10 aprile 2026

Sodoma, un pittore in viaggio: dalla bottega di Spanzotti alla Roma del ‘500

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La Fondazione Accorsi-Ometto di Torino presenta la mostra "Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento", in programma fino al 6 settembre

Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento, installation view. Fondazione Accorsi-Ometto, Torino

Curata da Serena D’Italia, Luca Mana e Vittorio Natale, con il comitato scientifico composto da Roberto Bartalini, Francesco Frangi ed Edoardo VillataGiovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento offre una nuova retrospettiva sugli anni di formazione e i viaggi del pittore, fino alle opere più mature.

A seguito della mostra Rinascimento Privato. Da Spanzotti a Defendente Ferrari nelle collezioni piemontesi, tenutasi tra il 2022 e il 2023 negli spazi della Fondazione Accorsi-Ometto, è nata l’idea dei curatori di riproporre al pubblico un approfondimento sulla vita di Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma (Vercelli, 1477 – Siena,1549), dopo quasi settant’anni dall’ultima grande retrospettiva di Vercelli e Siena. Per questa occasione è stato avviato un nuovo studio focalizzato sui primi vent’anni di formazione artistica, dall’esordio nella città natale di Vercelli al successo romano.

Sodoma, Morte di Lucrezia

La prima opera in mostra è Ecce Homo (Cristo deriso) del 1510. Il quadro rappresenta un Cristo sofferente e forte, anche se umiliato, che, facendosi scudo con le braccia legate ai polsi da una corda, guarda la folla con dignità e coraggio. Il suo viso è segnato dal dolore e gli occhi sono rivolti oltre il campo visivo della rappresentazione. L’Ecce Homo realizzato da Giovanni Antonio Bazzi è un’opera matura, collocata a metà della carriera del pittore. La mostra, inaugurata poco prima di Pasqua, inserisce l’opera nel periodo giusto ed evoca la vicenda biblica.

Il percorso espositivo prosegue con un importante documento originale della fine del Quattrocento: il contratto di apprendistato di Giovanni Antonio Bazzi stipulato nella bottega di Spanzotti, tra Casale Monferrato e Vercelli. Da questo documento è stato possibile per i ricercatori fare nuova chiarezza sulle tappe fondamentali e sugli spostamenti dell’artista dal suo esordio nella bottega spanzottiana.

Sodoma, Compianto sul Cristo morto

Il Sodoma è un pittore curioso, che ha assorbito positivamente le tecniche ed esperienze dei maestri con cui è entrato in contatto, rielaborandole in modo autonomo e originale. Le sue opere dimostrano un notevole spirito di osservazione della realtà, interesse per la capacità ritrattistica e un curioso interesse per la rappresentazione degli animali, dalla loro forma ordinaria alla fantastica realizzazione delle grottesche medievali. 

Nel 1496, poco prima del suo arrivo a Roma, il Sodoma produce un’importante opera ritrovata in una collezione privata piemontese. La Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e un angelo (ca. 1495-1496) è esposta per la prima volta al pubblico, essendo sempre rimasta in collezione privata. Lo sfondo è scuro, i contrasti sono alti, le pieghe dei drappi ben dettagliate; le figure hanno contorni definiti, ma un’aura elegante e sacra domina la composizione. Un’altra opera degna di nota è il Compianto sul Cristo morto (ca. 1500), in cui è evidente l’influenza della cultura leonardesca milanese e da cui ha tratto chiaramente ispirazione dal celebre Cristo morto di Andrea Mantegna (1431 – 1506).

È dunque un viaggio tra Rinascimento e le prime sensibilità manieriste, tra opere inedite di collezioni private e scene religiose di maestri italiani. La storia del Sodoma è scandita dal suo viaggio e la conseguente decisione di restare a Roma. Nell’ultima sala sono in mostra capolavori della maturità di Sodoma, che vanno oltre il ventennio iniziale e mostrano il risultato del suo percorso.

Sodoma, Allegoria dell’Amor celeste

Tra le opere più alte della sua maturità artistica troviamo l’Allegoria dell’Amor celeste (1503-1504), della Collezione Chigi Saracini di Siena, un vero capolavoro. In questo dipinto, l’amore spirituale è personificato da una splendida e delicata figura femminile, con vesti antiche, sandali e un elmo. Il suo corpo è parzialmente scoperto, svelando una morbida sensualità,  ma il suo sguardo è rivolto verso il basso, intento a spegnere il fuoco della passione terrena con l’acqua della brocca. Alle sue spalle un albero di ulivo rappresenta le virtù di forza, rinascita e saggezza con un chiaro cartiglio indicante la via celeste.

Le opere del Sodoma sono esposte in dialogo con quelle dei maestri del suo tempo, da cui il Sodoma ha tratto ispirazione e insegnamento, come Aimo e Balzarino Volpi, Giovanni Martino Spanzotti, Maestro della Cappella di Santa Margherita a Crea (probabilmente Francesco Spanzotti), Alvise Ludovico De Donati, Eleazaro Oldoni,  Defendente Ferrari, Bernardo Zenale, Francesco Galli detto Francesco Napolitano, Giovanni Antonio Boltraffio, Macrino d’Alba, Gaudenzio Ferrari, Eusebio Ferrari, Gerolamo Giovenone, Bernardino di Betto detto il Pinturicchio. Di quest’ultimo è presentato anche un focus su un dipinto murale del 1492, di cui resta solo un frammento raffigurante un meraviglioso Gesù Bambino. Questo episodio dedicato al Pinturicchio narra una storia tutta da scoprire, tra misteri e segreti, legata al Papa Alessandro VI Borgia.

Francesco Galli detto F. Napoletano, Madonna col Bambino

Le opere della mostra provengono dall’Accademia Carrara di Bergamo; dal Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi di Casale Monferrato (AL); dalla Pinacoteca di Brera di Milano; dal Musée Jacquemart-André di Parigi; dai Musei Civici di Pavia; dalla Fondazione Guglielmo Giordano di Perugia; dall’Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto, dalla Galleria Borghese, dai Musei Vaticani e dalla Pinacoteca Capitolina di Roma; dalla Collezione Chigi Saracini, dalla Banca Monte dei Paschi di Siena e dalla Pinacoteca Nazionale di Siena; dalla Parrocchia Spirito Santo di Sommariva Perno (CN); dalla Biblioteca Reale, dalla Galleria Sabauda, dai Musei Reali, da Palazzo Madama e dalla Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Torino; dal Palazzo dei Musei – Pinacoteca di Varallo; dall’Archivio Storico Comunale e dal Museo Francesco Borgogna di Vercelli.

La mostra è solo l’inizio di un viaggio alla scoperta delle opere del Sodoma: un percorso che, partendo dal Piemonte, invita il pubblico a scoprire le tracce dei suoi dipinti e affreschi dalla regione d’origine fino alla Toscana e al Lazio. Un video realizzato per l’occasione illustra i cicli ad affresco di San Francesco a Subiaco, di Sant’Anna in Camprena e del chiostro di Monteoliveto, opere fondamentali per la comprensione dell’artista. Il Sodoma è quindi un pittore in movimento, che ci invita a seguirlo nel suo itinerario artistico alla ricerca delle sue rappresentazioni più significative.

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