11 novembre 2004

fino al 30.I.2005 Da Raffaello a Goya Torino, Palazzo Bricherasio

 
Alcuni di loro sono al debutto dopo il restauro. Un’occasione da non perdere per vedere alcuni capolavori dal Museo di Belle Arti di Budapest. Un percorso tra Cinquecento e Ottocento, tra volti del potere, leggiadre fanciulle e atteggiamenti “affettuosi”…

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Una magnifica carrellata di capolavori eseguiti da nomi come Raffaello, Dürer, Tiziano, Tintoretto, Van Dick, suddivisi per filoni tematici: dal Ritratto del committente ai Ritratti e pittura di genere passando attraverso gli atteggiamenti affettuosi di coppie, autoritratti, ideali di bellezza femminile e ritratti di corte.
Il Ritratto di Giovane di Raffaello, dipinto ad Urbino tra il 1504 e i 1506 accoglie il visitatore nello spazio dedicato all’immagine dell’individuo, facile divagare raffaello, ritratto di giovane confrontandolo con il dipinto dirimpettaio, Ritratto di uomo di Dürer. Da una parte un giovane ignoto (anche se conosciuto come il ritratto di Pietro Bembo oggi la critica rifiuta l’identificazione) sicuro del suo status e ruolo, elegante, sullo sfondo di un rasserenante paesaggio italiano, dall’altra un gentiluomo nordico, con una greve espressione sul viso, su sfondo neutro e luce da sinistra che rendono ancor più monumentale la sua figura e che dimostrano ancora una certa influenza stilistica tardo-gotica.
Magnifico il Ritratto della signora Manuele Camas y de la Heras-Bermudez eseguito da Goya. Una donna carica di vitalità, l’espressione volitiva di chi ha smesso per un attimo di cucire e dedicherà il suo sguardo al pittore che la ritrae. Il ricco abito alla Maria Antonietta e la voluminosa acconciatura alla Caramba ne esaltano la figura leggiadra che si staglia sul sfondo scuro.
I simboli di potere, classe, sono i protagonisti della sezione dedicata ai Sovrani, nobili e ritratti di corte, quattrocento anni di storia e diverse nazionalità: il ritratto di parata come fil rouge esaltare l’importanza sociale del committente. Ecco allora vesti magnifiche, sguardi alteri e pensosi, richiami a prodezze passate. Nel suo ritratto, ilDürer, ritratto di uomo doge Marcantonio Trevisani (dipinto da Tiziano), guarda fisso il fruitore che ne rimane impressionato e soggiogato, al contrario del doge Pietro Loredan (Tintoretto) che con la sua espressione turbata e stanca esprime spossatezza per la drammatica situazione della Repubblica durante il suo governo.
Nella sezione dedicata ai ritratti storici e allegorici colpisce il ritratto di Vittoria della Rovere di Matteo Rosselli che, leggera e composta, stringe a sé un cagnolino (simbolo di fedeltà) e una chiave (metafora di segretezza), mentre nel settore dedicato alle coppie il Ritratto di coniugi, ad opera di un giovane Anton Van Dyck, trasporta in una dimensione familiare di complicità e tenerezza.
L’esposizione chiude due fanciulle del veneziano Alessandro Longhi. L’esperto ritrattista veneziano seppe cogliere con vivacità e naturalezza i caratteri fisici e psicologici dei personaggi rappresentati, tanto che le due leggiadre giovinette (imago di donne più che ritratti di persone reali) diventano ancora più vezzose, per la cura dedicata alla definizione delle loro vestiti e degli accessori.

claudia pernumian
mostra visitata il 3 novembre 2004


Da Raffaello a Goya. Ritratti dal Museo di Belle Arti di Budapest
Torino, Palazzo Bricherasio – Via Lagrange 20, Torino,
Tel 011 57 11 811
Infoline 011 57 11 888
Dal 1 ottobre al 23 gennaio 2005
Orario di visita della mostra: lunedì: 14.30 – 19.30,
da martedì a domenica: 09.30 – 19.30
giovedì e sabato: 09.30 – 22.30
Circuito Ticketone: 02/39226,on line: http://www.ticketone.it
Catalogo Electa
www.palazzobricherasio.it


[exibart]

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