02 marzo 2007

fino al 2.III.2007 Antony Gormley/ Oliviero Rainaldi Roma, Temple university

 
I lineamenti del corpo e della macchia espansa. Forme disciolte e citazione per Rainaldi. Gormley interpreta i linearismi come esperienza dello spazio. Il campo energetico della prospettiva e della linea organica...

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Oliviero Rainaldi (Caramanico terme, 1956) espone dei grandi pannelli di cartone accostati, dipinti con una tecnica mista che coinvolge strumenti pittorici e disegnativi. Figure nere dai contorni sfumati e strati osmotici di pittura dalla forte tensione astratta. Una potente raffigurazione dell’Ultima cena colta nei suoi accenti più inquietanti e oscuri, dove la definizione dei caratteri e delle fattezze si perde in sfumature nebulose. Appare quasi superfluo, in questo contesto incisivo e immediato di pure forme, attribuire alla figura di Cristo tratti definiti che rimandano all’iconografia tradizionale, e che sconfinano nella narrazione. A questa opera si aggiungono una serie di lavori sulla macchia ad acquerello, che con sicura naturalezza accennano la forma di volti e corpi. Intelligente e poeticamente evocativa questa mescolanza tra lo svolgimento organico del corpo con tutti i suoi atteggiamenti, tutte le sue posture, e lo spontaneo disporsi della macchia colorata. La carta non tesa poi, si increspa ai l ati propagando un senso naturale di energia, una vibrazione materica che purtroppo viene eccessivamente compressa dal vetro della cornice.
Tutt’altra la ricerca svolta da Antony Gormley (Londra, 1Un 950). Qui la referenzialità del corpo, presente nelle precedenti sculture e installazioni, viene messa da parte per uno studio più mirato sulle energie dinamiche del segno. Il foglio di carta diventa per lui un campo magnetico, in cui il segno si articola in più declinazioni, quasi elettrizzando lo svolgimento dello spazio. Fasci di linee a volte spezzate, a volte continue, giocano sulle istanze del movimento e della profondità. E si dispongono con coerenza. Astrazione razionale, meditata e cristallina che fugge da ogni soluzione ambigua. Astrazione che stempera gli aspetti più spiccatamente cerebrali nelle tensioni emotive. Torsioni, rarefazioni e segmentazioni, in profondità oppure in superficie. Un lavoro decisamente onesto e omogeneo, che analizza le possibilità della linea e della costruzione spaziale, pur non distaccandosi in modo eclatante da sperimentazioni già considerate e da ipotesi già ampiamente dibattute. Per i motivi argomentati, sia il lavoro di Gormley che quello di Rainaldi sembrano non avere, in questa occasione, la stessa forza e la stessa decisa intensità a cui ci avevano abituato le opere precedenti.

daniele fiacco
mostra visitata il 15 febbraio 2007


Antony Gormley/Oliviero Rainaldi – Body and mind, exlusively drawings
A cura di James Putnam – Temple university, Lungotevere Arnaldo da Brescia 15, Roma – Ingresso libero – Tel. 06 3202808 – www.temple.edu


[exibart]

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