20 marzo 2026

Maja Escher e l’arte come ecologia del sapere, tra materia e simbolo

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Alla galleria Monitor di Roma, la prima mostra in Italia dell'artista tedesca-portoghese Maja Escher: scienza, mitologie e materiali naturali, per indagare il rapporto tra umani e ambiente

Maja Escher arte
Maja Escher, cinco sóis ou a energia do cabelo – five suns or the energy of the hair, 2026, argilla bianca, ossidi/faience, oxides, 36 x 29 x 1 cm

Con Misurazione del Sole, in mostra fino al 18 aprile 2026 presso la galleria Monitor di Roma, Maja Escher presenta la sua prima personale in Italia. L’esposizione segna un nuovo capitolo nella ricerca dell’artista tedesco-portoghese, già sviluppata negli ultimi anni tra Lisbona e la regione rurale dell’Alentejo e recentemente visibile in contesti internazionali come Manifesta 15 a Barcellona.

Nata nel 1990 a Santiago do Cacém, nel sud del Portogallo, Escher vive e lavora tra Lisbona e Monte Novo da Horta dos Colmeeiros. La sua pratica artistica si sviluppa attraverso un approccio ibrido e collaborativo, in cui indagine sul territorio, ecologia e saperi tradizionali diventano strumenti centrali di pensiero e di creazione. Più che limitarsi alla produzione di oggetti, il suo lavoro prende forma come processo di ricerca: una metodologia che combina osservazione diretta, lavoro sul campo e dialogo con comunità e conoscenze locali.

Maja Escher, Misurazione del Sole, 2026, installation view at Monitor Rome Ph. Giorgio Benni Courtesy l’Artista e Monitor Roma | Lisbona | Pereto (AQ)

Formata in Multimedia Art presso la Facoltà di Belle Arti di Lisbona, dove ha conseguito il master nel 2014, Escher ha poi approfondito lo studio della ceramica presso Ar.Co e ha partecipato a programmi di scambio internazionale a Londra. Questa formazione multidisciplinare si riflette in una pratica che attraversa media diversi: disegno, ceramica, scultura, materiali trovati e installazioni site specific convivono all’interno di un linguaggio visivo stratificato. Argilla, canne, corde, pietre, ortaggi e altri elementi raccolti durante le ricerche sul territorio vengono spesso combinati con proverbi, enigmi, canzoni e frammenti di cultura orale, generando opere che si collocano al crocevia tra spiritualità e scienza, magia e tecnologia.

Maja Escher, Misurazione del Sole, 2026, installation view at Monitor Rome Ph. Giorgio Benni Courtesy l’Artista e Monitor Roma | Lisbona | Pereto (AQ)

Il punto di partenza di Misurazione del Sole è un episodio tanto semplice quanto rivelatore: un testo che raccoglie diversi tentativi di descrivere in diretta radiofonica un’eclissi solare. In entrambi i casi, nel momento esatto dell’eclissi, la voce del radiocronista si interrompe. Il linguaggio sembra arrestarsi di fronte all’esperienza. È proprio questo intervallo – quello spazio in cui descrizione, misurazione e trasmissione diventano improvvisamente impossibili – a costituire la soglia concettuale della mostra.

Escher costruisce così un ambiente che ruota attorno al limite della conoscenza misurabile, interrogando la distanza tra fenomeno naturale ed esperienza sensibile. La mostra riunisce una serie di opere concepite appositamente per lo spazio della galleria: una grande installazione di tessuti trattati con pigmenti naturali accoglie il visitatore e introduce un percorso immersivo, mentre sottili lastre di terracotta recanti figurazioni archetipiche si dispongono lungo le pareti, affiancate da una costellazione di sculture che proseguono la ricerca materica dell’artista.

Maja Escher, Misurazione del Sole, 2026, installation view at Monitor Rome Ph. Giorgio Benni Courtesy l’Artista e Monitor Roma | Lisbona | Pereto (AQ)

In questo contesto il sole emerge come principio relazionale piuttosto che come semplice oggetto astronomico. Più che un corpo celeste da osservare e misurare, esso diventa la forza che connette tutte le forme di vita: esseri umani, animali, piante, pietre e la terra stessa sono legati da una comune dipendenza da questa fonte primaria di luce ed energia. La mostra suggerisce così una visione ecologica del mondo, in cui ogni elemento partecipa a una rete di interdipendenze e nessuna entità esiste isolatamente.

Uno degli aspetti più suggestivi del progetto riguarda la dimensione linguistica e mitologica del sole. Escher riflette sul fatto che, mentre in portoghese il sole è grammaticalmente maschile, in tedesco — la sua lingua madre — è femminile. Questo slittamento apre una prospettiva simbolica che attraversa memorie culturali differenti: nelle tradizioni germaniche il sole è incarnato dalla dea Sól o Sunna, figura cosmica il cui viaggio nel cielo scandisce il tempo e sostiene la vita.

Maja Escher, Misurazione del Sole, 2026, installation view at Monitor Rome Ph. Giorgio Benni Courtesy l’Artista e Monitor Roma | Lisbona | Pereto (AQ)

Attraverso questa riflessione sul linguaggio, l’artista suggerisce come la percezione del mondo naturale sia sempre mediata da sistemi culturali e simbolici. Il sole non appare più soltanto come un fenomeno astronomico ma come un’immagine archetipica che attraversa lingue, miti e tradizioni.

Questa attenzione ai sistemi di conoscenza – scientifici, popolari e mitici – attraversa l’intero percorso dell’artista. Già nel 2016 Escher aveva avviato una ricerca sull’acqua e la pioggia, esplorando la possibilità di progettare una sorta di “macchina della pioggia” capace di unire conoscenze tradizionali e metodi scientifici. Negli anni successivi la sua indagine si è estesa alle complesse relazioni ecologiche, sociali ed economiche del bacino del fiume Mira, nel territorio della sua regione d’origine, analizzando come questi sistemi interconnessi plasmino paesaggio, cultura e futuro sostenibile.

Maja Escher arte
Maja Escher, Misurazione del Sole, 2026, installation view at Monitor Rome Ph. Giorgio Benni Courtesy l’Artista e Monitor Roma | Lisbona | Pereto (AQ)

Negli ultimi anni il lavoro di Escher ha ottenuto crescente visibilità internazionale. Tra le sue principali mostre si ricordano Pedras de Raio alla sede lisbonese di Monitor nel 2024, Um Dia Choveu Terra alla Galeria Municipal de Almada nel 2020 e Medir Condições Atmosféricas in Brasile. Sempre nel 2024 ha partecipato alla mostra Mutaciones – Conexiones Excepcionales a Madrid e, nello stesso periodo, è stata selezionata come artista in residenza per il progetto Lugar del Centro de Arte Moderna Gulbenkian, iniziativa dedicata alla relazione tra arte, educazione e partecipazione sociale.

In questo senso il lavoro di Escher si colloca in una zona particolarmente fertile dell’arte contemporanea: quella in cui la pratica artistica diventa una forma di indagine epistemologica e relazionale. Le sue installazioni funzionano come dispositivi di conoscenza che interrogano il rapporto tra umani e ambiente, tra memoria culturale e trasformazioni ecologiche.

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Maja Escher, Misurazione del Sole, 2026, installation view at Monitor Rome Ph. Giorgio Benni Courtesy l’Artista e Monitor Roma | Lisbona | Pereto (AQ)

In Misurazione del Sole, l’eclissi evocata all’origine del progetto assume allora una funzione metaforica. Nel momento in cui la luce si oscura e la voce del cronista si interrompe, la pretesa di misurare e spiegare il reale vacilla. È in quella sospensione – tra parola e silenzio, tra osservazione e stupore – che l’opera di Maja Escher trova il proprio spazio poetico: un luogo in cui scienza e mito, materia e immaginazione, tornano a dialogare, suggerendo che il mondo, forse, non può essere completamente compreso senza lasciare spazio anche all’esperienza, alla relazione e alla meraviglia.

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