-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Alla scoperta di EXPOSED Torino, tra mostre, eventi e spazi imperdibili
Fotografia
In occasione della terza edizione del festival internazionale di fotografia EXPOSED Torino Photo Festival, Untitled Association è lieta di accompagnarvi alla scoperta delle numerose iniziative che animeranno la settimana che vede anche lo svolgimento della settima edizione di The Phair Photo Art Fair. Ancora una volta con itinerari pensati per professionisti del settore, conoscitori e appassionati d’arte, tra mostre, eventi e spazi imperdibili.
Oggi ci muoviamo tra Borgo San Paolo, Borgo Filadelfia, Borgo Crimea fino a Barriera di Milano, in un itinerario che toccherà una serie di fondazioni cittadine partendo dalla Fondazione Merz e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il PAV, la Pinacoteca Agnelli e il MAUTO. Quindi, passando per Flashback Habitat, l’Associazione Barriera e continuando con la galleria Gagliardi e Domke, per finire con la Fondazione 107. Fuori città, desideriamo segnalare la nuova mostra del Castello di Rivoli (Rivoli), Société Interludio (Cambiano) e La Venaria Reale (Venaria), ricordando che praticamente tutta la città, fino al prossimo 2 giugno, rimarrà invasa dalle proposte di EXPOSED.
Exposed e The Phair
Oggi ultimo giorno per The Phair | Photo Art Fair, ancora nella Sala Fucine delle OGR Torino, l’appuntamento annuale dedicato al linguaggio della fotografia con gallerie nazionali e internazionali, i cui progetti espositivi riflettono sulla funzione e sul ruolo dell’immagine in una società in trasformazione: la fotografia diventa veicolo di sperimentazione tecnica e concettuale, incoraggiando interazioni e contaminazioni tra diversi linguaggi artistici.
Ne approfittano le gallerie cittadine per rimanere aperte anche oggi e con quelle aderenti a TAG – Torino Art Galleries pronte, dalle 10 alle 12, a offrivi un caffè e una piccola colazione in occasione di TAG Art Coffee Breakfast.
L’itinerario di oggi: la guida degli appuntamenti dedicati alla fotografia
Come anticipato, iniziamo questo ultimo itinerario torinese da Borgo San Paolo, via Limone, e dalla Fondazione Merz, che insieme al Museo Egizio di Torino e al MAH – Musée d’art et d’histoire di Ginevra presenta GAZA, il futuro ha un cuore antico. Materie e memorie del Mediterraneo, una grande mostra internazionale che, attraverso il dialogo tra archeologia e arte contemporanea, restituisce la profondità storica e culturale di Gaza, crocevia millenario di commerci, culture e credenze, sottraendola a una lettura esclusivamente contingente e invita a riflettere sul valore universale del patrimonio come luogo di memoria, identità e futuro.

Il progetto mette in relazione una selezione di circa 80 reperti archeologici dal MAH su mandato dello Stato di Palestina e dal Museo Egizio di Torino – dall’età del bronzo al periodo ottomano – con le opere di artisti contemporanei palestinesi e internazionali Samaa Emad, Mirna Bamieh, Khalil Rabah, Vivien Sansour, Wael Shawky, Dima Srouji e Akram Zaatari.
L’allestimento è integrato da una selezione di fotografie di Gaza concesse dall’archivio dell’UNRWA – Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi in Asia Occidentale.
Una passeggiata di circa 15 minuti ci conduce alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di via Modane, che ospita da circa un mese quattro nuove mostre.

La prima è Krapfen, di Diego Marcon, con cui la Fondazione e il New Museum di New York danno il via alla prima edizione del New Futures Production Fund, il programma annuale a sostegno della realizzazione di un’importante nuova opera. Diego Marcon è uno degli artisti italiani maggiormente riconosciuti a livello internazionale, grazie a una ricerca che riflette sulla struttura del linguaggio cinematografico e che ripensa il rapporto tra immagine in movimento, spazio e suono.
Krapfen ha come protagonista un ragazzetto dal genere ambiguo, interpretato da Violet Savage, e quattro indumenti: un paio di guanti, un foulard, dei pantaloni e un maglione. L’opera si sviluppa come un musical e prende ispirazione dall’età d’oro dell’animazione statunitense e dal teatro d’opera italiano.

La seconda mostra nasce dalla collaborazione della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo con K11 Art Foundation Hong Kong, che presentano EXHAUST, la prima mostra personale in Italia dell’artista cinese Xin Liu, residente a Londra, con la consulenza curatoriale di Hans Ulrich Obrist. La pratica di Liu esamina le conseguenze delle aspirazioni tecnologiche e scientifiche, osservando i detriti e i residui che si accumulano nei luoghi del progresso.
Riunendo una selezione di nuove produzioni e opere recenti, EXHAUST traccia il modo in cui l’aspirazione umana si trasforma e decade, contribuendo ai cicli materiali microscopici e astronomici. Nel complesso, la mostra mappa la trasformazione dei paesaggi interplanetari e terrestri, studiando, nei diversi ambiti della ricerca scientifica, la monumentalità, la degradazione e la produzione accelerata di residui.
Vengono presentate inoltre due prime: June Crespo con Danzante e Lenz Geerk con Theatre of the mind, per entrambi gli artisti siamo alla prima mostra personale in una istituzione italiana.
Crespo concepisce una serie di assemblaggi scultorei come vasi comunicanti che risuonano all’interno dei corpi del visitatore. A volte delicate, altre volte energiche, le sue installazioni emanano sempre una qualità vitale e vivace.
Nei dipinti di Geerk, invece, figure umane, oggetti e paesaggi convivono all’interno di scenari esistenziali, in cui ogni elemento contribuisce alla rappresentazione di esperienze psicologiche o sensoriali: colori pastosi dalle sfumature controllate, che generano immagini sospese e sognanti, permeate da un senso di ambiguità che rimane sempre irrisolto.

Ci spostiamo tra Santa Rita e Borgo Filadelfia, per visitare il PAV – Parco Arte Vivente, con un’ampia personale dedicata a Claudio Costa (1942–1995), uno degli artisti più singolari e meno esplorati della scena italiana del secondo Novecento. Metamagico, a cura di Marco Scotini, esplora attraverso gli anni Settanta il corpus centrale dell’opera di Costa attorno alla sua ossessione fondante: il rapporto tra cultura materiale, memoria biologica e origine antropologica. Lungo un percorso che vede l’archivio, il museo e il rito (appositamente rivisitati) come luoghi in cui tale rapporto si manifesta. Claudio Costa non rappresenta la natura, piuttosto la usa come archivio, come sistema di segni, come materia che porta in sé le tracce del tempo biologico e culturale, nella convinzione che il passato naturale non sia perduto ma sempre latente, riesumabile attraverso il gesto artistico.

Raggiungiamo l’area del Lingotto per la Pinacoteca Agnelli, con le sue più recenti iniziative di primavera: due mostre e un ulteriore arricchimento del progetto Pista 500. In Good Company è la prima mostra istituzionale in Italia dedicata a Walter Pfeiffer, a cura di Simon Castets e Nicola Trezzi. Con più di cento opere a colori e in bianco e nero, scattate dai primi anni Settanta a oggi, l’esposizione intreccia le serie più iconiche dell’artista con immagini inedite, in un percorso senza gerarchie che evidenzia il suo contributo singolare all’arte, alla fotografia e alla moda.

La seconda mostra – Modigliani sottopelle. Quattro capolavori -, ospitata nello spazio dello Scrigno, nell’ambito del progetto Beyond the Collection, è a cura di Pietro Rigolo e Beatrice Zanelli e presenta l’opera Nu couché di Amedeo Modigliani, parte della Collezione Permanente della Pinacoteca Agnelli, in dialogo con altri tre grandi capolavori dell’artista, in prestito dal Centre Pompidou di Parigi e dalla Staatsgalerie di Stoccarda, per offrire nuove chiavi di lettura e una comprensione più articolata della sua pratica pittorica.
Sulla Pista 500 due nuovi interventi di Nathalie Du Pasquier – Bandiere per Zefiro – e Peter Fischli – Addition, Subtraction, Multiplication. Con un linguaggio che coniuga astrattismo geometrico, colori vivaci e rare apparizioni figurative, Nathalie Du Pasquier si inserisce nello spazio della Pista 500, attivandola attraverso gli stessi elementi architettonici e naturali che la caratterizzano. Da un lato, il ritmo regolare dell’edificio del Lingotto sul quale i quindici gonfaloni sventolano; dall’altro il vento dell’Ovest rappresentato dal dio greco Zefiro, che con spirito poetico e ironico contribuisce all’essenza dell’opera.
L’opera di Peter Fischli prende invece come punto di partenza l’immagine dei trenini turistici su ruote che accompagnano i passeggeri attraverso le città, imponendo loro un’esperienza visiva pilotata e standardizzata. L’artista scompone questi cosiddetti “treni senza binari” in una serie di parti disparate, le colloca verticalmente nello spazio della rampa dell’ex fabbrica FIAT del Lingotto, con vagoni a volte capovolti, rovesciati e resi inutilizzabili, stimolando una riflessione sul turismo di massa e sulla consumabilità assoluta della storia e della cultura.

Pochi passi per raggiungere il MAUTO, il Museo Nazionale dell’Automobile di corso Unità d’Italia e il Centro Storico FIAT di via Chiabrera. Al MAUTO segnaliamo oltre alla mostra I Nemici del Drake. Enzo Ferrari e le scuderie inglesi, le due mostre in project room: Rainer W. Schlegelmilch e la recente Lucio Dalla e Roberto Roversi – Automobili. Un disco, a cura di Carlo Emilio Zummo e Mario Esposito. Nel 1976 la casa discografica RCA pubblica Automobili, di Lucio Dalla e Roberto Roversi, un concept album che racconta del simbolo che più incarna la modernità e le trasformazioni del Novecento. La mostra espone materiali d’archivio, illustrazioni e automobili che accompagnano il visitatore in un percorso in cui le canzoni dell’album prendono forma nello spazio, intrecciando memoria storica, immaginario collettivo e riflessione contemporanea sul ruolo dell’automobile nella società.
Al Centro Storico FIAT è stata inaugurata da pochissimi giorni la mostra Torino Togliatti 1966-2026. Uno stabilimento grande e subito, a cura di Claudio Giunta e Giovanna Silva con Maurizio Torchio. Allestita lì dove venne firmato lo storico accordo che regola la collaborazione tra Italia e Unione Sovietica per la realizzazione dello stabilimento AutoVAZ – la mostra ripercorre le vicende che permettono alla Fiat di “mettere i sovietici al volante”: non solo un episodio di cronaca industriale, ma anche una delle più audaci operazioni di diplomazia parallela della Guerra fredda, che chiama in causa i principali attori internazionali dell’epoca, da Chruščëv a Kosygin, da Kennedy al segretario alla Difesa McNamara.
Giovanna Silva ha realizzato inoltre una serie di scatti fotografici dei documenti dell’Archivio del Centro Storico Fiat e sviluppato una personale rielaborazione visiva, incrociando le testimonianze dell’epoca alle fotografie che ha scattato durante il suo soggiorno a Togliatti.

Spostandoci verso Nord, possiamo fare una sosta da Flashback Habitat, dove segnaliamo la collettiva SCARECROW (SPAVENTAPASSERI) curata da Alessandro Bulgini e Christian Caliandro, con opere di circa cinquanta artisti in mostra.
Dal testo dei curatori: «In un’epoca di “pazzi-che-governano-il-mondo”, lo spaventapasseri diventa una dichiarazione radicale: non un leader, ma una sentinella; non un’arma, ma un limite; non una soluzione, ma un rifiuto. Esporli oggi significa affermare che la difesa della vita, della terra e della dignità non può essere delegata a chi le distrugge. Significa dire che, se il potere è diventato predatorio, allora anche la resistenza può essere semplice, visibile, ostinata».

Passando dal quartiere Aurora, in corso Brescia, troviamo la galleria Mucho Mas!, dove possiamo vedere, se non lo abbiamo già fatto, un altro dei capitoli di Metamorphosis, mostra collettiva realizzata in occasione di EXPOSED e diffusa in sei tra centri di ricerca, spazi auto-gestiti e contesti indipendenti, che riunisce i lavori di sei giovani artisti internazionali selezionati dalla piattaforma europea FUTURES Photography. Mucho Mas presenta Hypersea di Claudia Amatruda – ne abbiamo parlato qui qualche settimana fa, in occasione dell’inaugurazione del Festival.
Sempre in Aurora, segnaliamo a partire dal prossimo 26 e fino al 31 maggio (tutti i giorni dalle 15 alle 19, con opening domani dalle 18 alle 21), presso gli spazi di Cripta 747 in via Catania, Agente di contrasto, mostra/open studio di Giorgio Mattia, nell’ambito della quarta edizione del programma TOBE a cura di Ghëddo, e del programma Cripta747 Studio 2026.

Arriviamo da Associazione Barriera, nel quartiere Barriera di Milano, dove da poche settimane è possibile visitare Remains — The Alchemy of Lost Memory (Remains — L’alchimia della memoria perduta), mostra curata da Alberto Dapporto e organizzata da Associazione Barriera e ospitata da Sergey Kantsedal, in occasione della sedicesima edizione di Mirror Project. La mostra presenta opere di Bri Williams, Edoardo Caimi e Nicola Ghirardelli ed è una riflessione sul tempo che scorre, sulla materia che si trasforma e sulla fragile traccia che l’umanità lascia dietro di sé. Si dispiega in uno spazio liminale tra fine e inizio, dove i processi emotivi e materiali – siano essi reali o simbolici – assumono la forma di un atto alchemico, rivelando sia la precarietà del nostro mondo sia la sua inarrestabile capacità di rigenerazione.
A poca distanza, in via Cervino, la galleria Gagliardi e Domke propone, in occasione di EXPOSED, una personale di Aurore Valade intitolata Alchimie del suolo, a cura di Maria Cristina Strati e con al centro del progetto la terra, nel senso del terreno, del suolo. E poi ci sono le pietre, soprattutto, cariche di simbolismi arcaici e magici, ci sono gli animali che abitano quei luoghi, in particolar modo i cavalli. La natura, in questi lavori fotografici, diventa centrale, però, non tanto come soggetto passivo dell’obiettivo fotografico, quanto piuttosto come creatura viva, dotata di una propria anima e vita interiore.
Barriera di Lanzo ospita invece Fondazione 107, che presenta una mostra collettiva – LIMES. Verso la soglia del visibile – curata da Federico Piccari, con 16 artisti e oltre 20 poeti coinvolti. Il curatore rivela l’urgenza di interrogare il nostro tempo, dominato da una fruizione rapida e superficiale delle immagini, per proporre invece un’esperienza estetica fondata sulla durata, sull’ascolto e sulla profondità percettiva. In opposizione alla logica dello scorrimento veloce e del consumo istantaneo, le opere in mostra chiedono allo spettatore di rallentare, di sostare, di abitare un tempo altro.

Ecco infine le tre segnalazioni fuori porta.
Partiamo da Sud, da Cambiano, dove da Société Interludio proprio questo pomeriggio, a partire dalle 18, sarà inaugurata Old Snag, prima mostra personale di Ingeborg Tysse, artista norvegese nata nel 1992. Old Snag esplora la fragile soglia tra conservazione e decadenza, riflettendo su trasformazione, memoria ed eternità. Si sviluppa come un’installazione scultorea composta da nuove tessiture jacquard digitali e sculture in legno che integrano metallo, tessuti e materiali di recupero.
Traendo ispirazione dal concetto ecologico di “snag” – alberi morti, ma ancora in piedi, non abbattuti, che sostengono la biodiversità forestale – Tysse crea un ecosistema sintetico sospeso tra vita e morte, natura e costruzione, finzione e realtà. La mostra è accompagnata da un testo curatoriale di Caterina Avataneo.

Al Castello di Rivoli è possibile visitare Cecilia Vicuña: El glaciar ido (Il ghiacciaio scomparso), la prima mostra personale dell’artista in un museo italiano. Nata a Santiago del Cile nel 1948 e oggi residente a New York, Cecilia Vicuña è artista, poetessa e attivista. Femminista ed ecologico, il suo pensiero si focalizza su tematiche legate alla difesa della democrazia, alla libertà d’espressione e a pratiche decoloniali tese alla tutela dell’eredità culturale delle popolazioni indigene. Performance, poesia, disegno, pittura, video, installazioni minime o di scala monumentale compongono il suo universo artistico. Il concetto di precarietà informa l’arte di Vicuña che, dagli esordi negli anni sessanta, conia la definizione “Arte Precario”. Favorendo una terminologia e una pratica priva di retaggi coloniali, l’artista realizza lavori effimeri e partecipativi, spesso fatti con piccoli detriti e materiali trovati, in dialogo creativo con i luoghi e le comunità incontrate. La mostra è curata da Marcella Beccaria.
A La Venaria Reale oltre a Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro, mostra attualmente in corso, è in rampa di lancio Robino. Eredità visive di tre generazioni, a cura di Pierangelo Cavanna e Paolo Robino. Questa nuova mostra fotografica sarà ospitata a partire dal prossimo 28 maggio lungo la Promenade della Galleria Alfieriana e proporrà 139 foto che accompagneranno i visitatori in un viaggio di immagini firmate da tre generazioni di fotografi nel corso di tre quarti di secolo. Protagonisti della mostra sono tre membri della famiglia Robino – dal padre Stefano, al figlio Paolo, fino al nipote Filippo – che si sono dedicati e si dedicano all’universo delle immagini fatte a macchina: dalla fotografia analogica a quella digitale e ora all’immagine di sintesi e all’intelligenza artificiale.
EXPOSED Torino: la guida di oggi
EXPOSED Torino Photo Festival
exposed.to.it
@torino.photo.phestival
Mettersi a Nudo (Laid Bare)
III edition EXPOSED Torino Photo Festival 2026
09.04 → 02.06.2026
At Cripta di San Michele Arcangelo | Piazza Cavour, 1
Photographs
Yorgos Lanthimos solo show curated by Giangavino Pazzola
09.04 → 02.06.2026
At Circolo del Design | Via San Francesco da Paola, 17
Back in Ibiza e altre storie
Dean Chalkley solo show curated by Walter Guadagnini
09.04 → 10.05.2026
At northern arcades of Via Po | Via Po
5.000 lire per un sorriso. Fotografie dal concorso dell’azienda cosmetica Gi.Vi.Emme, 1939-1941
Curated by Barbara Bergaglio
09.04 → 02.06.2026
Fondazione Merz
Via Limone, 24
fondazionemerz.org
@fondazionemerz
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
- Via Modane, 16 – Torino
- Palazzo Re Rebaudengo – Piazza Roma, 1 – Guarene (CN)
- Sandretto Re Rebaudengo Art Park – Collina di San Licerio, Viale Bouillargues 34 – Guarene (CN)
fsrr.org
@fondazionesandretto
PAV Parco Arte Vivente
Via Giordano Bruno, 31
parcoartevivente.it
@pav_turin
Pinacoteca Agnelli
Lingotto
Via Nizza, 262/103
pinacoteca-agnelli.it
@pinacotecaagnelli
MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile
Corso Unità d’Italia, 40
museoauto.com
@museoautomobile
Flashback Habitat – Ecosistema per le Culture Contemporanee
Corso Giovanni Lanza, 75
flashback.to.it
@flashbacktorino
Cripta747
- Via Giovanni Giolitti, 32/C
- Via Catania, 16F
cripta747.it
@cripta747
Mucho Mas!
Corso Brescia, 89
muchomas.gallery
@muchomas.project
Metamorphosis | Hypersea
Claudia Amatruda solo show, part of EXPOSED Torino Photo Festival 2026
09.04 → 30.06.2026
Associazione Barriera
Via Crescentino, 25
associazionebarriera.com
@associazionebarriera
Gagliardi e Domke
Via Cervino, 16
gagliardiedomke.com
@gagliardiedomke
Société Interludio
Via Torino, 3 – Cambiano (TO)
societeinterludio.com
@societeinterludio
Castello di Rivoli
Piazza Mafalda di Savoia – Rivoli (TO)
castellodirivoli.org
@castellodirivoli
La Venaria Reale
Piazza della Repubblica, 4 | Venaria Reale (TO)
lavenaria.it
@lavenariareale

















