13 novembre 2020

C’è un robot Boston Dynamics nel cantiere edile di Foster + Partners

di

Spot, il robot di Boston Dynamics, è stato messo alla prova da Foster + Partners, per dare una mano – anzi quattro – al cantiere edile del Battersea Roof Gardens di Londra

Il suo corpo è giallo e affusolato, le quattro zampe sono nere. Non è velocissimo, raggiunge la velocità massima di 1,6 metri al secondo e non si può dire che sia particolarmente agile o aggraziato ma riesce a superare anche ostacoli impegnativi, perché ha un “carattere” molto tenace. Già, le azioni compiute da Spot, il robot canide sviluppato da Boston Dynamics, sembrano essere animate da una volontà precisa: sarà estranea a quel corpo apparentemente così freddo? Oppure c’è qualcosa, tra gli ingranaggi e i sensori? Ma bando alle questioni di spirito macchina, per il momento la società di ingegneria e robotica fondata da Marc Raibert nel 1992 e acquisita da Google nel 2013, è più interessata alla vita reale, concreta. Per esempio, come se la caverebbe il nostro amico metallizzato in un ambiente veramente ostile? Intendiamoci, non ostile nel senso di un campo di battaglia. Per quella situazione, Boston Dynamics ha sviluppato un altro prodotto, BigDog. Un po’ più grande, un po’ più veloce, un po’ più forte, per trasportare equipaggiamento militare sui campi minati. Cattivissimo. Se Spot vi sembra freddino, BigDog è più che glaciale. Insomma, come lascia intendere il nome, il piccolo Spot è di tutt’altra pasta, vorrebbe ricordare più Pluto che il Commissario Rex e, per metterlo alla prova del lavoro quotidiano, oltre che in contatto con operai, ingegneri e architetti – e non ruvidi marines – Boston Dynamics ha stretto una partnership con Foster + Partners.

La firm di archistar, che lavora in grandi cantieri edili di ogni tipo e in tutto il mondo, ha usato il robot per svolgere alcuni compiti durante la costruzione del Battersea Roof Gardens, l’avveniristica terrazza panoramica nel cuore della city di Londra, affacciata sul Tamigi e sulla iconica Battersea Power Station. Come è andata?

«La capacità di Spot di completare senza sforzo operazioni di routine, in un ambiente in continua evoluzione, è stata preziosa non solo in termini di efficacia ma anche per la grande quantità di dati di alta qualità raccolti. Attraverso questo processo, abbiamo sviluppato una sequenza di azioni che possono aiutarci a monitorare l’avanzamento del progetto. Ciò potrebbe comportare un risparmio sia in termini di tempo che di denaro. Ciò che ha reso l’adozione della tecnologia robotica Spot fattibile e fruttuosa è stato anche lo straordinario supporto ricevuto da Boston Dynamics durante tutto il processo e non vediamo l’ora di continuare il nostro lavoro con loro, per portare oltre i confini dell’innovazione nel settore delle costruzioni», ha dichiarato Martha Tsigkari, partner di Foster + Partners.

Per una intelligenza artificiale, infatti, non è semplice adattare il modello as-designed alla realtà dei fatti as-built. Una cosa è la teoria, la reazione “scriptata” in gergo, cioè già prevista in fase di scrittura del comando. Qualcosa di diverso è poi la pratica quotidiana, per esempio quella di un cantiere, una struttura spaziale complessa, in cui trovare riferimenti stabili è un’operazione che richiede calcoli continui e adattabili e risulta difficile anche per gli esseri umani, la cui elasticità mentale è proverbiale, oltre che fondamentale per la conservazione della specie. Una cosa è impostare il comando “Spot, go”, altra, per il nostro Spot, metterlo in pratica sul terreno accidentato. Ma al lavoro manuale, Spot è stato utile anche per raccogliere dati e informazioni preziosi da analizzare, per implementare la funzionalità di un cantiere. Insomma, tra le voci di spesa di una grande opera, inserire anche l’utilizzo di un robot potrebbe risultare alla fine molto utile.

«Eravamo entusiasti di vederlo in azione e ci è piaciuto avere Spot in loco», ha dichiarato Scott Grant, tra i responsabili del progetto della Battersea Power Station, accarezzando BigDog, seduto al suo fianco. Non è vero, BigDog non c’entra niente in questa collaborazione tra Foster + Partners e Boston Dynamcis ma la boutade era fin troppo facile.

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui