20 settembre 2023

Eike Schmidt contro Sergio Risaliti: la lettera di intellettuali e professionisti dell’arte

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Botta e risposta senza esclusione di colpi tra Eike Schmidt e Sergio Risaliti, direttori degli Uffizi e del Museo del Novecento di Firenze: sulla querelle intervengono anche intellettuali, artisti, curatori e professionisti della cultura, con un appello

Francesco Vezzoli in Florence, a cura di Cristiana Perrella e Sergio Risaliti, presentato dal Museo Novecento di Firenze e dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, 2021-2022

Guelfi e Ghibellini? Non proprio ma quasi ci siamo, perché a Firenze le discussioni possono arrivare a toni decisamente accesi, coinvolgendo fazioni anche trasversali. In questo caso, i vessilli contrapposti sono quelli dei musei, o meglio, dei direttori. Da un lato, Eike Schmidt, a capo delle Gallerie degli Uffizi dal novembre 2015 e giunto a scadenza del secondo mandato, che qualche giorno fa, in una intervista al Corriere Fiorentino, non ha certo usato versi da dolce stil novo per commentare lo stato in cui versa il capoluogo toscano e la condizione delle istituzioni museali.

Eike Schmidt

Se la città è sporca e insicura, preda di un turismo «Mordi e sfuggi», sul versante culturale il quadro non è affatto felice. Commentando l’importanza di valorizzare la produzione artistica contemporanea anche per la città culla del Rinascimento, Schmidt ha definito programmazione del Museo Novecento come «Una politica costosa e sbagliata. Vengono portati artisti affermati, attraverso le grandi gallerie internazionali. Invece Firenze, come negli anni ‘70, dovrebbe fare da centro di produzione». «Il Museo Novecento, in genere, porta nomi già affermati. E poi non ho capito con che criterio opera una selezione dei nomi, mi pare casuale», ha continuato Schmidt, chiamando dunque in causa l’Associazione Mus.e, che cura il patrimonio dei Musei Civici Fiorentini, e pur senza citarlo direttamente il direttore del Museo situato negli spazi dell’antico Spedale delle Leopoldine, in Piazza Santa Maria Novella, sparando un po’ nel mucchio ma andando a colpire nel portafogli: «Poi lì c’è un altro scandalo: il direttore di uno dei musei meno visitati a Firenze prende 120 mila euro (è il secondo direttore di museo più pagato in Italia, il primo è proprio Eike Schmidt, 145mila euro lordi l’anno, ndr) e chi lavora con lui 5 euro l’ora».

Sergio Risaliti

Dunque, dall’altro lato, troviamo Sergio Risaliti, che ha risposto per le rime dalle pagine della Repubblica: «Se vuole fare politica si dimetta, ma se la sua avventura inizia gettando fango sui colleghi, rischia di far peggio dell’alluvione». Si tratta dunque di preparazione alla campagna elettorale? Nel 2024 a Firenze si terranno le elezioni amministrative e Dario Nardella, arrivato al secondo mandato, non potrà ripresentarsi. I candidati del centrodestra e centrosinistra non sono ancora stati resi noti ma è stato lo stesso Schmidt, nella sua intervista della discordia al Corriere Fiorentino, ad alludere, nemmeno troppo velatamente, a una sua corsa a Palazzo Vecchio. Ma non nello stile di Nardella contro gli ambientalisti, visto che Schmidt sarebbe in area Fratelli d’Italia. Dal canto suo, Risaliti, presenza gradita all’attuale amministrazione comunale, avrebbe avanzato anche la candidatura per gli Uffizi, succedendo dunque proprio a Schmidt.

Schmidt vs Risaliti: l’appello del mondo dell’arte e della cultura

Come era prevedibile, il fuoco della querelle è divampato in città e sulla questione sono intervenuti artisti, intellettuali, critici e storici dell’arte, firmatari di una lettera di supporto a favore di Risaliti, che riceviamo e pubblichiamo integralmente.

«In merito all’ intervista di Chiara Dino a Eike Schmidt, pubblicata nel «Corriere fiorentino» del 14 settembre scorso, in qualità di artisti, intellettuali, critici e storici dell’arte, ma anche di semplici cittadini, vogliamo esprimere il nostro disagio riguardo a quanto il direttore delle Gallerie degli Uffizi, sul quale circolano le voci di possibile candidatura a sindaco proposto da FdI, ha formulato nei confronti del direttore del Museo Novecento, Sergio Risaliti.

Precisiamo che la nostra lettera non vuole essere una difesa di Risaliti, il quale ha già replicato a Schmidt nell’intervista di Elisabetta Berti su «La Repubblica» del 15 settembre. La disputa è solo uno spunto, seppur serio, per un appello che – ci teniamo a sottolinearlo – non è il frutto di uno schieramento politico, è indipendente dalle contrapposizioni dei partiti, ma esprime la necessità di riportare il dibattito culturale di una città come Firenze su un altro piano e un tono diverso da quello da social network al quale siamo stati abituati negli ultimi anni.

Nel suo attacco a Risaliti, Schmidt ha di fatto formulato, con la scusa di avere a cuore gli indirizzi dell’arte contemporanea in città, un attacco allo schieramento politico di Dario Nardella, che lo ha però portato a affermazioni che molto sorprendono da parte di un rappresentante di una istituzione del ministero. Infatti, prima di lanciarsi in campagna elettorale, Schmidt dovrebbe forse aspettare di lasciare il suo mandato di direttore di un museo pubblico, alla cui direzione è peraltro giunto grazie al ministro del governo precedente, Dario Franceschini (oltre a esser stato riconfermato nel 2022 per il secondo mandato, presidente del FEC, Fondo Edifici di Culto, con un incarico retribuito dal Ministero degli Interni). E a questo punto, ci chiediamo se, dato lo spirito italico vigente, potrebbe mutare il suo nome in Italo Svevo (il cui nome era Aron Hector Schmitz).

Tornando all’intervista, molto stupisce leggere che Schmidt, senza esser stato invitato a farlo, abbia disquisito su quanto il direttore del Museo Novecento prenda come stipendio. Giudicare lo stipendio di un collega, è qualcosa che, in uno stato dignitoso, prevederebbe il richiamo del Ministro dei beni culturali.

Vi sono poi affermazioni quantomeno curiose sul piano ‘scientifico culturale’. Nel paragonare l’attività del museo Novecento a Palazzo Strozzi, Schmidt accusa Risaliti di organizzare mostre blockbuster (ci chiediamo se ritenga Giulio Paolini o Cecily Brown – per citare due nomi di generazioni diverse – artisti che rientrino in questa categoria); la giornalista replica allora ricordando a Schmidt che è semmai palazzo Strozzi a puntare su grandi nomi. A quel punto il direttore risponde che nello spazio della Strozzina si fanno, però, «mostre di ricerca». Ci chiediamo allora da quanti anni Eike Schmidt non metta piede alla Strozzina, poiché dalla partenza di Franziska Nori nel 2014, quegli spazi accolgono perlopiù prolungamenti della mostra che si tiene al piano superiore.

Ricordiamo invece al direttore degli Uffizi che l’attività di Risaliti nel museo annovera progetti che prevedono sempre in contemporaneo proposte diverse: esposizioni di artisti della collezione permanente del museo, quella di Alberto Della Ragione (Mario Mafai, Filippo De Pisis, Lucio Fontana etc….). Collezione che forse Schmidt poco ricorda nella sua ricchezza, se afferma che le uniche opere d’arte del Novecento a Firenze si possono vedere solo nel museo privato di Roberto Casamonti. Gli artisti del Novecento sono spesso occasione di confronto con artisti dell’oggi, di generazioni differenti, come nel caso, per De Pisis, di Giulio Paolini e Luca Vitone. Vi sono poi le mostre di artisti del XX secolo, come è nella missione del museo, quali Piero Manzoni, Emilio Vedova, Vincenzo Agnetti o Fabio Mauri o iniziative attente alle presenze nel territorio, quali Maurizio Nannucci, Marco Bagnoli, Remo Salvadori, Paolo Parisi, Riccardo Guarneri, Massimo Nannucci, Francesca Banchelli, Emanuele Becheri, Giulia Cenci, Vinicio Berti, Francesco Carone, Paolo Masi; mostre di artisti stranieri celebri, ma non certo block buster, da Josè Davila a Ulla Von Brandemburg, da McArthur Binion a Allan Kaprov e tantissime giovani proposte, da Rebecca Moccia a Elena Mazzi, oltre a uno sguardo sul mondo dell’architettura ( da Leonardo Ricci a Michele de Lucchi, da Mario Cucinella a Adolfo Natalini etc..). Basta d’altronde consultare il sito del museo, dove è anche documentata l’attività di conferenze, convegni e proiezioni di film che il museo svolge. Il tutto con risorse provenienti in gran parte da fundraising.

In conclusione, al di là di queste pur necessarie puntualizzazioni e senza entrare qui invece nel merito dell’operato di Eike Schmidt, auspichiamo che Firenze ritrovi la dignità di dibattito culturale andato smarrito nelle sedi specifiche, coinvolgendo anche le istituzioni universitarie tanto denigrate dalla nuova concezione del museo-azienda. La presente lettera muove dal desiderio di uscire da una logica di opposizione e di concorrenza a colpi bassi fra le istituzioni culturali cittadine, che dovrebbero invece lavorare insieme per rendere più alto e complesso il livello di una città ormai solo dominata dai turisti. E, proprio in questo lavoro comune, renderla più vivibile.

In ordine alfabetico:

Margherita Abbozzo, artista, storica dell’arte e docente
Mara Amorevoli, giornalista
Franco Ancillotti, architetto
Laura Andreini, architetto e docente della Facoltà di Architettura di Firenze
Marcella Anglani, storica dell’arte e docente Accademia di Belle Arti di Firenze
Francesca Banchelli, artista
Marco Bazzini, storico e critico d’arte
Chiara Bettazzi, artista
Domenico Bianchi, artista
David Bianco, storico dell’arte e docente Accademia di Belle Arti di Firenze
Lorenzo Bruni, storico dell’arte, curatore e docente Accademia di Belle Arti di Firenze
Serena Burgisser, Project Manager European University Institute, Firenze
Christian Caliandro, storico dell’arte e docente Accademia di Belle Arti di Firenze
Marcella Cangioli, storica dell’arte e presidente Associazione Città Nascosta, Firenze
Silvia Cangioli, storica dell’arte
Francesco Carone, artista
Laura Cherubini, storica dell’arte e docente Accademia di Belle Arti di Brera, Milano
Saretto Cincinelli, curatore
Guido Ciompi, architetto
Massimo Ceccherini, imprenditore
Tommaso Casini, storico dell’arte e docente alla Università IULM, Milano
Serena Conti, artista e vide direttrice Accademia di Belle Arti di Firenze
Bettina Della Casa, direttrice Fondazione Paolini e curatrice
Daniela De Lorenzo, artista
Ilaria Della Monica, storica dell’arte
Luca Dini, presidente Fabbrica Europa
Giacinto Di Pietrantonio, critico, curatore e docente Accademia di Belle Arti di Brera
Carlo Falciani, storico dell’arte, curatore e docente Accademia di Belle Arti di Firenze
Raffaella Fanfani, architetto
Tiziana Frescobaldi, collezionista
Letizia Fuochi, cantautrice e storica
Alessandra Galletta, autrice e regista
Giulia Gueci, storica dell’arte e docente
Giovanni Iovane, storico dell’arte e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano
Stefano Karadjov, direttore Fondazione Musei Brescia
Nicoletta Leonardi, storica dell’arte e docente Accademia di Belle Arti di Brera di Milano
Sylvie Levantal, storica dell’arte, Associazione Città Nascosta, Firenze
Laura Lombardi, storica dell’arte, docente Accademia di Belle Arti di Firenze, giornalista
Lucia Mannini, storica dell’arte, curatrice e docente Accademia di Belle Arti di Firenze
Max Mondini, artista
Sandro Mussida, artista e curatore
Massimo Nannucci, artista
Arabella Natalini, storica dell’arte
Paola Nicita, storica dell’arte e docente
Giancarlo Norese, artista e docente Accademia di Belle Arti di Firenze
Marco Paoli, fotografo
Giulio Paolini, artista
Paolo Parisi, artista e docente Accademia di Belle Arti di Firenze
pantani-surace, artisti e docenti Accademia di Belle Arti di Firenze
Alberto Pecci, imprenditore e collezionista
Alessandra Pecci, archeologa
Giovanna Pecci, architetto
Roberta Pecci, imprenditrice
Sibilla Pierallini, archeologa e docente
Susanna Ragionieri, storica dell’arte e docente Accademia di Belle Arti di Firenze
Olivia Salvadori, artista e curatrice
Paola Salvadori, collezionista
Rebecca Salvadori, artista e curatrice
Riccardo Sandiford, musicista
Giandomenico Semeraro, storico dell’arte e docente Accademia di Belle Arti di Firenze
Emanuela Sesti, storica dell’arte
Bruna Maria Tomasello, storica dell’arte
Cristiana Vannini, architetto
Giorgio Van Straten, scrittore
Stefano Velotti, filosofo e docente all’ Università della Sapienza di Roma
Luca Vitone, artista e docente
Regan Wheat, artista e docente

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