26 marzo 2026

Venice Gallery Weekend: la città si riattiva tra mostre, colazioni e case private

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Tre giorni, tre sestieri, una costellazione di gallerie: il Venice Gallery Weekend torna a mettere in rete la scena cittadina, tra nuove aperture e momenti informali

Reflections on Brancusi, 2026, © Gabriele Bortoluzzi. Courtesy of Negropontes.

A Venezia, torna la primavera e, con essa,  le grandi mostre – come quelle a Palazzo Grassi e Punta della Dogana – ma anche il Venice Gallery Weekend, ormai un appuntamento fisso in laguna e che quest’anno si svolgerà dal 27 al 29 marzo.

Quello proposto dalle gallerie partecipanti, non è però un semplice calendario di opening, ma un progetto che invita a muoversi in città seguendo traiettorie meno turistiche e più interne al tessuto locale. Il punto, in fondo, non è vedere tutto — impossibile — ma  insistere su una dimensione più frammentata e quotidiana rispetto alla vetrina-Biennale: una realtà fatta di spazi medi e piccoli, relazioni dirette e programmazioni spesso sperimentali.

Marie Denis, Divination: Fôret de Rouleaux, 2025, Mixed media, Variable dimensions, Courtesy Alberta Pane Gallery and the artist

Il primo giorno del Venice Gallery Weekend

Il weekend si apre venerdì 27 marzo nel segno delle inaugurazioni del tardo pomeriggio. Da Ncontemporary & Alessandro Casciaro Venice, Insurgent Bodies mette in dialogo Lisetta Carmi e Jürgen Klauke: due ricerche accomunate dall’idea del corpo come campo di tensione e come luogo in cui l’identità si costruisce. Nella stessa fascia oraria, Patricia Low Contemporary inaugura Cables of Cobwebs, una collettiva corale che attraversa sensibilità e linguaggi diversi.

Poco prima, dalle 16 alle 20, vale la pena passare da Marignana: qui l’opening di Subsidere, personale di Stefano Cescon a Marignana Project, diventa anche l’occasione per approfittare della visita guidata alla mostra Senza Bandiere V.3.0. Divide et impera del collettivo Opiemme (Marignana Arte). 

Galleria Alberta Pane, invece, è chiusa per ristrutturazione e riaprirà a maggio, ma per l’occasione la gallerista Alberta Pane apre su appuntamento le porte della propria abitazione dove sarà visibile una selezione di opere degli artisti della galleria e della sua collezione personale.

Stefano Cescon, Subsidere, 2026, installation view. Courtesy of Marignana Arte.

Il programma di sabato

Sabato 28 marzo il ritmo cambia: meno inaugurazioni e più momenti informali, quasi domestici, che a Venezia diventano parte integrante dell’esperienza. La giornata può cominciare con una deviazione inattesa da Victoria Miro Venice: Paesaggi interiori, meditazione guidata da Margherita Vio, si inserisce nella collettiva Looking Outwards to Look Inwards (Etel Adnan, Milton Avery, Ilse D’Hollander) e sposta l’attenzione dalla “visita” alla percezione, dal guardare al guardarsi. Subito dopo, da 193 Gallery, l’incontro con Yoann Estevenin prende la forma più locale possibile: spritz e tramezzini tra le opere di L’ora delle nuove storie, in un formato leggero che però spesso è quello in cui le conversazioni funzionano meglio.

La mattina prosegue con la colazione da Barbati Gallery, mentre La Galleria Dorothea van der Koelen propone un aperitivo con gli artisti per Forever fading, progetto di Carolin Liebl e Nikolas Schmid-Pfähler nel contesto di Ways of Hope. A metà giornata, da Galleria Michela Rizzo, c’è invece un light lunch con visita guidata insieme a Ludovico Bomben per Una figura continua a cercarmi.

Nel pomeriggio, da 10 & zero uno si svolge la presentazione del catalogo di Manipolazione di origine controllata di Roberto Amoroso, accompagnata da un testo critico di Carlo Sala. E la giornata si chiude a Murano, da Caterina Tognon Arte Contemporanea, con l’opening di Paolo Martinuzzi, un’avventura esemplare. Art brut a Murano negli anni ’70: un affondo storico che sposta lo sguardo dalla contemporaneità immediata a un capitolo laterale, ma decisivo, della scena locale.

Paolo Martinuzzi, Untitled, 1976, Unique piece, Blown-glass sheet, engraved with a diamond pen by the artist, support in wood and iron, 36 × 20 × 11 cm. Courtesy of Caterina Tognon.

E infine… la domenica

Domenica 29 marzo è la giornata delle aperture lunghe e delle colazioni, perfetta per recuperare ciò che si è perso e per attraversare la città senza la pressione dell’orario “da inaugurazione”. La mattina comincia da Galerie Negropontes con una colazione nella cornice della mostra Reflections on Brancusi. Poco dopo, Tommaso Calabro propone un’altra colazione, questa volta attorno a What we hold, what we lose di Ismaele Nones, mentre IKONA VENEZIA mantiene aperta fino a sera Archivio naturale di Filippo Romano, ideale da visitare senza fretta.

In parallelo, Marina Bastianello Gallery apre al pubblico Xilografie e un dipinto di Rosanna Rossi, e Beatrice Burati Anderson ospita la première del brano musicale NIEMAND IST NORMAL di Michael Anklin composta per la mostra di Andrea Pinchi Da Vicino. A mezzogiorno, infine, è previsto anche l’opening di Arcano 0 – THE FOOL / IL MATTO con una performance di lettura dei tarocchi.

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