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Walter Schönenbröcher – Architectural views
Sabato 13 aprile 2013 ore 17:00
Palazzo Stella – inaugurazione
ARCHITECTURAL VIEWS
mostra personale di Walter Schönenbröcher
a cura di Marta Marin
aperta fino al 27 aprile 2013
da martedì a sabato
ore 15:30 – 19:00
Genova, SATURA art gallery
Comunicato stampa
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S’inaugura sabato 13 aprile alle ore 17:00, nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra “Architectural views” di Walter Schönenbröcher a cura di Marta Marin. La mostra resterà aperta fino al 27 aprile 2013 con orario 15.30 – 19.00 dal martedì al sabato.
Walter Schönenbröcher presenta delle inquadrature che descrivono una città, tagli di una metropoli congelata dal tempo, istanti della sua Berlino talvolta poco percettibile, a volte esasperatamente lampante. Le sue sono vedute, spaccati di una città plasmata dalle mani di accorti architetti, che nel corso degli anni si sono sbizzarriti arricchendola e donandole il suo volto moderno. Sono scorci di vecchie e nuove geometrie che si fondono in un unicum, creando la realtà che il fotografo vuole mostrarci. L'abilità dell'arte di Schönenbröcher si traduce nella concatenazione delle tinte notturne e delle note melodiche espresse dall'assenza/presenza del nero e bianco. Ed è attraverso questa serie di scatti nitidi, puliti che il fotografo ci fa conoscere non semplicemente dei fabbricati, dei palazzi, degli scorci architettonici ma un punto di vista, fatto di murature di mattoni senza età, della moderna Berliner Funkturm colta attraverso la trifora di un'antica chiesa, di strutture geometriche edificate su incastri perfetti che ricordano i colorati rompicapi dell'ungherese Ernő Rubik, gioco inverosimilmente logico da far sembrare il cielo di zucchero filato una pura finzione pittorica. La notte fa da padrona a mondi di vetro, diventa la quinta scenica del Marie-Elisabeth-Luders Haus che magicamente si tramuta in un teatro scolpito nel cemento, la cui scalinata diventa la metafora dell'atto che l'essere umano recita per tentare di raggiungere l'infinito saliscendi della felicità. Schönenbröcher offre al pubblico una Berlino post moderna, affascinante e fiera anche nella discussa opera di Peter Eisenman, il Memoriale dell'Olocausto, un labirinto creato da una distesa di due ettari di monoliti di diverse misure. Qui il fotografo berlinese manifesta la sua visione, un campo di onde di plumbea pietra, la fiera pesantezza del ricordo di un capitolo agghiacciante della nostra storia, che si tinge di speranza. Fotografandone un percorso interno sul cui sfondo fanno capolino due persone e l’azzurro del cielo, uno scatto che denuncia, uno scatto che porta a riflettere, un’architettura come passaggio della storia dell’essere umano, un'architettura come documento di un passato che insegna a un futuro non troppo lontano.
Walter Schönenbröcher presenta delle inquadrature che descrivono una città, tagli di una metropoli congelata dal tempo, istanti della sua Berlino talvolta poco percettibile, a volte esasperatamente lampante. Le sue sono vedute, spaccati di una città plasmata dalle mani di accorti architetti, che nel corso degli anni si sono sbizzarriti arricchendola e donandole il suo volto moderno. Sono scorci di vecchie e nuove geometrie che si fondono in un unicum, creando la realtà che il fotografo vuole mostrarci. L'abilità dell'arte di Schönenbröcher si traduce nella concatenazione delle tinte notturne e delle note melodiche espresse dall'assenza/presenza del nero e bianco. Ed è attraverso questa serie di scatti nitidi, puliti che il fotografo ci fa conoscere non semplicemente dei fabbricati, dei palazzi, degli scorci architettonici ma un punto di vista, fatto di murature di mattoni senza età, della moderna Berliner Funkturm colta attraverso la trifora di un'antica chiesa, di strutture geometriche edificate su incastri perfetti che ricordano i colorati rompicapi dell'ungherese Ernő Rubik, gioco inverosimilmente logico da far sembrare il cielo di zucchero filato una pura finzione pittorica. La notte fa da padrona a mondi di vetro, diventa la quinta scenica del Marie-Elisabeth-Luders Haus che magicamente si tramuta in un teatro scolpito nel cemento, la cui scalinata diventa la metafora dell'atto che l'essere umano recita per tentare di raggiungere l'infinito saliscendi della felicità. Schönenbröcher offre al pubblico una Berlino post moderna, affascinante e fiera anche nella discussa opera di Peter Eisenman, il Memoriale dell'Olocausto, un labirinto creato da una distesa di due ettari di monoliti di diverse misure. Qui il fotografo berlinese manifesta la sua visione, un campo di onde di plumbea pietra, la fiera pesantezza del ricordo di un capitolo agghiacciante della nostra storia, che si tinge di speranza. Fotografandone un percorso interno sul cui sfondo fanno capolino due persone e l’azzurro del cielo, uno scatto che denuncia, uno scatto che porta a riflettere, un’architettura come passaggio della storia dell’essere umano, un'architettura come documento di un passato che insegna a un futuro non troppo lontano.
13
aprile 2013
Walter Schönenbröcher – Architectural views
Dal 13 al 27 aprile 2013
fotografia
Location
SATURA – PALAZZO STELLA
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 15-19
Vernissage
13 Aprile 2013, ore 17.00
Autore
Curatore




