12 febbraio 2026

Al SAC di Livorno, la pittura come processo: quattro artisti a confronto

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Al SAC - Spazio Arte Contemporanea di Livorno, il primo capitolo di una serie espositiva pensata come laboratorio aperto sulla pittura: in mostra i vincitori del Premio Combat 2025

Nikko Mundacruz, There's Nothing Between Us, 2025, olio e acrilico su tela, 100 x 74 cm. Courtesy l'artista

La pittura come superficie che conserva tracce stratificate e che, al tempo stesso, mette in discussione l’immediatezza della visione. Da questa doppia valenza del medium artistico per eccellenza prende le mosse Quaderni di Pittura_1, mostra che riunisce Francesca Filicaia, Gemma Mazzotti, Nikko Mundacruz e Marila Scartozzi, vincitori del Premio Galleria nell’ambito del Premio Combat 2025. L’esposizione aprirà al pubblico il 14 febbraio, al SAC – Spazio Arte Contemporanea di Livorno.

Il progetto si presenta come il primo capitolo di una serie destinata a svilupparsi nel tempo. L’idea di “quaderno” suggerisce infatti una dimensione aperta e processuale: uno spazio di annotazione e verifica su cui ritornare in diverse fasi e dove l’immagine non si stabilizza definitivamente, rimanendo esposta alla possibilità del mutamento. In un contesto dominato dalla velocità e dalla sovrapproduzione visiva, la pittura viene qui interrogata nella sua capacità di rallentare lo sguardo e restituire il tempo del fare. Da un lato, la memoria come deposito silenzioso di immagini interiori. Dall’altro, la presenza come atto concreto del dipingere, fatto di gesto, stratificazione e resistenza della materia.

Francesca Filicaia, Sing me a song til I wake up again, 2024, olio su carta, 50 x 35 cm. Courtesy l’artista

All’interno di questo orizzonte condiviso, le ricerche dei quattro artisti si distinguono per linguaggi e sensibilità differenti. In Francesca Filicaia, volti e oggetti emergono lentamente dal fondo pittorico, trattenuti in una sospensione che rende l’immagine fragile e silenziosa. Gemma Mazzotti trasforma il paesaggio in un campo percettivo instabile, costruito attraverso equilibri mobili tra disegno e colore, trasparenze e opacità. Nelle opere di Nikko Mundacruz, la pittura si fa atmosfera emotiva, evocando presenze segnate da una tensione sottile tra prossimità e distanza. Marila Scartozzi, infine, lavora su stratificazioni che mettono in crisi la solidità della figura, sospesa tra emersione e dissoluzione.

Marila Scartozzi, Senza titolo, 2025, tecnica mista su carta, 21 x 29 cm. Courtesy l’artista

In dialogo con la mostra, SAC ospiterà due workshop condotti dagli artisti e dedicati al ritratto, il 20 febbraio 2026 e il 27 febbraio 2026. Un’estensione pratica del progetto, in cui il gesto pittorico si misura con il tempo dell’apprendimento, mettendo al centro il ritratto, come occasione di condivisione.

L’impronta del primo workshop è immaginativa: a partire da stimoli verbali, i partecipanti costruiranno un immaginario libero e personale, attraversato dal tema della dualità (corpo/alter-corpo, presente/futuro, umano/mostruoso, identità/mutazione). All’avvio verranno consegnate lettere con citazioni tratte da testi che hanno ispirato la pratica pittorica di Marila Scartozzi e Nikko Mundacruz, da trasformare in immagini con un approccio aperto e sperimentale.

Gemma Mazzotti, Dana in the sun, 2024, olio su tela, 150 x 100 cm. Courtesy l’artista

Il workshop del 27 febbraio, realizzato da Gemma Mazzotti e Francesca Filicaia, sarà dedicato al ritratto come esperienza. Invitando i partecipanti a mettere in discussione l’idea di un punto di vista unico e oggettivo, il lavoro si svilupperà attorno a un grande tavolo condiviso, pensato come una sorta di piazza: l’attenzione si sposterà dall’estetica finale al gesto, all’interazione e alla condivisione dell’esperienza.

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