27 novembre 2022

Artycapucines 2022: l’iconica borsa di Louis Vuitton rivisitata da sei artisti

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Daniel Buren, Ugo Rondinone, Park Seo-Bo, Peter Marino, Amélie Bertrand e Kennedy Yanko, sono gli artisti che Louis Vuitton ha invitato a reinterpretare l’iconica borsa Capucines

Arrivati a questo punto non si può considerare più solo una borsa. Ma non si può neanche dire che sia una “tradizionale” opera d’arte. E allora, cos’è diventata la Capucines? Dalla sua creazione nel 2013, la borsa dal nome ispirato alla rue Neuve-des-Capucines, che ha ospitato la prima sede parigina di Louis Vuitton nel 1854, ha saputo affermarsi come classico intramontabile e, come tutti i classici, perfetta per essere continuamente reinterpretata. Per il quarto anno, Louis Vuitton ha invitato sei artisti contemporanei a reinterpretare una delle sue creazioni più famose, nell’ambito del progetto Artycapucines. Per questa nuova edizione, la maison ha collaborato con nomi del calibro di Daniel Buren, Ugo Rondinone e Park Seo-Bo, tra gli artisti della Corea del Sud più famosi, oltre che con il leggendario architetto Peter Marino, la pittrice francese Amélie Bertrand e l’americana Kennedy Yanko. Ogni modello della collezione Artycapucines 2022 è disponibile in un’edizione limitata di 200 esemplari, nei negozi Louis Vuitton e ognuno ha la sua peculiarità.

Louis Vuitton, Artycapucines 2022, Park Seo-Bo

La sottile e raffinata pittura di Park Seo-Bo, solitamente applicata alla tradizionale carta hanji, risalta sulla pelle della Capucines che, da accessorio di alta moda, diventa supporto ai paesaggi astratti e apparentemente monocromatici del Maestro sudcoreano. «Gli occidentali vedono il web come un dispositivo per esprimere i propri pensieri attraverso le immagini. Ma, per me, la tela è un piccolo giardino per svuotare la mente. Disegno, ancora e ancora, linee senza senso, ancora e ancora usando le mie mani per colorare le mie opere. Allo stesso modo in cui un monaco buddista cerca di mantenere pura la sua mente suonando ripetutamente il gong, il mio lavoro deve essere assolutamente senza scopo e deve conformarsi alla nozione di ripetizione infinita», così Park Seo-Bo ha commentato la sua collaborazione con gli artigiani di Louis Vuitton.

Louis Vuitton, Artycapucines 2022, Kennedy Yanko

Più espressionista e surrealista la declinazione della statunitense Kennedy Yanko, classe 1988 – che ha già esposto alla Rubell Foundation di Miami ma anche alla Galleria Poggiali di Milano. Conosciuta per le sue sculture composte da parti di metallo ritrovate, per questa collaborazione di moda Yanko ha ricreato sulla pelle della borsa una sorta di effetto ruggine, tramite l’azione di batteri, evocando una sensazione perturbante, da post disaster.

Louis Vuitton, Artycapucines 2022, Amelie Bertrand

Decisamente appariscente è la reinterpretazione di Amélie Bertrand, che ha ricreato sulla borsa una atmosfera coloristica e luminescente da tramonto californiano prelevata direttamente da una cartolina un po’ anni ’80, una «Borsa da discoteca», nelle parole dell’artista. Sulla falsariga anche quella di Ugo Rondinone, che omaggia il grande artigianato con una texture di oltre 14mila perline cucite a mano a disegnare il pattern di un abito da arlecchino.

Louis Vuitton, Artycapucines 2022, Ugo Rondinone

Non poteva che essere nera e borchiata la rivisitazione dell’architetto Peter Marino, che per Vuitton ha lavorato su dimensioni decisamente più grandi, progettando i suoi negozi in tutto il mondo per più di 20 anni. Tenendo fede alla sua anima da rider, la sua Capucines è perfetta vicino a una motocicletta, tutta in pelle nera e rivestita di borchie.

Louis Vuitton, Artycapucines 2022, Peter Marino

Un minimalismo colorato è quello dell’artista francese Daniel Buren, che ha riproposto la sua cifra stilistica, già adattata a qualunque spazio, anche per la borsa. Quattro le variazioni cromatiche scandite in fasce della familiare dimensione di 8,7 centimetri: un elemento che l’artista utilizza dal 1965, quando realizzava le sue opere con stoffe per tende rigate.

1 commento

  1. Louis Vuitton ha avuto un’intuizione speciale, trasformare in Arte le borse lussuose che propone. C’é della filosofia in questa scelta. La borsa é per eccellenza l’accessorio femminile, utilizzata come contenitore degli oggetti più semplici, ma anche di quelli più frivoli, oppure usata per sé stessa, come segno distintivo elegante o al contrario sportivo. La novità del periodo storico che tutti noi stiamo vivendo é che la borsa si declina in qualsiasi cromia, da quella più fine e ricercata a quella più anarchica. La sua caratteristica é il colore, in tutte le sue vesti, dolce oppure agressivo. Del resto la moda della borsa segue la libertà che contraddistingue la donna nel mondo contemporaneo. Non ci sono più limiti né restrizioni alcune. La borsa di oggi varia anche le sue dimensioni: molto spesso é grande assumendo la forma di una piccola valigia portatutto, compreso il tablet o il computer, o, al contrario é piccolissima, quasi fosse un semplice gingillo, bello di per sè ed inutile. La borsa accompagna ogni donna rivelandone la personalità e le ambizioni. Una mostra su questo accessorio-necessario, perdonatemi l’ossimoro, é degna di nota, segna un’epoca, rimarrà sicuramente nella storia.

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