01 gennaio 1970

15 – 22 aprile 2014 Video d’artista in pizzeria e sculture al McDonald’s

 
Video d'artista in pizzeria e sculture al McDonald's
Con l'Extra DRY di Peep Hole e le opere di Patrick Tuttofuoco per la mostra Ambaradan di Studio Guenzani, l'arte incontra il fast food.
di Andrea Indiano

di

Alice Ronchi, Arabesco, still da video
DRY è un locale che fa ottime pizze in via Solferino a Milano e per questo ha scalato negli ultimi tempi la classifica dei posti migliori dove mangiare. Alla qualità del cibo (provata), DRY unisce anche la contemporaneità e lo stile dei locali, perfezionata in questi giorni da opere che i gestori, appassionati di arte, hanno deciso di ospitare con il progetto Extra Dry curato da niente meno che Peep-Hole. E infatti non si tratta per una volta di foto o pittura, il più delle volte di artisti fuori dal circuito galleristico e museale, bensì di video che, installati nei diversi ambienti in cui si articola il locale, sono visibili durante gli orari di apertura. Una rarità, quella della videoarte da mostrare in un locale al posto dei più usuali programmi sportivi, che aggiunge un altro motivo per cui andare da DRY (oltre alle pizze molto buone). Per il quinto appuntamento di Extra DRY, dal 15 aprile al 25 maggio 2014, Alice Ronchi presenta il video Arabesco. Se la videoarte in pizzeria non fosse abbastanza strana, ecco le sculture di Patrick Tuttofuoco al McDonald’s, che terminano il percorso espositivo della sua personale allo Studio Guenzani. Sulla qualità del cibo in questo caso si va per gusti, ma va dato atto al locale della multinazionale americana di essersi fatto coinvolgere in un progetto al di là delle sue usuali politiche di marketing, ospitando le sculture di Tuttofuoco ispirate alla facciata della Casa degli Omenoni, palazzo storico del centro di Milano. Le guglie del Duomo sulla sinistra, una scultura dentro il locale e anche il panino di McDonald’s ha tutto un altro sapore. Ma potete entrare anche senza ordinare.
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that’s contemporary mappa l’arte contemporanea a Milano dal 2011.
that’s contemporary è un progetto curatoriale in forma di agenzia di produzione.
that’s contemporary commissiona, produce e cura progetti a metà strada tra la pratica artistica e un uso creativo delle tecnologie e dei meccanismi della comunicazione.

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