Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Una prospettiva radiante dall’aniconico all’analitico, e oltre
Dopo il prologo delle Cronache del dopobomba,
che indagava le esperienze informali
a livello internazionale, e l’interludio de La
Milizia Realista, incentrata sull’evoluzione del
Realismo in Italia, Una prospettiva radiante è
il logico compimento di una trilogia espositiva
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Dopo il prologo delle Cronache del dopobomba,
che indagava le esperienze informali
a livello internazionale, e l’interludio de La
Milizia Realista, incentrata sull’evoluzione del
Realismo in Italia, Una prospettiva radiante è
il logico compimento di una trilogia espositiva
ispirata alle collezioni del MAC che si
arricchiscono di tre nuove opere. In
occasione di questa mostra vengono infatti
presentate un’inedita Psicoplastica (1972) di
Franco Grignani, importante esponente della
Op Art, un Tre tempi matematici (1981-1999)
di Lorenzo Piemonti, epigono dell’Arte
concreta di matrice elvetica, e K516 (1998) di
Michael Rögler, il cui rarefatto processo
cromatico appartiene all’ambito della
monochrome malerei.
Giorgio Manganelli aveva scritto che «ogni
triangolo vorrebbe essere scambiato per
Dio». Dagli imeni triangolari del secolo scorso
hanno origine le geometrie che invadono il
piano interrato del museo: forme e formalismi
pittorici che rispecchiano una necessità di
rigore e di assoluto, aspirazione sovente
associata a un certo misticismo (la parola
“monaco” deriva da monos, cioè “solo”,
vocazione che gli artisti tendono a condividere
con il colore puro).
L’area di ricerca astratto-geometrica, che nel
Novecento aveva sancito l’inevitabile rottura
con la tradizione figurativa, si cristallizza in
strutture primarie che vengono asservite al
mondo del numero e della regola, come nel
caso di Piero Dorazio e di Mauro Reggiani,
che negli anni Trenta sono stati tra gli alfieri
dell’astrazione geometrica. Intransigenti nei
confronti dell’arte iconica, le composizioni dei
due artisti aprono la strada a reticoli e forme
“plastico-concrete” contraddistinte da una accurata
progettualità.
L’esposizione prosegue poi con le diafane
estroflessioni di Agostino Bonalumi e Turi
Simeti che forzano il riduzionismo fino alla
tabula rasa. Nelle loro opere si accentua
l’atteggiamento autoriflessivo nella pratica del
fare arte, tesa a indagare la thingness e la
flatness della superficie pittorica. Dal purismo
delle superfici monocrome si passa quindi al
lirismo policromo di Bressan, Guarnieri, Olivieri,
Raciti, Sermidi, Vago, Verna, Vicentini,
esponenti di una pittura tonale che si produce
in un’emissione/impressione di luminosità.
Tra nitori e trasparenze, in questi dipinti si
sprigiona un’energia corpuscolare che si dà
come organismo in dissoluzione. La generazione
è quella della cosiddetta pittura
analitico-riduttiva, la quale spazia dai crismi
della geometria – infinitamente reiterabile – a
corpi eteri, impalpabili, che rinunciano ad
arroccarsi dietro generiche definizioni di
“Senza titolo” o di “Composizioni”, cedendo
viceversa il passo a suggestioni che
evidenziano un amore più morbido e intimo
per l’ab-stracto.
A dispetto della ferrea partitura di Dorazio, le
linee si dissolvono qui in un ritmo (anziché in
uno spettro) cromatico; l’astrazione si fa
vibrante, caratterizzata da pennellate delicate,
più sensuali che razionali, come testimoniano
anche le declinazioni in ambito
internazionale di Edo Murtic e Agustín Español
Viñas.
PIANO INTERRATO
14 dicembre – 19 gennaio 2014
UNA PROSPETTIVA
RADIANTE
A CURA DI ALBERTO ZANCHETTA
AGOSTINO BONALUMI, ITALO BRESSAN, PIERO
DORAZIO, FRANCO GRIGNANI, RICCARDO
GUARNIERI, EDO MURTIC, CLAUDIO OLIVIERI,
LORENZO PIEMONTI, MARIO RACITI, MAURO
REGGIANI, MICHAEL RÖGLER, SERGIO SERMIDI,
TURI SIMETI, VALENTINO VAGO, CLAUDIO VERNA,
GIORGIO VICENTINI, AGUSTÍN ESPAÑOL VIÑAS
INAUGURAZIONE
sabato 14 dicembre
ore 18:00
INGRESSO LIBERO
che indagava le esperienze informali
a livello internazionale, e l’interludio de La
Milizia Realista, incentrata sull’evoluzione del
Realismo in Italia, Una prospettiva radiante è
il logico compimento di una trilogia espositiva
ispirata alle collezioni del MAC che si
arricchiscono di tre nuove opere. In
occasione di questa mostra vengono infatti
presentate un’inedita Psicoplastica (1972) di
Franco Grignani, importante esponente della
Op Art, un Tre tempi matematici (1981-1999)
di Lorenzo Piemonti, epigono dell’Arte
concreta di matrice elvetica, e K516 (1998) di
Michael Rögler, il cui rarefatto processo
cromatico appartiene all’ambito della
monochrome malerei.
Giorgio Manganelli aveva scritto che «ogni
triangolo vorrebbe essere scambiato per
Dio». Dagli imeni triangolari del secolo scorso
hanno origine le geometrie che invadono il
piano interrato del museo: forme e formalismi
pittorici che rispecchiano una necessità di
rigore e di assoluto, aspirazione sovente
associata a un certo misticismo (la parola
“monaco” deriva da monos, cioè “solo”,
vocazione che gli artisti tendono a condividere
con il colore puro).
L’area di ricerca astratto-geometrica, che nel
Novecento aveva sancito l’inevitabile rottura
con la tradizione figurativa, si cristallizza in
strutture primarie che vengono asservite al
mondo del numero e della regola, come nel
caso di Piero Dorazio e di Mauro Reggiani,
che negli anni Trenta sono stati tra gli alfieri
dell’astrazione geometrica. Intransigenti nei
confronti dell’arte iconica, le composizioni dei
due artisti aprono la strada a reticoli e forme
“plastico-concrete” contraddistinte da una accurata
progettualità.
L’esposizione prosegue poi con le diafane
estroflessioni di Agostino Bonalumi e Turi
Simeti che forzano il riduzionismo fino alla
tabula rasa. Nelle loro opere si accentua
l’atteggiamento autoriflessivo nella pratica del
fare arte, tesa a indagare la thingness e la
flatness della superficie pittorica. Dal purismo
delle superfici monocrome si passa quindi al
lirismo policromo di Bressan, Guarnieri, Olivieri,
Raciti, Sermidi, Vago, Verna, Vicentini,
esponenti di una pittura tonale che si produce
in un’emissione/impressione di luminosità.
Tra nitori e trasparenze, in questi dipinti si
sprigiona un’energia corpuscolare che si dà
come organismo in dissoluzione. La generazione
è quella della cosiddetta pittura
analitico-riduttiva, la quale spazia dai crismi
della geometria – infinitamente reiterabile – a
corpi eteri, impalpabili, che rinunciano ad
arroccarsi dietro generiche definizioni di
“Senza titolo” o di “Composizioni”, cedendo
viceversa il passo a suggestioni che
evidenziano un amore più morbido e intimo
per l’ab-stracto.
A dispetto della ferrea partitura di Dorazio, le
linee si dissolvono qui in un ritmo (anziché in
uno spettro) cromatico; l’astrazione si fa
vibrante, caratterizzata da pennellate delicate,
più sensuali che razionali, come testimoniano
anche le declinazioni in ambito
internazionale di Edo Murtic e Agustín Español
Viñas.
PIANO INTERRATO
14 dicembre – 19 gennaio 2014
UNA PROSPETTIVA
RADIANTE
A CURA DI ALBERTO ZANCHETTA
AGOSTINO BONALUMI, ITALO BRESSAN, PIERO
DORAZIO, FRANCO GRIGNANI, RICCARDO
GUARNIERI, EDO MURTIC, CLAUDIO OLIVIERI,
LORENZO PIEMONTI, MARIO RACITI, MAURO
REGGIANI, MICHAEL RÖGLER, SERGIO SERMIDI,
TURI SIMETI, VALENTINO VAGO, CLAUDIO VERNA,
GIORGIO VICENTINI, AGUSTÍN ESPAÑOL VIÑAS
INAUGURAZIONE
sabato 14 dicembre
ore 18:00
INGRESSO LIBERO
14
dicembre 2013
Una prospettiva radiante dall’aniconico all’analitico, e oltre
Dal 14 dicembre 2013 al 19 gennaio 2014
arte contemporanea
Location
MAC – MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA DI LISSONE
Lissone, Viale Elisa Ancona, 6, (Monza E Brianza)
Lissone, Viale Elisa Ancona, 6, (Monza E Brianza)
Orario di apertura
Martedì, Mercoledì, Venerdì h 15-19
Giovedì h 15-23
Sabato e Domenica h 10-12 / 15-19
chiuso dal 24.12.13 al 5.1.14
Vernissage
14 Dicembre 2013, h 18



