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Vincenzo Pattusi – Far Away so Close. Così lontano, così vicino
Far Away so Close / Così lontano, così vicino è il titolo dell’opera di Vincenzo Pattusi che segna l’esordio e suggella un accordo tra la Geasar e il MAN di Nuoro, nella convinzione che l’arte, con la sua pervasività, faccia sempre più parte della nostra vita, più che mai fuori dai confini del suo luogo per eccellenza, il museo, e fuori dai luoghi comuni, intesi sia in senso fisico che figurato
Comunicato stampa
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Far Away so Close / Così lontano, così vicinoè il titolo dell’opera di Vincenzo Pattusi che segna l’esordio e suggella un accordo tra la Geasar e il MAN di Nuoro, nella convinzione che l’arte, con la sua pervasività, faccia sempre più parte della nostra vita, più che mai fuori dai confini del suo luogo per eccellenza, il museo, e fuori dai luoghi comuni, intesi sia in senso fisico che figurato.
In questa accezione l’aeroporto è visto non più come “non luogo” ma come luogo in comune, come centro di una comunità in transito che lo abita anche se per pochi minuti o poche ore.
Il progetto misura la messa a fuoco, la capacità del nostro sguardo di distinguere ma anche di confondere, di concentrarsi su aspetti diversi di una realtà che è sempre variabile e complessa. Ci invita a decidere, a scegliere, forse solo a preferire. Misura il nostro mutevole interesse per il primo piano o per lo sfondo, ci guida alla scoperta di un dettaglio o semplicemente fa sintesi custodendo per un istante o per sempre la memoria di un luogo. “Non si butta via nulla – afferma la direttrice del MAN, Cristiana Collu - meno che mai il passato che ci appartiene come il futuro che sogniamo.”
E’ questo il contenuto della mostra allestita insieme al Museo d’Arte della Provincia di Nuoro per inaugurare il nuovo spazio,l’ Art-Port Wall, messo a disposizione dalla società di gestione dell’Aeroporto Olbia – Costa Smeralda per la valorizzazione dell’arte contemporanea.
“La collaborazione con il MAN è un punto di arrivo di un processo cominciato l’anno scorso, con i nostri primi contatti per creare una nuova modalità di comunicazione nel nostro terminal, e rappresenta anche un punto di partenza per lo sviluppo di partnerships che avvicinino il mondo aeroportuale ad altri circuiti di qualità. La Geasar mette a disposizione una grande vetrina per riempirla di contenuti e consertirne la circolazione di idee e di nuovi visioni anche attraverso l’arte.” - l’amministratore delegato Silvio Pippobello , sottolinea in questo modo l’intesa con la direttrice del Man, Cristiana Collu.
Due mondi apparentemente lontani possono quindi coesistere, sforzandosi con le proprie identità e potenzialità, condividendo un progetto comune per offrire il migliore supporto all’arte e agli artisti anche emergenti.
La scelta sull’artista Vincenzo Pattusi è stata condivisa e con l’opera “Far away, so close/Così lontano, così vicino” ci costringe a una riflessione su ciò che siamo e sulle variabilità, differenze o distanze che possono produrrele stratificazioni culturali che caratterizzano ciascun individuo.
Vincenzo Pattusi vive e lavora a Nuoro. Ha 33 anni e, dopo la laurea in Storia dell’Arte e il master in conservazione e restauro, ha cominciato la sua collaborazione con il museo di Nuoro: si occupa dei laboratori didattici e della cura degli allestimenti. In contemporanea segue la sua passione artistica, iniziata in strada insieme ai writers, producendo mostre personali e partecipando a collettive in gallerie d’Arte sarde e italiane.
Tra le sue ultime esposizioni cataloga la mostra di illustrazioni realizzate per celebrare “Sa die e sa Sardigna” a Palazzo Regio a Cagliari e la collettiva “Le radici in cielo” a Sassari.
La Geasarha cominciato la sua attività espositiva con il progetto Art-Port Gallery, che ha visto la nascita dello spazio museale nell’aprile del 2010 con la prima mostra dedicata all’archeologia in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici per le Province di Sassari e Nuoro: esposti eccezionalmente il frammento di una ruota dentata attribuita al Planetario di Archimede e i corredi funerari composti da ceramiche da tavola provenienti dal sottosuolo della città di Olbia e riferibili alla storia antica. La sala
Qualche mese più tardi è nato Art-Port Corner, che in questo mese di maggio è giunto all’ undicesima mostra di opere di artisti sardi. La parete che li accoglie è inserita all’interno del self-service e ha l’obiettivo di stimolare le sensazioni visive dei clienti seduti al Kara Food.
L’ultima sezione, forse la più rilevante per dimensioni e prestigio, è l’ Art-Port Wall firmato nella sua prima mostra dal Museo d’Arte di Nuoro. Quest’ultima si compone di sei riproduzioni stampate su tela del lavoro figurativo di Vincenzo Pattusi, allestite su cornici poste nella Hall centrale che toccano la lunghezza di centotrenta metri lineari. Un’imponente esposizione con uno sfondo tutto sardo rappresentato dai motivi ripetuti del tappeto sardo. I soggetti in primo piano invece, particolarmente accattivanti, guardano i passeggeri in movimento.
In questa accezione l’aeroporto è visto non più come “non luogo” ma come luogo in comune, come centro di una comunità in transito che lo abita anche se per pochi minuti o poche ore.
Il progetto misura la messa a fuoco, la capacità del nostro sguardo di distinguere ma anche di confondere, di concentrarsi su aspetti diversi di una realtà che è sempre variabile e complessa. Ci invita a decidere, a scegliere, forse solo a preferire. Misura il nostro mutevole interesse per il primo piano o per lo sfondo, ci guida alla scoperta di un dettaglio o semplicemente fa sintesi custodendo per un istante o per sempre la memoria di un luogo. “Non si butta via nulla – afferma la direttrice del MAN, Cristiana Collu - meno che mai il passato che ci appartiene come il futuro che sogniamo.”
E’ questo il contenuto della mostra allestita insieme al Museo d’Arte della Provincia di Nuoro per inaugurare il nuovo spazio,l’ Art-Port Wall, messo a disposizione dalla società di gestione dell’Aeroporto Olbia – Costa Smeralda per la valorizzazione dell’arte contemporanea.
“La collaborazione con il MAN è un punto di arrivo di un processo cominciato l’anno scorso, con i nostri primi contatti per creare una nuova modalità di comunicazione nel nostro terminal, e rappresenta anche un punto di partenza per lo sviluppo di partnerships che avvicinino il mondo aeroportuale ad altri circuiti di qualità. La Geasar mette a disposizione una grande vetrina per riempirla di contenuti e consertirne la circolazione di idee e di nuovi visioni anche attraverso l’arte.” - l’amministratore delegato Silvio Pippobello , sottolinea in questo modo l’intesa con la direttrice del Man, Cristiana Collu.
Due mondi apparentemente lontani possono quindi coesistere, sforzandosi con le proprie identità e potenzialità, condividendo un progetto comune per offrire il migliore supporto all’arte e agli artisti anche emergenti.
La scelta sull’artista Vincenzo Pattusi è stata condivisa e con l’opera “Far away, so close/Così lontano, così vicino” ci costringe a una riflessione su ciò che siamo e sulle variabilità, differenze o distanze che possono produrrele stratificazioni culturali che caratterizzano ciascun individuo.
Vincenzo Pattusi vive e lavora a Nuoro. Ha 33 anni e, dopo la laurea in Storia dell’Arte e il master in conservazione e restauro, ha cominciato la sua collaborazione con il museo di Nuoro: si occupa dei laboratori didattici e della cura degli allestimenti. In contemporanea segue la sua passione artistica, iniziata in strada insieme ai writers, producendo mostre personali e partecipando a collettive in gallerie d’Arte sarde e italiane.
Tra le sue ultime esposizioni cataloga la mostra di illustrazioni realizzate per celebrare “Sa die e sa Sardigna” a Palazzo Regio a Cagliari e la collettiva “Le radici in cielo” a Sassari.
La Geasarha cominciato la sua attività espositiva con il progetto Art-Port Gallery, che ha visto la nascita dello spazio museale nell’aprile del 2010 con la prima mostra dedicata all’archeologia in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici per le Province di Sassari e Nuoro: esposti eccezionalmente il frammento di una ruota dentata attribuita al Planetario di Archimede e i corredi funerari composti da ceramiche da tavola provenienti dal sottosuolo della città di Olbia e riferibili alla storia antica. La sala
Qualche mese più tardi è nato Art-Port Corner, che in questo mese di maggio è giunto all’ undicesima mostra di opere di artisti sardi. La parete che li accoglie è inserita all’interno del self-service e ha l’obiettivo di stimolare le sensazioni visive dei clienti seduti al Kara Food.
L’ultima sezione, forse la più rilevante per dimensioni e prestigio, è l’ Art-Port Wall firmato nella sua prima mostra dal Museo d’Arte di Nuoro. Quest’ultima si compone di sei riproduzioni stampate su tela del lavoro figurativo di Vincenzo Pattusi, allestite su cornici poste nella Hall centrale che toccano la lunghezza di centotrenta metri lineari. Un’imponente esposizione con uno sfondo tutto sardo rappresentato dai motivi ripetuti del tappeto sardo. I soggetti in primo piano invece, particolarmente accattivanti, guardano i passeggeri in movimento.
19
maggio 2011
Vincenzo Pattusi – Far Away so Close. Così lontano, così vicino
Dal 19 maggio al 19 giugno 2011
arte contemporanea
Location
ART PORT WALL
Olbia, Località Aeroporto Costa Smeralda, (Olbia-tempio)
Olbia, Località Aeroporto Costa Smeralda, (Olbia-tempio)
Vernissage
19 Maggio 2011, h 11
Autore



