03 giugno 2008

fino al 15.VI.2008 Canaletto e Bellotto Torino, Palazzo Bricherasio

 
Zio e nipote a confronto. Straordinari interpreti del vedutismo, per una mostra ricca di fascino. Dov'è possibile ammirare le opere dei due artisti. Lievi e dorate le atmosfere dell’uno, maestoso e monumentale l’altro...

di

Molte ne dipinse di quelle [vedute] di Venezia così diligentemente e al naturale eseguite che un gran intendimento ricercasi in chi vuole distinguerle da quelle dello zio”. Così scriveva nel 1753 Pietro Guarienti: lo zio è Antonio Canal, il celebre Canaletto (Venezia, 1697-1768), il nipote così abile nel riprodurne lo stile è Bernardo Bellotto (Venezia, 1722 – Varsavia, 1780).
Il rapporto stilistico fra Canaletto e Bellotto, per un certo periodo maestro e collaboratore di bottega, da sempre impegna la critica, che ricerca nelle loro opere differenze e affinità. Nella bottega dello zio Bellotto apprese il metodo e imparò l’uso della camera ottica, strumento indispensabile ai vedutisti, il cui utilizzo niente toglie alla loro poetica e abilità pittorica.
La mostra si apre con il confronto fra le grandi vedute veneziane di Canaletto, oggetto di studio per il giovane Bellotto, e le opere dell’allievo. Gli studi recenti evidenziano che, con l’eccezione di poche opere ancora di incerta attribuzione, fin dall’inizio vi sono differenze tra lo stile dello zio e quello del nipote. Le ombre di Bellotto sono scure e marcate, in Canaletto invece l’ombra “non incide mai come macchia, ma come cesura di vibranti effetti di luce” (Pallucchini); il nipote predilige i contrasti luminosi, le atmosfere di Canaletto si stemperano in un pulviscolo dorato; i minuscoli personaggi di Canaletto sono una folla indistinta che anima piazze e calli, le figure allungate di Bellotto hanno una loro identità.
Canaletto - Old Walton Bridge - olio su tela - Dulwich Picture Gallery, London
Le loro strade si dividono a metà degli anni ‘40: nel 1746 Canaletto va in Inghilterra; Bellotto parte da Venezia nella primavera del 1747 e non vi farà più ritorno: fu pittore di corte a Dresda, poi si trasferì a Varsavia. Da questo momento, il suo stile evolve in modo autonomo, sempre più distante da quello dello zio: il linguaggio è quello appreso nella sua bottega, la poetica è totalmente diversa. Alla grazia lieve delle vedute canalettiane sostituisce immagini evocative, con ombre dense che accentuano l’effetto drammatico (si osservino i capricci romani in mostra). Altro elemento di distinzione è l’interesse per la natura: nel Vecchio ponte sul Po a Torino, Bellotto indugia sui profili azzurri delle montagne, sulla campagna che si apre ai margini della città.
Canaletto a Londra è attratto dalla luce cristallina della campagna inglese (Warwick Castle, la facciata orientale dal cortile), le vedute che Bellotto dipinge a Dresda sono maestose e monumentali. Le architetture sono riprodotte con infinita precisione, il tratto è netto, l’attenzione si sposta sulle attività dell’uomo; non vi è più traccia della lieve atmosfera canalettiana, che sospendeva Venezia tra cielo e mare.
Bernardo Bellotto - Firenze. Veduta dell'Arno verso il Ponte alla Carraia - olio su tela - Fitzwilliam Museum, Cambridge
Se il visitatore, arrivato al termine della mostra, vorrà ripercorrere i propri passi e tornare all’inizio, potrà notare che questa diversa poetica è già presente nelle opere in cui Venezia è il modello per entrambi. L’acqua di Canaletto sembra attraversata dalla luce, è liquida, le atmosfere più trasparenti; Bellotto è nitido, “disegnato”, la luce è tagliente. L’incantevole città che si riflette nell’acqua, avvolta in un pulviscolo sottile, che parlerà prima a Turner e poi a Monet, è la Venezia di Canaletto.

articoli correlati
Canaletto, il trionfo della veduta
Bernardo Bellotto in mostra a Verona

antonella bicci
mostra visitata il 24 marzo 2008


dal 13 marzo al 15 giugno 2008
Canaletto e Bellotto. L’arte della veduta
a cura di Anna Bozena Kowalczyk
Fondazione Palazzo Bricherasio
Via Lagrange, 20 (centro storico) – 10123 Torino
Orario: lunedì ore 14.30-19.30; da martedì a domenica ore 9.30-19.30; giovedì e sabato ore 9.30-22.30 (la biglietteria chiude 30’ prima)
Ingresso: intero € 7,50; ridotto € 5,50/5
Catalogo Silvana
Info: tel. +39 0115711811; fax +39 0115711850; info@palazzobricherasio.it; www.palazzobricherasio.it

[exibart]

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui