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Virginia Ryan – Surfacing
Ambienti domestici vengono invasi da presenze evocatrici di antichi miti. Sono opere di Virginia Ryan frutto della ricerca dell’artista australiana naturalizzata italiana, che da tempo vive in Costa d’Avorio (dal 2009, ma già vissuto e lavorato in Ghana dal 2001-2008), che fugge dalla logica della globalizzazione o tribalizzazione
Comunicato stampa
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Titolo: Surfacing, Virginia Ryan
Data: domenica 15 settembre 2013
Luogo: Freemocco's House
Via Vincioli 18
Deruta
Orario: dalle ore 18.00 p.m.
Testi di: Antonella Pesola e Virginia Bruzzone
Traduzioni: Julian Izzo
Ambienti domestici vengono invasi da presenze evocatrici di antichi miti. Sono opere di Virginia Ryan frutto della ricerca dell’artista australiana naturalizzata italiana, che da tempo vive in Costa d’Avorio (dal 2009, ma già vissuto e lavorato in Ghana dal 2001-2008), che fugge dalla logica della globalizzazione o tribalizzazione. Installazioni imponenti che richiamano le leggende dei popoli che vivono accanto al mare, la Mami Wata lo spirito femminile delle acque. La sirena dai lunghi capelli, che appare tra i flutti dell’oceano, alla foce dei fiumi, nelle lagune. Una riflessione sul modello femminile ammaliante, destabilizzante e sfuggente che afferma il potere delle proprie caratteristiche.
Attraverso le figure di Virginia Ryan, tessute con migliaia di mèches cinesi, comprate al mercato di Adjamé (Abidjan), Mami Wata si trasforma e si adatta alla realtà contemporanea, quella dell’uso delle hair extension importante arma di seduzione delle donne libere nella speranza di una vita migliore, in un legame dinamico tra mitologie tradizionali e nuovi contesti simbolici. Il nomadismo culturale che contraddistingue la Ryan sostiene una produzione artistica che ironizza contro la mercificazione di un’economia ormai globale, affermando il diritto ad un viaggio multiculturale, sfuggendo ad ogni logica di appartenenza nega il valore dell’habitat a favore di un pensare il tempo condensato nella forma dell’opera.
La Mami Wata nasce così da un dialogo tra la dimensione più antica e più autentica e quella moderna di icona del consumismo, simbolo di mercificazione del corpo femminile, incarnazione dei desideri, delle paure e delle contraddizioni di una modernità materiale.
Data: domenica 15 settembre 2013
Luogo: Freemocco's House
Via Vincioli 18
Deruta
Orario: dalle ore 18.00 p.m.
Testi di: Antonella Pesola e Virginia Bruzzone
Traduzioni: Julian Izzo
Ambienti domestici vengono invasi da presenze evocatrici di antichi miti. Sono opere di Virginia Ryan frutto della ricerca dell’artista australiana naturalizzata italiana, che da tempo vive in Costa d’Avorio (dal 2009, ma già vissuto e lavorato in Ghana dal 2001-2008), che fugge dalla logica della globalizzazione o tribalizzazione. Installazioni imponenti che richiamano le leggende dei popoli che vivono accanto al mare, la Mami Wata lo spirito femminile delle acque. La sirena dai lunghi capelli, che appare tra i flutti dell’oceano, alla foce dei fiumi, nelle lagune. Una riflessione sul modello femminile ammaliante, destabilizzante e sfuggente che afferma il potere delle proprie caratteristiche.
Attraverso le figure di Virginia Ryan, tessute con migliaia di mèches cinesi, comprate al mercato di Adjamé (Abidjan), Mami Wata si trasforma e si adatta alla realtà contemporanea, quella dell’uso delle hair extension importante arma di seduzione delle donne libere nella speranza di una vita migliore, in un legame dinamico tra mitologie tradizionali e nuovi contesti simbolici. Il nomadismo culturale che contraddistingue la Ryan sostiene una produzione artistica che ironizza contro la mercificazione di un’economia ormai globale, affermando il diritto ad un viaggio multiculturale, sfuggendo ad ogni logica di appartenenza nega il valore dell’habitat a favore di un pensare il tempo condensato nella forma dell’opera.
La Mami Wata nasce così da un dialogo tra la dimensione più antica e più autentica e quella moderna di icona del consumismo, simbolo di mercificazione del corpo femminile, incarnazione dei desideri, delle paure e delle contraddizioni di una modernità materiale.
15
settembre 2013
Virginia Ryan – Surfacing
Dal 15 settembre al 15 ottobre 2013
arte contemporanea
Location
FREEMOCCO’S HOUSE
Deruta, Via Vincioli, 18, (Perugia)
Deruta, Via Vincioli, 18, (Perugia)
Vernissage
15 Settembre 2013, ore 18
Autore




