-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Simona Uberto: FATUM FUTURA. Mostra antologica 1996–2026 negli spazi di BIPIELLE Arte a Lodi
Mostre
Il progetto espositivo in corso ancora per qualche giorno a Lodi ripercorre trent’anni di ricerca di Simona Uberto attraverso circa cinquanta opere che attraversano fotografia, installazione, collage, scultura e interventi ambientali. Una lettura coerente di un percorso artistico che si muove costantemente tra realtà e immaginazione. Nata a Savona nel 1965, la Uberto sviluppa una pratica visiva che parte dall’osservazione del quotidiano per renderlo dispositivo poetico. Individuo, spazio e percezione sono i temi attorno ai quali ruota l’indagine dell’artista ligure, che si serve di linguaggi espressivi di diverso tipo per portare avanti una riflessione incentrata sul rapporto tra spazio urbano e paesaggistico e azione umana. Il titolo della mostra, Fatum Futura, nasce da un’intuizione dell’artista e condensa il nucleo concettuale dell’intero progetto. Il termine latino fatum rimanda infatti a ciò che è stato pronunciato, alla parola-oracolo che diventa destino, mentre futura indica il tempo che deve ancora compiersi, lo spazio aperto delle possibilità. In questa tensione tra ciò che ci precede e ciò che deve ancora accadere si colloca l’intera poetica di Uberto, che lavora su immagini sospese tra memoria e proiezione, documento e visione.

Fin dagli esordi negli anni Novanta, la ricerca di Simona Uberto pone un forte accento sulla dimensione urbana e sui piccoli gesti che danno forma alla vita quotidiana. Serie come Interferenze, Aggregazioni, Appartenenze e Incontri raccontano la città come un tessuto di micro-narrazioni, passanti colti in spazi pubblici, presenze fugaci che si fanno ritmo visivo, figure ritagliate che trasformano il movimento in forma. Dispositivi di osservazione, dunque, in cui l’immagine diventa una sorta di “cornice temporale” capace di trattenere l’istante e restituirlo come racconto visivo. Il procedimento creativo dell’artista si fonda su un rapporto diretto con l’immagine fotografica. Da uno scatto iniziale, solitamente un frammento di realtà urbana, Uberto avvia un processo di trasformazione che passa attraverso ritaglio, ingrandimento, sovrapposizione e ricomposizione. Il risultato finale consiste in un’immagine che perde progressivamente il suo riferimento originario per aprirsi a un territorio più ambiguo, dove il reale si mescola alla costruzione mentale.

Negli ultimi anni questa ricerca si è ampliata ulteriormente, spostandosi verso il paesaggio e una dimensione più apertamente visionaria. La serie Fata Morgana rappresenta quindi uno dei momenti più recenti e significativi di questo percorso. Immagini che oscillano tra realtà e miraggio, cieli che si riflettono come superfici liquide, skyline capovolti, orizzonti che perdono stabilità. Il paesaggio diventa un campo di percezioni instabili, in cui l’occhio dello spettatore è costretto a rinegoziare continuamente ciò che crede di vedere realmente. L’immagine, sezionata e riassemblata, smette di essere documento per proiettarsi nel reale come un dispositivo percettivo che genera spaesamento in chi osserva. È proprio in questo slittamento tra realtà e immaginazione che si colloca la forza poetica del lavoro di Uberto, dove rigore compositivo e dimensione visionaria convivono in un equilibrio stabile ma delicato.
Allestito negli spazi del Centro Direzionale di Bipielle Arte progettato da Renzo Piano, il percorso espositivo accompagna il visitatore dalle prime serie fotografiche dedicate ai flussi urbani fino alle più recenti visioni paesaggistiche, mettendo in luce la coerenza di una pratica artistica che, pur attraversando linguaggi diversi, mantiene costante l’attenzione verso la percezione dello spazio e dell’immagine. A completare la mostra, la Fondazione Banca Popolare di Lodi ha proposto anche un articolato public program che ha consentito di approfondire alcuni dei temi centrali proposti da Simona Uberto.

Incontri pubblici, ospitati nella sala conferenze di Bipielle Arte, dialoghi tra artisti, critici, curatori e operatori culturali, tavole rotonde sulle trasformazioni dello sguardo sul paesaggio nella fotografia contemporanea, incontri sui concetti di dimensione simbolica, mercato ed esperienza estetica nella storia dell’arte.
Oggi, 21 marzo, ci sarà l’evento Luoghi dell’arte che darà vita a un confronto sul ruolo delle fondazioni, degli spazi indipendenti e delle associazioni culturali nel sistema dell’arte contemporanea. Ad accompagnare la mostra il catalogo Fatum Futura, pubblicato da Vanillaedizioni, che raccoglie i testi critici di Maria Laura Gelmini, Simona Bartolena e Giorgio Bonomi insieme a un ampio apparato iconografico. Fatum Futura si configura così come una ricognizione ampia e articolata del lavoro di Simona Uberto, restituendo la complessità di una ricerca che, a partire dal reale, costruisce immagini capaci di mettere in discussione il nostro modo di guardare il mondo.








