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Al Teatro Romano di Verona Pasqua Vini rafforza la sua visione culturale unconventional
Progetti e iniziative
Che Pasqua Vini abbia costruito negli anni un’identità dichiaratamente unconventional emerge con chiarezza nella continuità con cui sceglie di investire nell’arte come parte strutturale del proprio posizionamento culturale, attraverso interventi che vanno oltre la semplice sponsorizzazione e si collocano in un dialogo diretto con i linguaggi contemporanei. Per il 2026, la decisione di sostenere l’Estate Teatrale Veronese si inserisce in questo percorso e assume un significato preciso se si guarda al luogo che ospita il progetto, il Teatro Romano di Verona, uno spazio in cui la dimensione archeologica e quella performativa convivono, rendendo evidente come la stratificazione storica possa diventare una componente attiva nella costruzione di nuove esperienze artistiche. Affacciato sull’Adige e integrato nel tessuto urbano, il Teatro Romano rappresenta uno dei punti più riconoscibili della cultura cittadina, e si presta a essere utilizzato come piattaforma per pratiche contemporanee che mettono in relazione teatro, performance e arti visive.

Come sottolinea il direttore artistico Fabrizio Arcuri, il festival si sviluppa proprio a partire da questa tensione tra memoria e sperimentazione: «Il centro di questa nuova stagione del Festival, dal nome (H)Earth of Glass, sarà l’indagine sulla terra come materia viva e fragile, paesaggio culturale e radice identitaria», con l’obiettivo di trasformare il Teatro Romano in «uno spazio ideale per sperimentare nuovi linguaggi» e in un «laboratorio aperto» capace di interrogare il presente. L’intervento di Pasqua Vini si colloca all’interno di un percorso avviato nel 2018, che nel corso di quasi un decennio ha visto la cantina impegnata in un’attività continuativa di sostegno all’arte e alla cultura, con investimenti che raggiungono circa sette milioni di euro e con progetti sviluppati sia in Italia sia all’estero, spesso caratterizzati da un approccio immersivo e da una forte componente esperienziale. Il motto “House of the Unconventional” sintetizza questa impostazione, che prende forma attraverso collaborazioni con artisti contemporanei e attraverso format capaci di mettere in relazione il mondo del vino con quello dell’arte.

In questo contesto si inserisce anche la quinta edizione di Hey French: You Could Have Made This But You Didn’t, progetto che rappresenta una delle espressioni più evidenti della strategia della cantina, sia per la scelta del blend multivintage, tecnica ancora poco diffusa per vini fermi in Italia, sia per il posizionamento esplicitamente provocatorio, che richiama e sfida apertamente la tradizione francese. Come evidenzia Riccardo Pasqua, si tratta di «un passo ulteriore nel percorso di innovazione», in cui le diverse annate «dialogano tra loro, si completano e si rafforzano, dando vita a un’espressione unica e contemporanea». Importantissima in questo senso, la collaborazione con l’artista CB HOYO, autore dell’etichetta e di un intervento site specific installato sul Teatro Romano, pensato per entrare in relazione con il pubblico e per incentivare la partecipazione agli eventi teatrali attraverso un linguaggio visivo diretto.
Parallelamente, l’attività della cantina si estende anche a livello internazionale, come dimostra il sostegno a progetti espositivi presso la Saatchi Gallery, mantenendo al tempo stesso Verona come centro di riferimento per lo sviluppo delle iniziative culturali. Il sostegno all’Estate Teatrale Veronese conferma una linea di intervento che unisce investimento economico e attenzione ai processi creativi, con un modello di mecenatismo orientato alla produzione di contenuti artistici e alla valorizzazione del territorio. A questo punto, pare non resti altro che attendere la nuova stagione teatrale alle porte, e godersela, accompagnandola con un buon bicchiere di vino!













