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Žilvinas Kempinas – Ocean Above
La galleria è lieta di presentare la mostra personale di Žilvinas Kempinas, che riunisce due
ambiti centrali della sua ricerca: l’installazione cinetica e la pittura, concepite come parti
di un unico sistema continuo.
Comunicato stampa
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La galleria è lieta di presentare la mostra personale di Žilvinas Kempinas, che riunisce due ambiti centrali della sua ricerca: l’installazione cinetica e la pittura, concepite come parti di un unico sistema continuo.
Il progetto espositivo è articolato attorno a una grande installazione immersiva che occupa simultaneamente pavimento e soffitto dello spazio. Al centro, una ventola industriale nera in funzione, posizionata sulla propria griglia, genera un flusso d’aria continuo. Sul pavimento, un ampio anello di nastro U-matic si muove impercettibilmente mantenendo una forma perfettamente circolare, mentre l’aria risale lungo le pareti attivando una serie di nastri VHS disposti a intervalli regolari sull’intera superficie del soffitto. L’opera si inserisce nella serie delle “self-balancing sculptures” sviluppata dall’artista (tra cui O, O2, Double O, Flux, Beyond the Fans e Lemniscate), presentandone una nuova declinazione caratterizzata da una tensione sospesa e perturbante.
L’intervento si sviluppa a partire da elementi minimi - in particolare il nastro magnetico, utilizzato come componente attiva - e si basa sull’interazione tra materiali essenziali, condizioni fisiche e processi percettivi. Lo spazio non è semplicemente occupato, ma attivato da forze spesso impercettibili - correnti d’aria, tensione, gravità - che determinano direttamente il comportamento delle opere, generando configurazioni aperte e in continua ridefinizione.
A completare l’installazione, una selezione di dipinti in cui Kempinas sviluppa un processo basato sulla ripetizione del segno circolare (“O”), applicato manualmente o tramite timbratura. Le superfici si costruiscono per stratificazione: i segni si sovrappongono, si cancellano e riemergono attraverso interventi successivi di levigatura e ridipintura. Il colore assume un ruolo strutturale, dando origine a campi densi e vibranti attraversati da reti di segni in cui ritmo e variazione producono configurazioni instabili, prive di un centro fisso.
Nel loro insieme, le opere indagano temi ricorrenti nella pratica dell’artista quali energia, movimento, tempo e instabilità percettiva. Attraverso l’impiego di mezzi essenziali e di forze fisiche elementari, Kempinas costruisce un sistema aperto in cui le opere si definiscono nel tempo e in relazione alla presenza dello spettatore.
La percezione è continuamente sollecitata e trasformata. Il lavoro muta in funzione dello spostamento, della distanza e della durata dell’osservazione, senza offrire un punto di vista privilegiato. La mostra si configura così come un campo unitario e dinamico, in cui forme, segni e forze operano simultaneamente.
Senza ricorrere a effetti spettacolari o a costruzioni narrative, Kempinas lavora su parametri minimi per generare situazioni complesse, definendo opere che non si impongono come immagini definitive, ma si manifestano attraverso il proprio comportamento.
Il progetto espositivo è articolato attorno a una grande installazione immersiva che occupa simultaneamente pavimento e soffitto dello spazio. Al centro, una ventola industriale nera in funzione, posizionata sulla propria griglia, genera un flusso d’aria continuo. Sul pavimento, un ampio anello di nastro U-matic si muove impercettibilmente mantenendo una forma perfettamente circolare, mentre l’aria risale lungo le pareti attivando una serie di nastri VHS disposti a intervalli regolari sull’intera superficie del soffitto. L’opera si inserisce nella serie delle “self-balancing sculptures” sviluppata dall’artista (tra cui O, O2, Double O, Flux, Beyond the Fans e Lemniscate), presentandone una nuova declinazione caratterizzata da una tensione sospesa e perturbante.
L’intervento si sviluppa a partire da elementi minimi - in particolare il nastro magnetico, utilizzato come componente attiva - e si basa sull’interazione tra materiali essenziali, condizioni fisiche e processi percettivi. Lo spazio non è semplicemente occupato, ma attivato da forze spesso impercettibili - correnti d’aria, tensione, gravità - che determinano direttamente il comportamento delle opere, generando configurazioni aperte e in continua ridefinizione.
A completare l’installazione, una selezione di dipinti in cui Kempinas sviluppa un processo basato sulla ripetizione del segno circolare (“O”), applicato manualmente o tramite timbratura. Le superfici si costruiscono per stratificazione: i segni si sovrappongono, si cancellano e riemergono attraverso interventi successivi di levigatura e ridipintura. Il colore assume un ruolo strutturale, dando origine a campi densi e vibranti attraversati da reti di segni in cui ritmo e variazione producono configurazioni instabili, prive di un centro fisso.
Nel loro insieme, le opere indagano temi ricorrenti nella pratica dell’artista quali energia, movimento, tempo e instabilità percettiva. Attraverso l’impiego di mezzi essenziali e di forze fisiche elementari, Kempinas costruisce un sistema aperto in cui le opere si definiscono nel tempo e in relazione alla presenza dello spettatore.
La percezione è continuamente sollecitata e trasformata. Il lavoro muta in funzione dello spostamento, della distanza e della durata dell’osservazione, senza offrire un punto di vista privilegiato. La mostra si configura così come un campo unitario e dinamico, in cui forme, segni e forze operano simultaneamente.
Senza ricorrere a effetti spettacolari o a costruzioni narrative, Kempinas lavora su parametri minimi per generare situazioni complesse, definendo opere che non si impongono come immagini definitive, ma si manifestano attraverso il proprio comportamento.
15
maggio 2026
Žilvinas Kempinas – Ocean Above
Dal 15 maggio al 31 luglio 2026
arte contemporanea
Location
Peter Frey Gallery
Verona, Via Rosa, 6, (VR)
Verona, Via Rosa, 6, (VR)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 11-13 e 15:30-19
Vernissage
15 Maggio 2026, dalle ore 18
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