13 febbraio 2013

Fino al 3.III.2013 Marco Formisano, Il corpo separato Milano, Studio d’Arte Cannaviello

 
Di scena sono volti deformati su lastre metalliche e immersi in teche di plexiglass ricolme d’acqua corretta con acido o cloruro ferrico per rappresentare processi di corrosione della materia pittorica come metafora della fragilità dell’esistenza umana -

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Marco Formisano (1983), napoletano dalla personalità tellurica, che ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, esperto di arti grafiche e d’incisioni, trasferito a Milano, dove vive e lavora, debutta con una imperdibile personale nello Studio d’Arte Cannaviello con un ciclo di opere dal 2008 al 2012, carico di pathos drammatico, fondato su una solida tradizione che va da  espressionisti come Munch a Bacon e la Process Art che, attraverso una riformulazione di volti maschili e femminili, indaga i processi di distruzione e nel contempo di riformulazione della figura e del cambiamento della visione.
I suoi ritratti disumani, alla Dubuffet, sono dipinti con un mix esplosivo di bitume, resina, olio su lastre di acciaio zincato che, a contatto con l’acqua e l’acido dosato consapevolmente dall’autore, con il passare del tempo assumono altre sembianze e deformazioni imprevedibili. Nelle due sale della galleria scorgerete un trait d’union tra i dipinti su lastre e i disegni a carboncino per un segno sintetico, di eco primitivista, paragonabile a quello adottato nelle incisioni e nelle xilografie degli espressionisti tedeschi nei primi anni del Novecento.

Formisano, attraverso un processo di analisi sulla materia pittorica ci invita a riflettere sul tempo e sui processi mentali della re-visione, superando i manierismi di troppi artisti epigoni della Transavanguardia, che ha influenzato le ultime generazioni di pittori. La mostra è consigliata a tutti quelli che erroneamente pensano che la pittura sia solo “acqua passata”, perché le opere di Formisano trasformano una tecnica pseudo-chimica originalissima in un linguaggio drammatico iconoclasta, in cui corrosione e rigenerazione sono complementari come la vita e la morte.
Tra i ritratti esposti di persone che gravitano intorno alla quotidianità dell’autore, qui effigiati come tragiche icone o maschere antieroiche, si riconosce il volto di Enzo Cannaviello, autentico e febbrile talent scout di talenti nell’ambito della pittura e inquieta una misteriosa figura che ricorda la Gioconda, tutti destinati a bagni acidi come le altre opere in attesa di future apparizioni.
Quando i suoi ritratti si separeranno dalle loro naturali sembianze per diventare un groviglio di materiali bituminosi in balia del tempo resta un mistero.


Jacqueline Ceresoli

mostra visitata il 17 gennaio

dal 17 gennaio al 3 marzo 2013
Marco Formisano, Il corpo separato
Studio d’Arte Cannaviello
Via A. Stoppani, 15 – (20129) Milano
Orari: da martedì a sabato 10.30-19.30
Info: tel. 02 87213215, info@cannaviello.net, www.cannaviello.net

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