17 marzo 2026

Scarecrow: a Flashback Habitat l’arte diventa presidio

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Scarecrow. Artisti a presidio della vita è la mostra di Flashback Habitat, Ecosistema per le Culture Contemporanee, in programma fino al 27 settembre e dedicata all'esplorazione della figura dello spaventapasseri attraverso il racconto corale di oltre quaranta artisti

COSIMO CALABRESE, Statte, 2026, 1 di 4 fotografie, Stampa fotografica in carta lucida, 70 x 100 cm

Con l’arrivo della primavera e l’inizio della rimessa dei campi, arriva da Flashback Habitat una mostra collettiva dedicata allo spaventapasseri, una delle più antiche forme di protezione umana. Questa figura, usata da millenni per difendere i campi coltivati, è un guardiano che si impone senza forza, come un monito silenzioso. 

Realizzato con indumenti dismessi, paglia e oggetti di recupero su una struttura a forma di croce, è un avatar statico della presenza umana e allo stesso tempo un amuleto di protezione per delimitare il proprio territorio e proteggere il raccolto, guadagnato con duro lavoro. Lo spaventapasseri sorveglia i campi dalla semina fino al momento cruciale della raccolta autunnale. Nonostante l’aspetto perturbante, oltre l’apparenza è una figura innocua, e per i curatori della mostra è letta come un archetipo di intervento non violento, ma allo stesso tempo determinato e difensivo.

ALESSANDRO BULGINI, Scarecrow – La Maledizione, 2026, Installazione, Materiali di recupero, Dimensioni variabili

«Lo spaventapasseri presidia un territorio vivo dalle aggressioni e dagli attacchi esterni. È passivo, non aggredisce né reagisce, ma attraverso la sola presenza ha il compito (da sempre) di proteggere l’esistente e l’esistenza. È fatto in emergenza, con ciò che è sottomano. Con ciò che si trova lì dove starà. È arrangiato con gli scarti e i detriti della vita. Lo spaventapasseri è l’opera d’arte, ma è anche l’artista: esso è il Guardiano. Un elemento umile, che si confonde apparentemente con il contesto di riferimento, ma che svolge un ruolo importante contro alcune forze oscure», afferma Christian Caliandro che cura la mostra insieme ad Alessandro Bulgini.

La mostra spazia dalla performance alla scultura, dall’installazione al disegno, dalla pittura alla fotografia e videoarte, offrendo un approfondimento simbolico ed etico sulla figura dello spaventapasseri. Il guardiano dei campi viene interpretato in forme differenti. Se per qualcuno è un grande gatto di legno, per qualcun altro è un imponente golem. Diventa un ammasso di pezzi di recupero astratto o viene rappresentato da un lavoratore nei campi di pomodoro. La sua presenza viene raccontata attraverso bestiari fantastici e sculture surreali, perturbanti quadri ad olio o installazioni che sembrano ambientazioni di film di fantascienza. Lo spauracchio dei campi trova una sua eco astratta in un’opera di Emilio Vedova, una composizione scultorea carica di tensione che domina lo spazio.

ROXY IN THE BOX, INRI – In Nome della Realtà Inumana, 2026, Erba sintetica incollata su legno, croci in legno, letterine in legno e carta glitterata – spaventapasseri in stoffa, 55cm x 55cm x 11cm circa

Scarecrow. Artisti a presidio della vita è un racconto corale di: Paola Angelini, Mariantonietta Bagliato, Elena Bellantoni, Enrico Bertelli, Alessandro Bulgini, Cosimo Calabrese, Luce, Monica Carocci, Pierluca Cetera, Luca De Angelis, Iginio De Luca, Giuseppe De Mattia, Davide Dormino, Elena El Asmar, Matteo Fato, Alexander Mostafa Fazari, Serena Fineschi, Raffaele Fiorella, Oscar Giaconia, Gabriele Hoxha, Filippo La Vaccara, Pierfrancesco Lafratta, Francesco Lauretta, Fabrizio Lucchesi, Milo Maricelli, Giorgia D. Mascitti, Sandro Mele, Franco Menicagli, Veronica Montanino, Maria Palmieri, Luca Pancrazzi, Luana Perilli, Carl Von Pfeill, Cristina Pistoletto, Demis Rosa, Roxy in the Box, Marco Rubiola, Alessandro Scarabello, Gaia Scaramella, Francesco Sena, Nina Silvestri, Emilio Vedova, Anna Viscuso.

EMILIO VEDOVA, Plurimo No. 6 nego, 1962-63, Olio, pittura vinilica, carboncino, pastello, ferro e cerniere in ferro su elementi in legno polifrontale, 213 x 80 x 50 cm

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