14 giugno 2026

Nel Salento dell’estate, i libri diventano un fenomeno popolare

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Salento Book Festival: prende il via la sedicesima edizione della rassegna itinerante che porterà alcuni dei protagonisti della cultura italiana in 18 comuni salentini

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Salento Book Festival

La storia si ripete: per anni il racconto estivo del Salento ha visto susseguirsi tanti cliché. Da una parte il mare, dall’altra la notte, le spiagge affollate di giorno, le discoteche e i grandi eventi musicali dopo il tramonto. Un immaginario turistico di uno dei territori più attrattivi del Mediterraneo, ma che raramente restituisce la complessità di ciò che accade realmente. Accanto alla movida tradizionale, infatti, da anni cresce un’altra forma di aggregazione: una movida che si alimenta di libri, incontri, dibattiti e comunità temporanee che prendono forma nelle piazze. Una movida dei lettori.

È da questa intuizione che sedici anni fa è nato il Salento Book Festival, rassegna itinerante ideata e diretta dal giornalista e autore televisivo Gianpiero Pisanello, oggi affiancato dai co-direttori Antonella Lattanzi e Massimo Bernardini. Un progetto che, stagione dopo stagione, ha dimostrato come la cultura possa diventare un fenomeno popolare senza rinunciare alla qualità. Un evento che mette in rete tante realtà, tante persone, tanti modi di vivere il territorio.

Domenica, 14 giugno, prende il via la sedicesima edizione della manifestazione, che porterà per tutta l’estate alcuni tra gli autori e le autrici più significativi del panorama nazionale in diciotto comuni del territorio. Aradeo, Castrignano dei Greci, Collepasso, Copertino, Cutrofiano, Galatone, Leverano, Melpignano, Muro Leccese, Nardò, Racale, San Cesario di Lecce, Seclì, Specchia, Spongano, Taurisano, Taviano e Tiggiano diventeranno ancora una volta luoghi di incontro tra scrittori e pubblico, trasformando piazze, giardini storici, castelli e corti in palcoscenici letterari.

Se oggi il Salento Book Festival è considerato uno degli appuntamenti culturali più rilevanti del Mezzogiorno, non è soltanto per i numeri raggiunti o per la notorietà degli ospiti. Il suo risultato più importante è aver affermato con continuità che un movimento culturale diffuso è possibile anche lontano dalle grandi città e dai tradizionali poli editoriali. E il programma 2026 conferma questa vocazione: l’apertura, affidata a Stefano Bollani e Valentina Cenni, mette al centro la dimensione collettiva della creazione artistica, appuntamento da cui si sviluppa un calendario che affronta alcuni dei temi più contemporanei: relazioni familiari, maternità, salute, diritti civili, spiritualità, guerre, crisi delle democrazie occidentali e trasformazioni sociali.

Foto di Annalisa Santantonio

Tra gli ospiti figurano Luciana Littizzetto, Serena Bortone, Michela Marzano, Daria Bignardi, Massimo Recalcati, Chiara Tagliaferri, Concita De Gregorio, Nicola Gratteri, Gad Lerner, Serena Dandini, Cathy La Torre, Gino Cecchettin, Antonio Caprarica e Luciano Violante. Una parterre trasversale di voci provenienti dalla narrativa, dal giornalismo, dalla saggistica, dalla magistratura, dalla televisione e dalla riflessione civile.

La natura itinerante del festival dell’evento è stato fin da subito uno spartiacque nel modo di vedere gli appuntamenti culturali. Il Salento Book Festival continua a scegliere così la disseminazione territoriale come metodo e come visione. Di norma è infatti il pubblico a spostarsi verso il libro, in questo caso è il libro che raggiunge il pubblico, entrando nei luoghi della vita quotidiana. Quindi basta con l’idea che la cultura sia impossibile da vivere: la definizione che accompagna il festival sin dalle sue origini, «La Festa dei Libri, la Movida dei Lettori», è la descrizione più precisa di ciò che è diventato. Un modo di vivere la cultura senza scappatoie divenendo il pretesto migliore per vivere l’estate. E che movida sia, che festa sia.

Metti una sera d’estate, la luna e la brezza leggera del Salento: nulla di più efficace di un libro, a cielo aperto, con persone che condividono la stessa passione, quella delle storie, ma anche quella della cultura.

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