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All’asta un dipinto di Magritte esposto per anni al Musée di Bruxelles
Mercato
di redazione
Di fatto, la superstar Magritte registra ormai uno dei fatturati più alti delle aste internazionali. Lo sa bene la casa d’aste Christie’s, che presenta non a caso il suo Les grâces naturelles come lotto di punta della prossima The Art of the Surreal Evening Sale, in programma il 5 marzo 2026. Un lavoro rarissimo, dipinto nel 1961 e offerto all’asta per la prima volta, rimasto nella stessa collezione privata per 25 anni, ed esposto come prestito permanente al Museo Magritte di Bruxelles sin dalla sua apertura nel 2009. Tutte premesse che lasciano presagire una stima milionaria, e infatti: il pronostico degli esperti, sul catalogo, è di £ 6,5-9,5 milioni.
«All’inizio degli anni Sessanta», racconta Olivier Camu, Vicepresidente, Impressionist and Modern Art, Christie’s, «René Magritte rifletteva sulla propria vita e carriera, tornando a composizioni precedenti che riteneva dotate della più forte potenza poetica e capaci di rivelare nuovi significati attraverso sottili revisioni. In Les grâces naturelles ritorna a uno dei suoi motivi più riusciti, l’ “uccello-foglia”, mettendo ancora una volta in discussione le nostre visioni consolidate delle cose quotidiane – qui alberi, uccelli e foglie – e liberando così il mistero della realtà».
Il dipinto riprende, in effetti, uno dei motivi più riconoscibili e riusciti dell’artista: il fantastico “uccello-foglia”, una forma ibrida sospesa tra due stati dell’essere, colta esattamente nell’istante della trasformazione. Un soggetto di successo, tanto che l’artista dedicò 18 tele dedicate a questo stesso motivo: lo esplorò per la prima volta all’inizio degli anni ’40, una serie di dipinti a olio e a gouache, a partire da L’Île au Trésor (1942), forse ispirato dalla vista di una voliera dalla finestra della sua casa al 135 di Rue Esseghem a Bruxelles. E poi ancora quasi due decenni più tardi, quando tornò sul tema con rinnovata intensità, stavolta con Les grâces naturelles – il capolavoro in vendita oggi da Christie’s.
Con una differenza sostanziale: al contrario dei trattamenti precedenti del motivo, qui gli “uccelli-foglia” non sono collocati in un paesaggio aperto, ma contro uno sfondo denso, piatto, fatto di un fogliame meticolosamente reso, e danno vita a uno schermo bluastro di foglie che ha un impatto straordinario sulla profondità. «La trasformazione è al cuore del dipinto», spiega una nota della major. «Piuttosto che limitarsi a combinare due elementi distinti, René Magritte era attratto dalla tensione dello stato intermedio, dove il cambiamento si dispiega gradualmente e rimane irrisolto. È questo senso di sospensione a conferire agli uccelli-foglia la loro silenziosa carica surrealista, mentre oscillano tra l’immobilità terrestre e la possibilità del volo».
Le domande sottese al dipinto restano tutte senza risposta: la colomba riuscirà finalmente a liberarsi dalla sua forma vegetale, o resterà per sempre ancorata alla terra? Il mistero perfetto da sottoporre ai collezionisti, nel pieno dell’asta The Art of the Surreal Evening Sale. Appuntamento a Londra, con l’asta del Magritte di Bruxelles.












