03 settembre 2003

fino al 6.I.2004 Bruno Munari/Luigi Veronesi – Tra fantasia e metodo Cavalese (tn), Centro Arte Contemporanea

 
Un accostamento inedito affianca l’ironia e la regola di due artisti differenti. Così si va dai dipinti all’illustrazione per l’infanzia, dal design industriale alla grafica editoriale, ad altro ancora…

di

Pressoché coetanei ed entrambi partecipi allo storico Movimento Arte Concreta, Munari (Milano, 1907-1998) e Veronesi (Milano, 1908-1998) ebbero innanzitutto in comune l’idea che l’arte, attraverso l’iterazione di più discipline, potesse portare a una sorta di democratizzazione della società, agendo sull’educazione quanto sul gusto, stimolando quel potente motore dell’individuo che è la curiosità. Un pensiero quindi permeato da un forte positivismo, così lontano dalla frammentazione individualista della contemporaneità artistica. Luigi Verones - Marionetta per L
E così, rinnovando quell’idea di totalità che fu propria della ricostruzione futurista dell’universo quanto del Bauhaus, i due, con diversi risultati, hanno esteso i confini dell’arte al design, alla grafica editoriale, alla fotografia, al cinema, alla musica, alle arti applicate, ai libri per l’infanzia e perfino alla didattica, vista non come integrazione all’attività artistica, ma come ulteriore possibilità di ricerca.
Bruno Munari è tra le due personalità sicuramente la più aperta alla sperimentazione e di conseguenza quella di più difficile collocazione, tant’è che dissero di lui “ognuno conosce un Munari diverso”. I suoi lavori, caratterizzati per lo più da una gioiosa ironia, sono ben documentati in mostra da una serie di exempla che ripercorrono la sua intera carriera. Si passa dalle macchine inutili di fine anni ’40 ai libri illeggibili degli anni ’50, dalle sculture da viaggio alle sperimentazioni sulla luce, dalle opere astratto-geometriche come i negativi-positivi alle sperimentazione xerografich, passando per gli oggetti industriali, i giocattoli, senza dimenticare la feconda produzione pittorica.
Luigi Veronesi rimane invece pittore anche quando si occupa d’altro. Il suo astrattismo, fattoBruno Munari - Figura futurista - 1931 di geometria e colore, metodo e regole (in primis la sezione aurea), caratterizza l’intera sua produzione, sia quando l’espressione sceglie tecniche tradizionali, sia quando si affida alla sperimentazione. Del Veronesi che tutti conosciamo è presente in mostra un nutrito gruppo di opere tra olii, tempere e collages. Parimenti ben documentata appare la sezione dedicata ai suoi lavori fotografici, i celebri fotogrammi, eseguiti a partire dal 1927 appoggiando direttamente gli oggetti sulla carta fotografica e prossimi ad analoghe sperimentazioni di Moholy-Nagy e Man Ray. Ma anche per Veronesi la parte forse più interessante (e sicuramente meno nota) dei lavori in mostra rimane quella della sua “extraterritorialità artistica”, fatta di grafica editoriale, pubblicità, arazzi, gioielli, ceramiche, marionette astratte ad altre curiose sperimentazioni.

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duccio dogheria
mostra visitata il 1 agosto 2003


Bruno Munari/Luigi Veronesi – Tra fantasia e metodo
mostra a cura di Orietta Berlanda e Claudio Cerritelli
Centro Arte Contemporanea, p.tta Rizzoli 1
T. 0462.235.416 / F. 0462.248.043
fino al 30 settebre mar_dom 16.00-20.00
dal 1° ottobre al 14 dicembre ven-sab-dom 15.00-19.00
dal 20 dicembre al 6 gennaio mar_dom 15.00-19.00
visite guidate ore 17.00
ingresso libero
catalogo Mazzotta
www.artecavalese.it
info@artecavalese.it


[exibart]

1 commento

  1. Un viaggio intenso nel mondo munariano, grazie anche alla passione per il racconto del suo caro amico e collezionista dr. Baccoli. Per come ho avuto modo di viverla la definisco un’esperienza unica nel suo genere.

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