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A Roma prende forma un nuovo intervento di rigenerazione urbana che mette al centro il rapporto tra spazio pubblico, architettura e paesaggio. Il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo ha avviato il cantiere per la trasformazione di Piazza Alighiero Boetti, destinata a diventare, entro l’estate, un’area a prevalenza verde, accessibile e integrata nella vita del quartiere Flaminio. Il progetto, firmato dal paesaggista Bas Smets, si inserisce nell’ambito del più ampio masterplan Grande MAXXI, che prevede interventi di ampliamento e riqualificazione dell’intero comparto museale. La presentazione pubblica è prevista per il 17 marzo alle ore 18, presso l’Auditorium del museo, occasione in cui verranno illustrati anche altri interventi in corso nell’area.

Bas Smets, classe 1975, è un architetto paesaggista belga tra le figure più rilevanti della scena contemporanea. Con una formazione che integra architettura, ingegneria civile e landscape design, ha fondato nel 2007 a Bruxelles il suo studio, con cui ha realizzato oltre 50 progetti a livello internazionale, tra cui il Parc des Ateliers ad Arles, il parco Thurn & Taxis a Bruxelles e interventi urbani a Parigi, Londra e Tirana. Nel 2022 ha vinto il concorso per la riqualificazione dello spazio pubblico attorno alla cattedrale di Notre Dame a Parigi. La sua ricerca si concentra sul ruolo del paesaggio come infrastruttura ambientale in grado di generare microclimi mitigati, contribueno alla transizione ecologica delle città.
Il suo nuovo progetto riguarda uno degli spazi più frequentati del complesso museale progettato da Zaha Hadid e si configura come una riconversione ambientale che riduce la superficie pavimentata a favore di un sistema vegetale articolato. La nuova piazza vedrà infatti triplicare le aree verdi attraverso l’introduzione di alberi, arbusti e specie erbacee, con l’obiettivo di migliorare il microclima e rendere lo spazio più fruibile durante tutto l’anno.
Il disegno paesaggistico prevede l’inserimento di essenze tipiche della macchia mediterranea, tra cui lecci, corbezzoli, mirti e aceri, accanto a elementi già presenti e caratterizzanti, come il grande tiglio. Gli alberi si concentreranno in particolare lungo il fronte di via Guido Reni, contribuendo a ridefinire l’ingresso al museo, mentre verso via Masaccio verrà ricostruito il filare di pioppi previsto nel progetto originario di Hadid. Alcuni elementi, come le jacarande e il pino d’Aleppo, introducono variazioni cromatiche e stagionali che accompagnano la trasformazione dello spazio nel corso dell’anno.

Al centro della piazza resterà un’area più aperta, pensata come luogo di aggregazione e dispositivo flessibile per eventi, installazioni e attività pubbliche. La configurazione complessiva mira a mantenere la continuità con le linee fluide dell’architettura esistente, ammorbidendone la percezione attraverso l’inserimento del verde.
La piazza si configurerà come un’infrastruttura ecologica oltre che culturale: le nuove alberature contribuiranno infatti alla mitigazione delle isole di calore, al miglioramento della qualità dell’aria e alla regolazione delle condizioni climatiche locali.
La presentazione del progetto sarà anche l’occasione per delineare un quadro più ampio degli interventi che interessano il quartiere Flaminio. Tra questi, la riqualificazione dell’Ala Cosenza della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea affidata a Mario Botta e il progetto di rigenerazione delle aree esterne dell’Auditorium Parco della Musica, illustrato dallo studio Alvisi Kirimoto.








