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Art in Transition, al MAMbo chiude un anno di lavoro tra pratiche artistiche e nuove tecnologie
Progetti e iniziative
di redazione
Si apre oggi al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna l’evento conclusivo di ART.it – Art in Transition, progetto promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR e dedicato alle istituzioni AFAM. In programma dal 27 al 29 marzo 2026, l’appuntamento restituisce al pubblico gli esiti di un percorso durato oltre un anno, tra formazione, ricerca e produzione artistica, proponendosi come momento di sintesi e rilancio, più che di presentazione di risultati definitivi. Al centro, una riflessione sulle relazioni tra arte, sostenibilità ambientale e innovazione digitale, articolata lungo quattro assi: ambiente, inclusione, rigenerazione e tecnologie.

Ideato da Cristina Francucci e sviluppato sotto la responsabilità scientifica di Maria Rita Bentini, il progetto si è sviluppato con il supporto di un gruppo di lavoro guidato dai docenti Daniele Campagnoli, Ilaria Del Gaudio e Marinella Paderni (Accademia di Belle Arti di Bologna), Marco Lo Curzio e Ambra Stazzone (Accademia di Belle Arti di Catania), Silvia Naddeo (Accademia di Belle Arti di Ravenna), Francesco Spampinato e Valentina Rossi (Alma Mater Studiorum – Università di Bologna), Laura Melosi, Fabio Curzi e Sara Gallegati (Università degli Studi di Macerata).

A dare avvio al programma, l’installazione ambientale nel foyer del museo, concepita da studentesse e studenti come dispositivo di restituzione dell’esperienza. Nell’opera sono confluiti materiali video, sonori e documentali provenienti da un archivio condiviso e rielaborato con il contributo della sound artist Paola Samoggia. Ne emerge un ambiente sensoriale e processuale che intreccia le esperienze delle residenze internazionali con le dinamiche interne al gruppo, restituendo un percorso di ricerca non lineare, aperto a deviazioni e riscritture.

A seguire, l’anteprima mondiale al DAMSLab del film Precarious life (2026) di Lucy + Jorge Orta, realizzato durante la residenza presso lo Studio Orta Les Moulins. Il lavoro si inserisce nella lunga ricerca del duo sui temi della vulnerabilità, della comunità e della sopravvivenza, affrontati attraverso una serie di azioni performative che mettono in scena il conflitto e i suoi possibili esiti riparativi. Il titolo richiama il saggio di Judith Butler, evocando la precarietà come condizione condivisa e politicamente determinata. Alla proiezione saranno presenti artisti, con un intervento del regista David Bickerstaff.

Accanto alla dimensione espositiva e filmica, l’evento propone un momento di confronto pubblico con la presentazione del progetto e dei suoi sviluppi futuri. In questa occasione saranno introdotti il sito web artintransition.art, concepito come archivio dinamico e navigabile, e tre pubblicazioni che documentano il lavoro svolto. Il portale digitale traduce il metodo del progetto in una struttura aperta, in cui le residenze diventano “isole” di un arcipelago e i materiali – diari, immagini, contributi teorici – si organizzano in una rete di relazioni. Una sezione sperimentale integra inoltre un sistema di intelligenza artificiale pensato come strumento di mediazione culturale.

Le pubblicazioni accompagnano questo processo da prospettive diverse: il catalogo generale ricostruisce il progetto nel suo insieme, affiancando contributi teorici e artistici; un secondo volume approfondisce il rapporto tra arte e materia, tra restauro e contemporaneità; il terzo, concepito come “non-libro”, raccoglie invece i materiali prodotti dagli studenti, articolandosi in una forma editoriale aperta e modulare.












