29 agosto 2003

fino al 30.IV.2004 Le Opere e i Giorni 2 – Il precetto Padula (sa), Certosa di San Lorenzo

 
La più imponente estemporanea italiana si rimette in moto a Padula, in Campania. Con una nuova sezione dedicata all'architettura dei giardini. Antico e contemporaneo convivono e si ravvivano nell'orchestrazione di Achille Bonito Oliva. Nelle celle di una certosa che diverrà centro d’arte contemporanea…

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Padula apre i cancelli della certosa di San Lorenzo per il triennale work in progress ideato e curato da Achille Bonito Oliva, inserito nel progetto degli “Annali delle Arti“, dedicato al tema dell’incertezza.
È il Precetto (dopo il Verbo, tema-guida del 2002 e prima della Vanitas, del 2004) “mente, principio e fine di ogni cosa, forza creatrice” ad affiancare la regola, “cardini ineluttabili per accedere a una visione del mondo spirituale e artistica” (A.B.O.). 35 gli artisti del 2003: Mario Airò, Maja Bajevic, Nanni Balestrini, Per Barclay, Massimo Bartolini, Betty Bee, Alfonso Benadduce, Francesca Cutolo e Benedetta Jacovoni, Carlo Benvenuto, Antonio Caggiano, Sandro Chia, Nicola De Maria, Jan Fabre, Gianandrea Gazzola, Pia Gazzola, Robert Gligorov, Mimmo Jodice, Mark Kostabi, Myriam La Plante, Amedeo Sandro Chia Martegani, Hidetoshi Nagasawa, Raffaella Nappo, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Toni Servillo, Perino & Vele, Michelangelo Pistoletto, Alfredo Pirri, Franco Scognamiglio, Lorenzo Scotto Di Luzio, Elisa Sighicelli, Marianna Troise, Giuseppe Zevola, Natalino Zullo. “Ortus Artis“, nei giardini del monastero, è la sezione dedicata all’architettura del paesaggio (coordinata dallo Studio eu di Berlino e dalla Soprintendenza di Salerno e Avellino e gemellata al Festival Internazionale des Jardins de Metis del Quebec) reinterpreta l’ideale mistico nella “ricostruzione del rapporto arte-natura” (M. G. Sessa, Direttore della Certosa).
“Matrimoni morganatici” tra teatro, musica, danza, poesia, arti visive, tra mostri sacri e giovane arte. Le sagome di scarpe piantate in equilibrio sui muri perimetrali della cella 15 da Paladino e l’inquietante “Sarcofago Conditus ” del belga Fabre, il quadro specchiante di Pistoletto nella Cappella dei morti, i 6 mosaici di Chia nella cella 14 e il wall drawing di De Maria nella 21, convivono con i più giovani Airò (poetico, l’arcolbaleno proiettato nella cella 11) e Betty Bee (rosso-passione per un percorso accidentato e animato da rimandi erotici pompeiani nella cella 9). I preziosi “orci” bifronti in ceramica policroma di Ontani (cella 3), precedono l’installazione di Zevola (cella 5), un’ingegnosa rivisitazione dal gusto post-moderno di arredi medievali narranti le vite parallele di San Bruno e Giordano Bruno, regola ed eccezione. Nei Forni, la scioccante installazione-performance della capitolin-canadese Laplante -tema la vivisezione- falsamente edulcorata da enigmatici cioccolatini. Preghiera, spiritualità, vitaMimmo Paladino e riti monastici in Gligorov (cella 7), Bajevic ( cella 24), nella Celebrazione di Jodice (cella 22), nelle 8 voci sussurranti dal sottosuolo di Martegnani (18), nelle 25 brandine di Perino & Vele, nei passi fragili di Pirri, nel dialogo muto della candela della Sighelli come nell’immaterialità dei materiali di Benvenuto, di Zullo, di G. Gazzola e nella struttura gonfiabile di Barclay, organizzazione o disorganizzazione dell’acqua in Scognamiglio e in Bartolini. Teatro, danza e musica nell’azione pensata dalla Troise, nell’estasi scenica mimata dal corpo nudo della Cutolo.
Su tutto, la carica istrionica e pungente di A.B.O.: “…il risveglio della regione genera mostre” e “non effimere…” (molte opere rimarranno in comodato) “…di quelle opere che si possono vedere dalla Biennale di Venezia in su…“. A conclusione, un lancio di messaggi, reliquie di tempo, affidati a piccioni viaggiatori da Pia Gazzola. E del senso del tempo la Certosa diviene luogo prediletto, in equilibrio tra memoria storica e contemporaneo. Carica di quiete, utile per pensare o non pensare, è un’opera nell’opera.

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giusy caroppo
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Le Opere e i Giorni 2 – Il precetto
Certosa di San Lorenzo – Padula (Salerno)
Ideazione e cura di Achille Bonito Oliva
fino al 30 aprile 2004
Ortus Artis coordinata dallo Studio Eu di Berlino
Coordinamento generale. Maria Giovanna Sessa (Dir. della Certosa) e Mina Guglielmini Felici.

Orari e ingresso mostra: ore 9.00–20.00 tutti i giorni,ingresso libero, a richiesta con visita guidata. Ingresso Certosa: 4EURO
Video documentario di Pappi Corsicato; fotografie di Giulio Buono – Studio Blu,Torino
Catalogo: pubblicazione nel 2004 al termine del triennio, a cura di Achille Bonito Oliva.
Informazioni al pubblico: Certosa di Padula tel. 0975.77745; Soprintendenza di Salerno tel. 089.2573217
Uffici Stampa: Irma Bianchi Comunicazione; info@irmabianchi.it ; tel. 02/89404694
Soprintendenza di Salerno: Michele Faiella tel. 089.2573217 fax 089.251727.
Promosso e organizzato da: Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di Salerno e Avellino.
Con il contributo di: Unione Europea (fondi FESR 2000/2006); Regione Campania; Provincia di Salerno. Con il patrocinio di: Comunità Montana di Vallo di Diano; Comune di Padula.
Come si arriva: La Certosa è situata a 104 km a sud di Salerno, vi si arriva con l’Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscendo alla stazione di Padula – Buonabitacolo, distante circa 8 km.


[exibart]

6 Commenti

  1. Ma avete contato quante cose in Campania succedono per volere di Bonito Oliva? …poi sempre con i soliti maledettissimi nomi, ma c’è una pietra nel mondo dell’arte che si sposti senza il suo volere? Pesce a Fore a parte, s’intende…

  2. Io diffido, pur riconoscendo ad Achille Bonito Oliva una vasta competenza nel campo dell’arte ( è nativo di Caggiano in Provincia di Salerno, a pochi chilometri da Padula)di coloro che “creano” dei movimenti artistici. In questo modo i critici si sostituiscono agli artisti e non mi pare che sia un’operazione corretta.

  3. I critici che facciano il loro mestiere, gli artisti gia ci sono, anche troppi. Viene prima l’uovo o la gallina? Viene prima il critico o l’artista?
    Trovo difficile da digerire una persona che con i suoi problemi di vita tenta di voler fottere il mio lavoro, trovo quella persona senza rispetto, incapace di svolgere il suo lavoro. Se vuol cambiare mestiere, bene.
    Accetto tutti i consigli che questo mondo non mi da, ma una cosa è certa, vado per la mia strada, dove solo io riesco a percorrere.

    A presto,

  4. Dio mio questi sedicenti artisti…Dio mio! Da cosa è dato il limite che può essere travalicato solo dal genio indiscusso? Come si riconosce il genio indiscusso? Chi era Carmelo Bene? Era solo uno che esponeva nudità, che sputava, che diceva parolacce, o, invece, era ben altro? Io direi a questi giovani sedicenti artisti: ” Prima di esporre le vostre nudità, prima di sputare e dire parolacce, forse è meglio attendere il plauso e il riconoscimento del vostro valore artistico”.
    Ma veramente è sufficiente percorrere ottusamente un percorso senza tenere conto minimamente del giudizio di chi vi guarda?
    L’artista non è nessuno senza un pubblico.
    Questo è il vero gioco del teatro.
    Cercate di evitare di costruirvi addosso personaggi strani.
    Cercate di “essere” prima di tutto, e poi magari se siete bravi di giocare a fare gli strani.

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