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Dalla Stazione dell’Arte al CaMuC – Casa Museo Cannas c’è qualcosa, un’entità viva, che sta trasformando Ulassai in un laboratorio diffuso di pratiche contemporanee. Cosa è? La seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea, che dopo la prima edizione nel 2024, torna per proporre un nuovo capitolo dedicato alla dimensione concettuale e relazionale dell’arte, in dialogo con l’eredità di Maria Lai, che concepiva l’opera come un processo aperto che si compie nell’incontro tra artista, contesto e pubblico – a proposito di Lai, durante l’intera durata della Biennale è visitabile anche la collezione permanente dedicata all’artista con un rinnovato allestimento.

Venti artisti, tre curatori ospiti e due sedi espositive: sotto la direzione artistica di Gianni Murtas e Marco Peri e con un significativo dialogo con alcune delle realtà più attive nella promozione dell’arte contemporanea in Sardegna, la Biennale d’Arte Contemporanea di Ulassai prosegue il suo percorso con più forza che mai, contribuendo al riconoscimento di Ulassai come un luogo privilegiato di produzione culturale.
Il percorso espositivo si articola in tre sezioni: Orografie, This Is e Campo Luminoso. Luci sulla campagna. La prima, Orografie, a cura di Giannella Demuro per Organica Museo, presenta le opere di Fabiana Casu, Eleonora Desole, Giuseppe Loi e Davide Mariani, in un dialogo tra arte emergente e paesaggio. This Is invece, a cura di Ivo Serafino Fenu per il Parco delle Arti Molineddu, riunisce cinque coppie di artisti: Giovanni Carta con Gianni Nieddu, Daniela Frongia con Stefano “Feffo” Porru, Mattia Enna con Daniela e Francesca Manca, Giusy Calia con Antonello Fresu, Sabrina Oppo con Josephine Sassu. E poi Campo Luminoso. Luci sulla campagna, curata da Francesca Sassu per la residenza nocefresca, presenta le opere di Chiara Cordeschi, Laure Jolissaint, Josef Kováč, Renée Lotenero e Simone Mizzotti, offrendo una riflessione poetica sul presente delle comunità rurali.
Appuntamento a Ulassai dunque, con Il Significato dell’Opera.











