasi provenienti dall'America meridionale fabbricati con una terra odorosa e colorata, imitati nel Portogallo e venuti di moda in Italia.
“Il bucchero è antico, è solo antico. Ed è raro, e misterioso, perché praticato solo dagli abitanti a loro volta indecifrati delle terre d’Etruria che ne han dato prova. È limitato, perché intimamente anestetico, per quel suo inghiottire la forma, le sue tettoniche e le sue misure spaziali, in una nerità lucida che tutto assorbe, a cominciare dal possibile di bellezza. Ed è noioso, perché la tecnica è quella lì e non altra, non sottoponibile a choc linguistici d’umore avanguardista". *
Ugo La Pietra non poteva non incontrare, nel suo percorso proliferante e curioso – curioso per energia intellettuale, per tensione critica - il bucchero, e non poteva non esporlo alle Officine Saffi, centro internazionale di ricerca sulla ceramica contemporanea. Il risultato di questa collaborazione è una mostra monocromatica dalla forte carica espressiva, quasi primitiva, dove l’artista, grazie all’aiuto dell’artigiano, ritorna ad auscultare la materia per divenirne maestro, faber; senza però dimenticare la profonda riflessione critica alla quale Ugo La Pietra tutto sottopone.
* estratto dal testo critico di Flaminio Gualdoni.
UGO LA PIETRA
Nato a Bussi sul Tirino (Pescara) nel 1938, originario di Arpino (Frosinone), vive e lavora a Milano, dove nel 1964 si laurea in Architettura al Politecnico.
Architetto di formazione, artista, cineasta, editor, musicista, fumettista, docente, dal 1960 si definisce ricercatore nel sistema della comunicazione e delle arti visive, muovendosi contemporaneamente nei territori dell’arte e del progetto. Instancabile sperimentatore, ha attraversato diverse correnti (dalla Pittura segnica all’arte concettuale, dalla Narrative Art al cinema d’artista) e utilizzato molteplici medium, conducendo ricerche che si sono concretizzate nella teoria del “Sistema disequilibrante” – espressione autonoma all’interno del Radical Design – e in importanti tematiche sociologiche come “La casa telematica” (MoMA di New York, 1972 – Fiera di Milano, 1983), “Rapporto tra Spazio reale e Spazio virtuale” (Triennale di Milano 1979, 1992), “La casa neoeclettica” (Abitare il tempo, 1990), “Cultura Balneare” (Centro Culturale Cattolica, 1985/95). Ha comunicato il suo lavoro attraverso molte mostre in Italia e all’estero, e in diverse esposizioni alla Triennale di Milano, Biennale di Venezia, Museo d’Arte Contemporanea di Lione, Museo FRAC di Orléans, Museo delle Ceramiche di Faenza, Fondazione Ragghianti di Lucca, Fondazione Mudima di Milano, Museo MA*GA di Gallarate. Da sempre sostiene in modo critico con opere e oggetti, con l’attività teorica, didattica ed editoriale la componente umanistica, significante e territoriale del design.
14
novembre 2017
Ugo La Pietra – Una forza interiore
Dal 14 novembre al 22 dicembre 2017
design
fotografia
arte contemporanea
disegno e grafica
fotografia
arte contemporanea
disegno e grafica
Location
OFFICINE SAFFI
Milano, Via Aurelio Saffi, 7, (Milano)
Milano, Via Aurelio Saffi, 7, (Milano)
Orario di apertura
Dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30.
Sabato dalle 11 alle 18. Domenica su appuntamento.
Vernissage
14 Novembre 2017, dalle 18.30 alle 21.00
Autore
Curatore




