04 dicembre 2002

fino al 7.XII.2002 Monitor – Shaghayegh Sharafi Roma, AOC

 
Un confronto tra materia e ricordo, tra l’inossidabile concretezza degli oggetti e l’instabilità della memoria. Installazione e video per raccontare la vita e il suo trascorrere. Con una delicata visione lirica...

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Osservando il moto di un fiume, Eraclito dice che tutto scorre, metaforizzando il passaggio dell’acqua con il continuo cambiamento in atto. Anche l’artista iraniana Shaghayegh Sharafi da sempre riflette sul tema dell’eterno fluire del tempo, contro cui ci assicuriamo con il ricordo. Il titolo della mostra da lei concepita per la rassegna Monitor…arriva la nuvola, madre se ne va…”, deriva proprio da un testo iraniano, familiare ai fanciulli e gli elementi in gioco, che potremmo definire oggetti d’affezione , raccontano del delicato passaggio dall’infanzia all’età adulta. Ancor prima di entrare, si ode lo scorrere di una fontana in cui guizzano pesci rossi, uno spettacolo che ha incantato ed incanterà i bambini di ieri e di oggi. Azzerata nella sua bidimensionalità e quindi priva di ombra, una piccola veste galleggia mentre aleggia in sottofondo un flebile lamento infantile. Ma, varcando la soglia della galleria, ritroviamo sulla parete la shagayegh sharafi, still da videoproiezione -in forma di schermo trapezoidale- del riflesso sull’acqua di quello stesso abitino, anche qui destinato a lottare per mantenere la sua identità, nonostante l’incresparsi delle onde che tendono a cancellarne il simulacro. Shaghayegh Sharafi invita lo spettatore ad osservare non la propria immagine, bensì una realtà che manifesta la persistenza del ricordo come unica ragione d’essere di un passato ormai svanito . Sulla parete opposta disegni e collages che ripetono il tema del vestito, rappresentato con contorni netti e definiti, al contrario della consistenza fluttuante della proiezione. Il colore è steso in maniera libera, spontanea. E libere sono anche le parole scritte qua e là ed in parte semicancellate, come per nascondere con pudore i propri pensieri più intimi.
Tutta la mostra è giocata su un contrasto: da una parte la materia, dimostrata dal vestito, tangibile reperto di un vissuto intimo e personale che testimonia un imprescindibile feticismo e desiderio di possesso insito in ognuno di noi. Dall’altra, l’astratto della memoria, immateriale come un video e come un riflesso sull’acqua, sempre a rischio di piombare nell’oblio.

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mostra vista il 3.XII.2002


Shaghayegh Sharafi “…arriva la nuvola, madre se ne va…” a cura di Maria Egizia Fiaschetti
AOC, via Flaminia 58, (Centro storico, Piazza del Popolo) 063200317, www.monitoronline.org , lun-sab 17-20


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