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Vestalia
UMANO È un luogo d’incontro. Un punto di contatto, dove arte e design diventano strumenti per addentrarsi nei misteri dell’essere e della vita. È il sottile filo che ci connette alla terra, alle sue radici. A giugno presenta Claudia di Francesco Gino Sarfatti e Carlo Scarpa
Comunicato stampa
Segnala l'evento
“Vestalia” 20 June -20 July 2026
UMANO È un luogo d'incontro. Un punto di contatto, dove arte e design diventano strumenti per addentrarsi nei misteri dell'essere e della vita. È il sottile filo che ci connette alla terra, alle sue radici e al bisogno di rispondere a un'antica domanda:
COSA CI RENDE ANCORA UMANI, OGGI?
Affacciata su Piazza Duomo, si apre un dialogo tra arte e materia, tra sogni e design. I paesaggi onirici della giovane Claudia di Francesco permettono di viaggiare attraverso dimensioni fantastiche mentre ci accomodiamo sulla linearità del divano Cornaro di Scarpa. L’opera Il lago di Loch Ness è in fiamme… è forse stata innescata dall’esplosione luminosa del lampadario 2097 di Sarfatti?
Curato da Alessandra Denza, fondatrice di The Contemporary Art Travellers nel 2020, un progetto curatoriale radicato nel suo patrimonio personale e plasmato da una forte tradizione femminile. Centrale è il ruolo delle donne nella storia e nelle culture, dalla Grande Dea, parallelamente a ricerche sull'Antropocene e la Natura, la Biologia e l'Orticoltura.
Claudia Di Francesco (1992 Roma) si immerge in ricordi e suggestioni di natura intima, a cui ci invita a partecipare, dove narrazioni immaginarie e figure dai tratti arcaici, corpi traslucidi e anime penitenti fluttuano in un mondo che sembra capovolto.
Le sue scene visionarie sono popolate da animali insoliti e figure sproporzionate, particelle di un mondo che si trasforma e si trasmette. Le figure nei suoi dipinti, reali o immaginarie che siano, evocano l'indissolubile legame con la natura, il corpo e la ciclicità della vita e della morte. Nelle sue opere, passato e presente si intrecciano in continuità e la forma non è mai completamente definita, ma sempre aperta a possibilità.
Vestalia riporta al rito, al fuoco, alla luce, si collega alla memoria ed al sacro, perché i suoi quadri siano protetti in una mitologia che va riletta in chiave più personale dall’artista stessa.
Tra le principali mostre collettive a cui ha partecipato: 2025, Viaggi | Journeys, Alma Pearl Gallery, Londra, a cura di Celeste Baracchi; residenza d'artista, Art Gallery Kazanlak e Museo di Kazanlak (BG), giugno; Embryonic Journey, Richard Saltoun Gallery, Roma; La parete che resta, Cartavetra Gallery, Firenze; Prendete & Mangiate - Armonie Invisibili, a cura di Carolina Levi, prodotta da 5VIE, Design Week, Milano; 2024 Arte e Architettura in Simbiosi presso il Wuhan Wanda Space, Cina; Il Cuore del Giardino, Palazzo Olivetti Rason, Firenze; Oscillations 2024, un progetto diffuso tra Palazzo Ruschi Pavesi, Palazzo Sforza e Palazzo Buttini, a cura di NoGallery. Nello stesso anno, partecipa alla mostra collettiva Preziose Miniature presso l'Archivio Storico di Palermo e viene selezionata come finalista per il Premio Edipiderma, esposto al Foro Studio di Milano.
Ovidio - Fasti:
"Per lungo tempo credetti stoltamente che ci fossero statue di Vesta,
ma poi appresi che sotto la curva cupola non ci sono affatto statue.
Un fuoco sempre vivo si cela in quel tempio
e Vesta non ha nessuna effige, come non ne ha neppure il fuoco."
Il Divano Cornaro è una delle opere più celebri dell’illustre architetto e designer italiano Carlo Scarpa. Questo capolavoro è stato creato nel 1974 e prende il nome dalla famiglia Cornaro, di nobile discendenza veneziana con una lunga storia e una forte presenza nell’arte e nella cultura. Prodotto da Simon Gavina, la struttura è in legno di iroko, originario dell’Africa occidentale, noto per la sua durabilità e bellezza naturale. L’imbottito rivestito in tessuto chiaro si incastra all’interno dei profili in legno e si congiunge ad esso tramite delle fascette di caucciù. Un pezzo che da solo racconta un’ospitalità colta ed internazionale, fatta di salotti letterari e accesi scambi di idee politiche.
Il lampadario 2097 originariamente concepito nel 1958, da Gino Sarfatti è un capolavoro che ridefinisce il tradizionale lampadario veneziano con un approccio minimalista. Sarfatti ha creato il concept di 2097 presso Arteluce, l'azienda da lui fondata nel 1939 come una sorta di laboratorio creativo per il design d'illuminazione sperimentale, poi acquisita da Flos nel 1973.
Nato e cresciuto a Venezia, conosceva bene il linguaggio estetico dei lampadari tradizionali veneziani, un classico che ha ridotto all'essenza attraverso un esercizio stilistico che è tanto moderno oggi quanto lo era sessantacinque anni fa. Giocando con l'originale, Sarfatti è riuscito a ricrearne l'idea in modo del tutto originale. Del famoso punto di partenza rimane solo un'idea della struttura: un tubo centrale in acciaio con bracci radiali in ottone, ognuno dei quali sostiene una lampadina all'estremità.
UMANO È un luogo d'incontro. Un punto di contatto, dove arte e design diventano strumenti per addentrarsi nei misteri dell'essere e della vita. È il sottile filo che ci connette alla terra, alle sue radici e al bisogno di rispondere a un'antica domanda:
COSA CI RENDE ANCORA UMANI, OGGI?
Affacciata su Piazza Duomo, si apre un dialogo tra arte e materia, tra sogni e design. I paesaggi onirici della giovane Claudia di Francesco permettono di viaggiare attraverso dimensioni fantastiche mentre ci accomodiamo sulla linearità del divano Cornaro di Scarpa. L’opera Il lago di Loch Ness è in fiamme… è forse stata innescata dall’esplosione luminosa del lampadario 2097 di Sarfatti?
Curato da Alessandra Denza, fondatrice di The Contemporary Art Travellers nel 2020, un progetto curatoriale radicato nel suo patrimonio personale e plasmato da una forte tradizione femminile. Centrale è il ruolo delle donne nella storia e nelle culture, dalla Grande Dea, parallelamente a ricerche sull'Antropocene e la Natura, la Biologia e l'Orticoltura.
Claudia Di Francesco (1992 Roma) si immerge in ricordi e suggestioni di natura intima, a cui ci invita a partecipare, dove narrazioni immaginarie e figure dai tratti arcaici, corpi traslucidi e anime penitenti fluttuano in un mondo che sembra capovolto.
Le sue scene visionarie sono popolate da animali insoliti e figure sproporzionate, particelle di un mondo che si trasforma e si trasmette. Le figure nei suoi dipinti, reali o immaginarie che siano, evocano l'indissolubile legame con la natura, il corpo e la ciclicità della vita e della morte. Nelle sue opere, passato e presente si intrecciano in continuità e la forma non è mai completamente definita, ma sempre aperta a possibilità.
Vestalia riporta al rito, al fuoco, alla luce, si collega alla memoria ed al sacro, perché i suoi quadri siano protetti in una mitologia che va riletta in chiave più personale dall’artista stessa.
Tra le principali mostre collettive a cui ha partecipato: 2025, Viaggi | Journeys, Alma Pearl Gallery, Londra, a cura di Celeste Baracchi; residenza d'artista, Art Gallery Kazanlak e Museo di Kazanlak (BG), giugno; Embryonic Journey, Richard Saltoun Gallery, Roma; La parete che resta, Cartavetra Gallery, Firenze; Prendete & Mangiate - Armonie Invisibili, a cura di Carolina Levi, prodotta da 5VIE, Design Week, Milano; 2024 Arte e Architettura in Simbiosi presso il Wuhan Wanda Space, Cina; Il Cuore del Giardino, Palazzo Olivetti Rason, Firenze; Oscillations 2024, un progetto diffuso tra Palazzo Ruschi Pavesi, Palazzo Sforza e Palazzo Buttini, a cura di NoGallery. Nello stesso anno, partecipa alla mostra collettiva Preziose Miniature presso l'Archivio Storico di Palermo e viene selezionata come finalista per il Premio Edipiderma, esposto al Foro Studio di Milano.
Ovidio - Fasti:
"Per lungo tempo credetti stoltamente che ci fossero statue di Vesta,
ma poi appresi che sotto la curva cupola non ci sono affatto statue.
Un fuoco sempre vivo si cela in quel tempio
e Vesta non ha nessuna effige, come non ne ha neppure il fuoco."
Il Divano Cornaro è una delle opere più celebri dell’illustre architetto e designer italiano Carlo Scarpa. Questo capolavoro è stato creato nel 1974 e prende il nome dalla famiglia Cornaro, di nobile discendenza veneziana con una lunga storia e una forte presenza nell’arte e nella cultura. Prodotto da Simon Gavina, la struttura è in legno di iroko, originario dell’Africa occidentale, noto per la sua durabilità e bellezza naturale. L’imbottito rivestito in tessuto chiaro si incastra all’interno dei profili in legno e si congiunge ad esso tramite delle fascette di caucciù. Un pezzo che da solo racconta un’ospitalità colta ed internazionale, fatta di salotti letterari e accesi scambi di idee politiche.
Il lampadario 2097 originariamente concepito nel 1958, da Gino Sarfatti è un capolavoro che ridefinisce il tradizionale lampadario veneziano con un approccio minimalista. Sarfatti ha creato il concept di 2097 presso Arteluce, l'azienda da lui fondata nel 1939 come una sorta di laboratorio creativo per il design d'illuminazione sperimentale, poi acquisita da Flos nel 1973.
Nato e cresciuto a Venezia, conosceva bene il linguaggio estetico dei lampadari tradizionali veneziani, un classico che ha ridotto all'essenza attraverso un esercizio stilistico che è tanto moderno oggi quanto lo era sessantacinque anni fa. Giocando con l'originale, Sarfatti è riuscito a ricrearne l'idea in modo del tutto originale. Del famoso punto di partenza rimane solo un'idea della struttura: un tubo centrale in acciaio con bracci radiali in ottone, ognuno dei quali sostiene una lampadina all'estremità.
20
giugno 2026
Vestalia
Dal 20 giugno al 19 luglio 2026
arte contemporanea
Location
UMANO Space
Pietrasanta, Piazza Duomo, 4, (LU)
Pietrasanta, Piazza Duomo, 4, (LU)
Orario di apertura
martedì-domenica ore17.00-24-00
Vernissage
20 Giugno 2026, dalle ore 18
Sito web
Autore
Curatore
Produzione organizzazione




