-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Alla Fabbrica del Vapore di Milano, aprirà al pubblico dal 10 marzo al 17 aprile 2026 la mostra Macro Pop dedicata a Luca Vernizzi, artista e ritrattista che, da oltre mezzo secolo, attraversa la scena artistica italiana. L’esposizione, allestita nella Sala Messina 2 e promossa dal Comune di Milano – Assessorato alla Cultura insieme alla Fabbrica del Vapore, coincide con l’ottantacinquesimo compleanno dell’artista e ripercorre uno dei filoni più riconoscibili della sua ricerca: il ritratto degli oggetti.
Il progetto riunisce 46 opere di Luca Vernizzi, tra cui otto grandi tele monumentali, due dipinti su legno di grande formato e una serie di lavori su carta di dimensioni più contenute. La selezione attraversa diverse fasi della produzione di Vernizzi, dalle tele degli anni Ottanta – come Grande calamaio (1988) e Televisore spento (1989) – fino ai lavori più recenti, tra cui Occhiali da sole del 2025. Tra queste si incontrano immagini di oggetti domestici e quotidiani: un annaffiatoio, un mazzo di chiavi, una scodella con cucchiaio, un flacone di detersivo, accappatoi o frutti disposti nello spazio neutro della tela.

È proprio questa sospensione dello sfondo a definire uno degli aspetti centrali della pittura di Luca Vernizzi: nelle sue opere, gli oggetti vengono isolati e ingranditi fino a diventare presenze quasi monumentali, trasformandosi in una sorta di “ritratti” di cose. Nel lavoro dell’artista, infatti, la pratica del ritratto non riguarda soltanto i volti: luoghi, oggetti e figure vengono trattati allo stesso modo, purché possiedano una propria identità visiva e simbolica.
La serie di opere su carta approfondisce ulteriormente questo sguardo sulle cose comuni. Libri, matite, bicchieri, sedie, bottiglie o scatole di cartone emergono come elementi della quotidianità domestica e diventano, nelle parole dell’artista, una forma di racconto della vita contemporanea. L’ingrandimento e l’isolamento producono uno slittamento di senso: ciò che normalmente passa inosservato acquista una presenza scenica inattesa.

«La loro ombra lunga quale sola compagnia, o il loro isolamento, che li sottrae qualsiasi riferimento veristico, senza alcun riferimento a un cotesto li rendono invece malinconici, tristi solitari Y final come Stan Lauren nel libro di Soriano. O getti parodiati e malinconici, soggetti – oggetti celebri e al contempo dimenticati», scrive Maria Fratelli, Direttrice Fabbrica del Vapore e Unità Progetti Speciali del Comune di Milano, nel testo che accompagna la mostra.

Il percorso espositivo suggerisce anche un parallelo con la storia dell’archeologia e della cultura materiale. Così come le civiltà del passato vengono ricostruite attraverso gli oggetti che hanno lasciato dietro di sé – dalle punte di selce alle tombe regali – anche la quotidianità contemporanea può essere raccontata attraverso utensili, contenitori e strumenti che abitano le nostre case.

Figlio del ritrattista Renato Vernizzi, Luca Vernizzi ha dedicato tutta la sua vita alla pittura. Attivo fin dagli anni Sessanta, ha collaborato con la pagina d’arte del Corriere della Sera accanto al critico Leonardo Borgese e ha insegnato Disegno all’Accademia di Brera dal 1975 al 2013. Nel corso della sua carriera ha realizzato ritratti dal vero di numerose personalità italiane – tra cui Giorgio Armani, Giulietta Masina, Walter Chiari, Mario Tobino e Vittorio Sgarbi – e ha esposto in sedi museali e istituzionali in Italia e all’estero. Accanto alla pittura, Vernizzi ha coltivato anche la scrittura poetica, pubblicando raccolte come L’ombra della finestra e Come una tovaglia d’oro, oltre a saggi e testi autobiografici dedicati alla propria esperienza artistica.










