03 dicembre 2002

fino al 18.I.2003 Ennio Bertand – Ctrl T Milano, B&D Studio

 
Immagini di forte impatto estrapolate dai telegiornali, decontestualizzate e “rimontate” in installazioni fotografiche, video ed interattive: le ultime visioni di Ennio Bertrand…

di

Il disastro delle Torri Gemelle e i fatti di Genova durante le manifestazioni per il G8: sono queste le immagini utilizzate da Ennio Bertrand per le sue più recenti installazioni, rielaborate su diversi media e imperniate sulla ricerca d’interattività con lo spettatore. La rappresentazione di Bertrand esplora le implicazioni legate alla diffusione dell’informazione oggi: le notizie vengono “emesse” in continuazione dai media, in un flusso banalizzante; i fatti vengono confezionati e proposti al pubblico in un processo che li rende “disponibili” all’istante, ma che allo stesso tempo Ennio Bertrand li riduce ad un agglomerato di immagini omogeneizzate. L’artista isola brevi sequenze visive, frammenti estratti dal mare magnum di informazioni, per riproporli in un nuovo contesto: singoli frame riprodotti in successione su lastre, video realizzati con materiali di repertorio, o installazioni interattive, in cui lo spettatore decide, attraverso i propri movimenti, i tempi e i modi della proiezione. Come in UnderAttack (al centro di numerose polemiche dopo che gli organizzatori dell’Armory Show di New York si sono rifiutati di esporla), dove la tragedia delle Torri Gemelle viene fruita, “esperienziata” con modalità che amplificano la portata delle immagini, rompendo quella sorta di “assuefazione alla catastrofe” a cui ci abitua sempre di più il mezzo televisivo. Sulla falsariga degli spezzoni selezionati il pubblico ricostruisce in maniera autonoma una personale temporalità nella proiezione: muovendosi in avanti, all’indietro o fermandosi di fronte ai sensori dell’installazione, il video è fatto avanzare, tornare indietro o fermare.
L’azione sul video passa anche per l’immaginario dei videogiochi: in SuckerToday, proiezione diEnnio Bertrand - Suker un labirinto visivo in cui si può controllare il proprio percorso grazie ad un joystick, il movimento si snoda all’interno di uno spazio virtuale di “cubi” e pareti fatti di frame di TG, in cui gli scontri, le folle, i protagonisti del G8 creano significativamente una strada senza uscita.
La rivisitazione polemica dell’appiattimento mediatico si intreccia, nelle opere di Bertrand, ad un altro leitmotiv: la percezione sempre più frammentata, momentanea dell’informazione, l’accelerazione messa tipicamente in atto dalla televisione e da internet, potente mezzo di trasmissione istantanea. Ne consegue una sostanziale impossibilità a concentrarsi, se non su brevi messaggi o frammenti: in Cielo Digitale, installazione in cui serie di led intermittenti riproducono un peculiare cielo stellato, l’attenzione viene continuamente attratta e deviata verso punti sempre diversi, precludendo la possibilità di soffermarsi sull’insieme.
Completa la personale Memoria della superficie, realizzata inizialmente per il Giappone e dedicata all’esperienza di Hiroshima, rielaborata di recente con nuove suggestioni.

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Sito di B & D Studio

monica ponzini
mostra visitata il 23 novembre 2002


Ennio Bertrand-Ctrl TIME
Dal 21 novembre 2002 al 18 gennaio 2003
Mostra a cura di Paola Tognon
B&D Studio, via Calvi 18/1, 20129 Milano
Tel: 02/54122563, E-mail: bnd@bnd.it
Orario: da martedì a sabato 10-19.30
Catalogo: B&D Studio/Silvana Editoriale, Milano.
Testi di: Roberta Buiani, Giulia Ceriani, Andrea Schubert, Paola Tognon


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