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Un tesoro svelato dell’ukiyo-e
Stampe della Collezione della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna (ex Fondo Contini)
Comunicato stampa
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La tradizione xilografica giapponese è un fenomeno unico nel panorama dell’arte mondiale. La corrente
artistica di gran lunga più importante della xilografia giapponese ed estremo-orientale, comunemente conosciuta
con il nome di ukiyo-e, presenta infatti due caratteristiche apparentemente contraddittorie: una produzione di
massa, con tirature anche di migliaia di copie, e un livello qualitativo tale da porre queste stampe ai vertici della
grafica di ogni tempo e di ogni paese. La tecnica era stata introdotta dalla Cina nel secolo VIII, ma è solo
all’inizio del secolo XVII che la xilografia in Giappone diventa un’arte vera e propria, grazie soprattutto
all’avvenuta pacificazione del Giappone dopo decenni di guerre civili, al conseguente rifiorire delle attività
economiche e alla nascita di una classe media di mercanti e piccoli imprenditori. La produzione di libri stampati
(e in seguito di stampe singole) passa così nelle mani di imprese con finalità schiettamente commerciali: c’è ora
un vasto pubblico i cui gusti vanno serviti e assecondati. Nella prima metà del XVII secolo l’editoria si concentra
nella regione del Kamigata (la zona di Kyoto e Osaka), ma nella seconda metà del secolo il primato editoriale
passa definitivamente a Edo (l’attuale Tokyo), la città nuova, vitale, spregiudicata.
Le stampe della collezione della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna (ex Fondo Contini) esposte in
questa occasione appartengono al XIX secolo. Il percorso è diviso in cinque sezioni: la prima offre una scelta di
stampe del Kamigata; la seconda e la terza sono dedicate rispettivamente ai maestri dell’Ottocento Utagawa
Kunisada e a Utagawa Kuniyoshi; la quarta sezione presenta opere dei noti Utagawa Hiroshige e Utagawa
Yoshiiku; la quinta infine è dedicata alle rare stampe per bambini, presentate per la prima volta a Roma. Un
tesoro svelato dell’Ukiyo-e apre il sipario su aspetti e filoni inusuali di ambito Ukiyo-e, quelle stampe
del “mondo fluttuante” che da sole spesso rappresentano il Giappone nell’immaginario comune
dell’Occidente. La giornata inaugurale prevede la visita guidata alla mostra (dalle 17.30, su prenotazione), a
cura del prof. Giovanni Peternolli, Presidente CSAEO di Bologna, seguita (18.30) da conferenza introduttiva in cui
lo stesso prof. Peternolli, affiancato dagli altri due curatori della mostra, gli studiosi Alessandro Guidi e Manuela
Moscatiello, parleranno delle varie caratteristiche dello stile ukiyo-e in Osaka, dei maestri Kunisada e Kuniyoshi, e
ci guideranno alla scoperta dell’assoluta novità dei kodomo-e, le stampe destinate all’infanzia, rarissime anche
perché destinate all’utilizzo ludico. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
artistica di gran lunga più importante della xilografia giapponese ed estremo-orientale, comunemente conosciuta
con il nome di ukiyo-e, presenta infatti due caratteristiche apparentemente contraddittorie: una produzione di
massa, con tirature anche di migliaia di copie, e un livello qualitativo tale da porre queste stampe ai vertici della
grafica di ogni tempo e di ogni paese. La tecnica era stata introdotta dalla Cina nel secolo VIII, ma è solo
all’inizio del secolo XVII che la xilografia in Giappone diventa un’arte vera e propria, grazie soprattutto
all’avvenuta pacificazione del Giappone dopo decenni di guerre civili, al conseguente rifiorire delle attività
economiche e alla nascita di una classe media di mercanti e piccoli imprenditori. La produzione di libri stampati
(e in seguito di stampe singole) passa così nelle mani di imprese con finalità schiettamente commerciali: c’è ora
un vasto pubblico i cui gusti vanno serviti e assecondati. Nella prima metà del XVII secolo l’editoria si concentra
nella regione del Kamigata (la zona di Kyoto e Osaka), ma nella seconda metà del secolo il primato editoriale
passa definitivamente a Edo (l’attuale Tokyo), la città nuova, vitale, spregiudicata.
Le stampe della collezione della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna (ex Fondo Contini) esposte in
questa occasione appartengono al XIX secolo. Il percorso è diviso in cinque sezioni: la prima offre una scelta di
stampe del Kamigata; la seconda e la terza sono dedicate rispettivamente ai maestri dell’Ottocento Utagawa
Kunisada e a Utagawa Kuniyoshi; la quarta sezione presenta opere dei noti Utagawa Hiroshige e Utagawa
Yoshiiku; la quinta infine è dedicata alle rare stampe per bambini, presentate per la prima volta a Roma. Un
tesoro svelato dell’Ukiyo-e apre il sipario su aspetti e filoni inusuali di ambito Ukiyo-e, quelle stampe
del “mondo fluttuante” che da sole spesso rappresentano il Giappone nell’immaginario comune
dell’Occidente. La giornata inaugurale prevede la visita guidata alla mostra (dalle 17.30, su prenotazione), a
cura del prof. Giovanni Peternolli, Presidente CSAEO di Bologna, seguita (18.30) da conferenza introduttiva in cui
lo stesso prof. Peternolli, affiancato dagli altri due curatori della mostra, gli studiosi Alessandro Guidi e Manuela
Moscatiello, parleranno delle varie caratteristiche dello stile ukiyo-e in Osaka, dei maestri Kunisada e Kuniyoshi, e
ci guideranno alla scoperta dell’assoluta novità dei kodomo-e, le stampe destinate all’infanzia, rarissime anche
perché destinate all’utilizzo ludico. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
04
novembre 2013
Un tesoro svelato dell’ukiyo-e
Dal 04 novembre al 14 dicembre 2013
arte etnica
Location
ISTITUTO GIAPPONESE DI CULTURA
Roma, Via Antonio Gramsci, 74, (Roma)
Roma, Via Antonio Gramsci, 74, (Roma)
Orario di apertura
lun-ven 9-12.30/13.30-18.30 merc fino alle 17.30 sab 9.30-13
Vernissage
4 Novembre 2013, ore 18.30
Curatore




