19 agosto 2021

I consigli della redazione per i libri da leggere quest’estate

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Che libri mettere in valigia? Per questa estate, la redazione di exibart ha pensato a una lista di consigli per tutti i gusti

Abbiamo preparato una lista di consigli da parte della redazione di exibart, per i libri da leggere quest'estate, che voi siate sotto l'ombrellone o meno
Abbiamo preparato una lista di consigli da parte della redazione di exibart, per i libri da leggere quest'estate, che voi siate sotto l'ombrellone o meno

C’è chi ha appena iniziato le ferie, chi è già tornato a lavoro, chi non ha mai smesso di lavorare. Mare o montagna, sdraio bordo piscina o divano bordo tv, qualunque sia la vostra estate o i vostri gusti in fatto di letture, abbiamo confezionato una guida ai nostri libri da leggere, tra nuove uscite e grandi classici, con i consigli della redazione tutta. Buona lettura!

I libri da leggere sotto l’ombrellone

Qual è la meta delle vostre vacanze? Con Exit West di Moshin Hamid (Einaudi) basta una porta per poter viaggiare. La attraversi e con un passo ti ritrovi dall’altra parte del mare, a Londra, in Grecia, dove vuoi. Lontano dalla quotidianità, dalle delusioni. Ma anche lontano dalla violenza che distrugge palazzi e cuori. Una storia delicata forte pulita amara, dove un amore si compie tra i rumori della guerra e il desiderio di normalità. Leitmotiv: emigrazione.

Moshin Hamid, Exit West (Einaudi)
Moshin Hamid, Exit West (Einaudi)

In questo caso, la meta è unica: Tokyo Soundtrack di Furukawa Hideo (Sellerio). In una Tokyo tropicalizzata, arrivano un ragazzo e una ragazza che sono riusciti a sopravvivere su un’isola deserta. L’autore giapponese, attraverso i due protagonisti, ci descrive una città quasi surreale e una società, tendenzialmente classista e razzista, in declino, asfissiata dai cambiamenti climatici globali. Romanzo molto interessante perché ci parla di identità fluida, di migrazioni, del rapporto tra tecnologia e natura e di un futuro ormai non troppo distopico. Tra fiction e realtà, l’autore ci fornisce una lettura del Giappone piuttosto sorprendente.

Furukawa Hideo, Tokyo Soundtrack (Sellerio)
Furukawa Hideo, Tokyo Soundtrack (Sellerio)

Perché proprio Il Padiglione d’Oro di Yukio Mishima (Feltrinelli) questa estate, da leggere comodamente sotto l’ombrellone? Personaggio maldestramente inquadrabile attraverso le categorie culturali, sociali e politiche occidentali, Mishima si tolse la vita “in diretta”, il 25 novembre 1970, tramite suicidio rituale, dopo una vibrante arringa perorata dal balcone di un ufficio militare. Difese fino al gesto estremo i valori tradizionali del Giappone contro ogni tipo di influenza esterna, contro l’occidentalizzazione, la democrazia, l’americanismo, il liberalismo, il comunismo e chissà cos’altro ancora. Ma alla fine, la sua era una lotta contro il tempo e la storia e in questo simile, almeno poeticamente, a un Pavese o a un Majakovskij.

Yukio Mishima, Il padiglione d'oro (Feltrinelli)
Yukio Mishima, Il padiglione d’oro (Feltrinelli)

Di questa inesprimibile sofferenza se ne scorge una traccia sottile e raffinata, granulosa come la sabbia che, malgrado tutte le precauzioni, si insinua tra le pagine del suo libro più conosciuto, pubblicato nel 1956 in Giappone e tradotto dopo poco in inglese, mentre in Italia sarebbe arrivato nei primi anni ‘60. Con una scrittura leggera, affilata e dalle solide impressioni naturalistiche, in perfetta armonia con il sottofondo sonoro di una spiaggia non troppo affollata nel tardo pomeriggio, Mishima ci trasporta nella follia progressiva di un giovane monaco buddista che, tormentato da un’idea irraggiungibile di bellezza, materializza l’intento di bruciare il Padiglione d’Oro di Kyoto, pronunciando: «Volevo vivere». Non è spoiler ma cronaca. E c’è anche una bellissima, drammatica fotografia di quel momento esatto (1950).

L’acqua del lago non è mai dolce, di Giulia Caminito (Bompiani) è stato finalista quest’anno sia al Premio Strega che al Premio Campiello, e questo potrebbe già bastare. Perché infilaro in valigia? Perché la bella scrittura fa sempre piacere, al di là del gusto personale. E perché la protagonista ha ingoiato tanta rabbia e non sa come buttarla tutta fuori.

Giulia Caminito, L'acqua del lago non è mai dolce (Bompiani)
Giulia Caminito, L’acqua del lago non è mai dolce (Bompiani)

Sdoganiamo anche l’estate senza vacanze, che non è detto che tutt* si possano permettere o abbiamo voglia di andare in giro. E se non è possibile spostarsi fisicamente, quantomeno concediamoci un viaggio mentale. La meta di quest’anno è: il Portogallo. Libro di José Luís Peixoto (Einaudi) racconta la storia dei portoghesi, emigrati nel resto dell’Europa, in fuga da un paese bello ma povero. Se vogliamo spingerci oltreoceano, il consiglio è Capitani della spiaggia (più tema marittimo di così!) di Jorge Amado (Garzanti). Amado racconta le vicende dei meninos de rua, bambini poveri abbandonati che si guadagnano da vivere con furti e rapine, nell’area del porto di Salvador de Bahia, in Brasile. Imprescindibili sono Tutti i racconti di Clarice Lispector (Feltrinelli), scrittrice straordinaria, nata in Ucraina ma naturalizzata brasiliana. Nei suoi racconti, Lispector affronta i temi del corpo femminile, della morte, della ricerca di antidoti a essa, e della natura come via di fuga.

José Luìs Peixoto, Libro (Einaudi)
José Luìs Peixoto, Libro (Einaudi)

Non solo narrativa

Un must-have di quest’estate è Belle di faccia di Chiara Meloni e Mara Mibelli (Mondadori). Il libro è una riflessione su grassofobia, fat talk, diet talk, diretta emanazione della omonima pagina Instagram creata dalle autrici, che si sono spesso sentite dire “almeno avete un bel viso“, come se fosse un autentico complimento. Uno schiaffo morale alla “prova costume”, che invita al rispetto e argomenta in modo efficace la validità di tutti i corpi, inserendo questo discorso all’interno di una cornice politica. Un modo per smorzare sul nascere tutti i “dopo questo aperitivo mi metto a dieta” e per riconoscere i grandi problemi intorno alla body positivity mainstream.

 

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 Tra i saggi rivelazione dell’ultimo periodo, Siamo ancora in tempo! Come una nuova economia può salvare il pianeta di Jason Hickel (Il Saggiatore). L’autore non è un economista bensì un antropologo alla Goldsmiths University of London, collaboratore del quotidiano The Guardian e della rete TV AL Jazeera. La scrittura è scorrevole e divulgativa, e i temi trattati di grande attualità. La questione è semplice: esistono modi alternativi per immaginare un futuro migliore? L’autore dà varie risposte, tutte convincenti, immaginando una nuova economia dove il PIL non è più il valore assoluto da continuare a perseguire, dove al valore d’uso si affianca il valore di scambio e dove il consumo consapevole ci aiuterà, forse, a sconfiggere la cosiddetta diffusa e “autorizzata” obsolescenza programmata delle aziende. Un libro che ci aiuta a comprendere come il consumo e il profitto senza sé e senza ma non sono più modelli percorribili e sostenibili.

Jason Hickel, Siamo ancora in tempo!, (Il Saggiatore)
Jason Hickel, Siamo ancora in tempo!, (Il Saggiatore)

Gli amanti del fantastico, dell’oscuro, del misterioso, ameranno Il mostruoso femminile di Jude Ellison Sady Doyle (Tlon). Nel testo, l’autorə dimostra una tesi interessante, con pungente ironia: il patriarcato teme le donne, ha paura che queste possano autodeterminarsi al di fuori del sistema che ha istituito. E allora che fa? Cerca di neutralizzare questo pericolo attraverso narrazioni terrificanti: bambine possedute, vampiri, streghe, che incontriamo costantemente nei miti e nelle leggende metropolitane, nella letteratura e su piccoli e grandi schermi. In un sorprendente viaggio nella storia di questi personaggi, emerge anche il rovescio di questa spaventosa verità: la mostruosità allora ci rende libere.

Jude Ellison Sadye Doyle, Il mostruoso femminile (Tlon)

Immancabile nelle nostre librerie è Homo Deus. Breve storia del futuro di Yuval Noah Harari (Bompiani).L’autore del bestseller Sapiens. Da animali a Dei, in questo saggio tenta di “prefigurare” uno scenario futuro non proprio rassicurante ma potenzialmente realizzabile. Alla luce delle nuove tecnologie, delle nanotecnologie, dell’ingegneria genetica, dell’Intelligenza Artificiale e della robotica, Harari si chiede se l’uomo non rischierà nel XXI secolo di rendere se stesso superfluo. La prima rivoluzione cognitiva ha reso l’uomo “superiore” a tutti gli altri animali. L’era dell’Antropocene ha ridotto la terra in uno stato ormai disarmante. La seconda rivoluzione cognitiva forse darà vita a una élite di supereroi potenziati, da qui il titolo Homo Deus, che risponderanno a una nuova “religione”, il datismo. Un libro fondamentale, dalla scrittura fluida, che ci aiuta a intercettare il prossimo futuro. Il tutto dallo sguardo lucido e documentato di uno storico brillante.

Yuval Noah Harari, Homo Deus (Bompiani)
Yuval Noah Harari, Homo Deus (Bompiani)

Negli anni Settanta Gabriele Basilico realizzò dei meravigliosi scatti di night club e teatrini milanesi, con l’idea di farne un libro fotografico. Il progetto naufragò, e le foto rimasero in una scatola per quasi cinquant’anni. Non recensiti (Humboldt Books) è il nuovo tassello della produzione di uno dei padri della fotografia documentaria, che realizza un sorprendente ritratto della Milano notturna. Un libro tutto da sfogliare, presentato nella cornice della Triennale Estate. Se non vi sembrano già queste delle motivazioni sufficienti per eleggerlo a libro dell’estate, noi ne avevamo già parlato qui.

Gabriele Basilico, non recensiti
Gabriele Basilico, non recensiti

Non solo libri! Consigli per alternative alla lettura

Se di leggere non avete troppa voglia, abbiamo pensato anche a voi!
Suggeriamo di rimpiazzare i tornei di briscola improvvisati sul lettino con un nuovo mazzo di carte, anzi quattro. Esce oggi in libreria  Maria Lai. I luoghi dell’arte a portata di mano, con i testi di Giuseppina Cuccu e un contributo di Valentina De Pasca (5 Continents e Fondazione Maria Lai).

Maria Lai, I luoghi dell'arte a portata di mano (5 Continents e Fondazione Maria Lai)
Maria Lai, I luoghi dell’arte a portata di mano (5 Continents e Fondazione Maria Lai)

Maria Lai aveva a lungo pensato a quest’opera, nota proprio come “il gioco delle carte”, ed è stata portata a termine solo negli ultimi anni. Quattro mazzi di carte, da utilizzare da soli o tutti insieme, che diventano canali d’accesso per i luoghi dell’arte, luoghi di incontro e dialogo, accessibili a tutt* attraverso la dimensione ludica. Un modo alternativo per conoscere e riconoscere le opere – antiche e contemporanee – stimolando la creativitù, perché l’amore per l’arte non va mai in vacanza!

 

 

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