15 febbraio 2023

Arte sulla West Coast, in arrivo la nuova edizione di Frieze Los Angeles

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Poche ore al gong di inizio della fiera californiana. Uno sguardo in anteprima alle proposte dei booth, tra gallerie internazionali e giovani artisti su cui puntare

Ruben Ochoa, CLASS: C mobile gallery, 2001–5. Courtesy: the artist

Meno di un giorno all’inizio delle danze, alla calca negli stand, alle vendite stellari. Stavolta sotto il cielo soleggiato della California, nella nuova venue – non esattamente quotidiana – dell’aeroporto di Santa Monica, con 124 gallerie da 22 Paesi in giro per il globo. Ma anche pop up dei ristoranti più in voga della città, per un dialogo sempre più serrato con il territorio. E poi collaborazioni con organizzazioni non-profit, performance all’aperto, dialoghi con la comunità, il tutto sotto l’occhio vigile della direttrice Christine MessineoSpingeremo oltre i confini», rivela, «incoraggeremo i nostri visitatori a esplorare tutto ciò che il West Side di Los Angeles ha da offrire»). É davvero tutto pronto per Frieze Los Angeles 2023, in calendario dal 16 al 19 febbraio. Ecco il nostro warm up di ricognizione, a poche ore dal segnale del via.

Si comincia dai nomi nostrani, c’è Mazzoleni tra le nuove proposte della West Coast. Il filo rosso dello stand: la luce e il movimento – e non solo nelle accezioni più tradizionali. Come la serie Concetto spaziale di Lucio Fontana, con i suoi monocromi incisi, feriti verticalmente, uno spaccato senza luce dello spazio oltre la tela. Ancora, le composizioni astratte di Alberto Burri come Rosso Plastica, del 1968, quell’alternanza di luce e buio che rompe la monotonia della superficie. E senz’altro le tele estroflesse di Bonalumi, quasi l’accenno di un movimento, di un’invasione in potenza, ben rappresentate in fiera con Rosso del 2008.

Debutto in pompa magna nella città degli angeli anche per Tornabuoni Art, spiccano le grandi Piscine di Alighiero Boetti tra gli highlights del booth G02. Vasta l’offerta di Robilant+Voena, che spazia sicura tra i grandi classici italiani, da Giorgio Morandi a Lucio Fontana, fino ai sempiterni modern masters internazionali; inclusi l’iconico Dollar Sign di Andy Warhol del 1980 (il record in asta per la serie toccava nel 2015 il tetto di $ 11 milioni) e il monumentale Tree of Life di Damien Hirst del 2008, alto tre metri di provocazioni. Presenti Massimo De CarloVictoria Miro, quest’ultima espone le esplosioni luminose – eppure intime – di Doron Langberg («voce sempre più importante», dicono dalla galleria, «di una nuova generazione di pittori figurativi»). E poi ancora un nome con sede in Italia, kaufmann repetto. Tra i punti forti della selezione, Third eye di Corita Kent, del 1969, insieme alla recentissima Sleepy Agency di Pae White, datata 2023.

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Alberto Burri, Rosso Plastica, 1968. Courtesy Mazzoleni, London – Torino
«La venue dell’aeroporto», commenta la direttrice della fiera, «ci consente di espandere sia la nostra impronta fisica che la nostra ambizione». Ed eccolo il risultato di questa espansione oltreoceano, lo indaghiamo a zig zag. Sfilano nomi emergenti nel booth di Mendes Wood DM – che ha da poco annunciato, tra l’altro, l’apertura di una nuova sede parisienne. Riflettori puntati, qui, sull’artista belga Sanam Khatibi: «I temi ricorrenti nel suo lavoro sono il caos, la distruzione, l’eccesso, la perdita di controllo, il dominio e la sottomissione», racconta a exibart la galleria, che nello spazio di San Paolo, nel 2022, inaugurava la personale In my dreams, I kill him every night. Daily Domestic Routines e The Three Year Summer, nello stand A6, sono entrambe datate 2022.
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Sanam Khabiti, Daily Domestic Routines, 2022. Courtesy of Mendes Wood DM

Ancora qualche nome. Ci sono i lavori più recenti di Rick Lowe nel booth di Gagosian, a partire dalla monumentale Rotation (Revolution) che studia la linea, il colore e lo spazio in riferimento allo sviluppo urbano. Da Thaddeus Ropac, tra gli altri, si incontrano le opere di Antony Gormley, Alex Katz, Robert Rauschenberg, Sean Scully, David Salle. Special guest d’eccezione: la galleria mobile di Ruben Ochoa, CLASS: C. Vale a dire un furgone Chevy del 1985 che dal 2001 al 2005 ha esposto le opere di oltre 75 artisti e domani farà la sua prima (ri)apparizione pubblica, dopo 15 anni, tra le proposte di Frieze LA.

Non solo la fiera, la città intera si fa bella con le nuove aperture sparpagliate in occasione di Frieze. Dall’attesissima Refik Anadol: Living Paintings, in scena al Jeffrey Deitch (14 febbraio – 8 aprile 2023), fino a People Are Strange, la mostra su George Condo che, da Hauser & Wirth, prende il titolo dall’omonima canzone dei Doors (15 febbraio – 22 aprile 2023). Nessuna nuvola all’orizzonte, la massima è di 21°. Tutti a Los Angeles, Frieze sta per iniziare.

John Chamberlai, Untitled, 1962. Courtesy of Robilant + Voena
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Mimmo Rotella, Sorriso P, 1963. Courtesy of Tornabuoni

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