30 ottobre 2003

fino al 18.I.2004 Henri Matisse – La luce dal nero Mogliano Veneto (tv), Centro Brolo

 
Un amore parallelo a quello per i colori. Il sentimento verso il nero che Matisse ha coltivato durante la sua esperienza artistica. Un percorso tra le sue opere più rappresentative in questo senso, è illuminante su quanto l’artista tenesse alla “sintesi di tutti i colori”…

di

Il giallo, il blu o il rosso hanno la pari dignità del nero. Questa potrebbe essere la frase emblematica con cui riassumere questa mostra. Una sintetica espressione per racchiudere le 80 opere esposte, donando ad ognuna di esse la medesima giusta dose di importanza, anche se eseguite con tecniche diverse.
L’analisi del lavoro a lato di quello pittorico di Henri Matisse, mostra come la ricerca sia stata parte integrante dell’artista. Si trovano opere grafiche che sondano i diversiMATISSE - Masque blanc su fond noir 1949-50 mezzi tecnici: litografia, incisioni su linoleum, acquetinte, i monotipi o la matita bianca su carta nera. Tutti lavori che in qualche modo tendono a rendere determinante sia l’importanza del segno, (marcato, chiuso in geometrie e poi aperto senza traiettoria, continuo e puro nella sua essenza) sia la capacità di emozionare del cupo e tragico nero, qui elevato a materia luminosa sulla quale perpetuare l’espressione (proprio come col foglio bianco). Di sicuro impatto le opere monotipo (dove si attua l’inversione di “campo” del bianco col nero: la piastra di rame viene imbrattata di inchiostro nero per poi essere segnata –non incisa- da un leggero tratto che esplode di bianco) del periodo 1913-17, come Nu à la bague (1914) o Jean de face ! (1915).
Anche le opere ad incisione su linoleum sembrano fornire gli elementi più distintivi di una strutturale analisi del contrasto chiaroscurale: Primavera e Nu à L’etoile (entrambi del 1938) evidenziano la potenza di luce del bianco sul nero pur riportando i disegni caratteristici dei colorati e accesi dipinti. La duttilità di materiale e l’agevoleMATISSE - Nu a la bague - 1914 possibilità di variazione del tratto (ora stretto, ora allargato a rendere plasticità) fanno di queste incisioni veri e propri “mezzi” per articolare la poetica “meditata” dell’artista. Ogni opera presenta una immediatezza lineare da far pensare a un veloce bozzetto, in realtà nasconde la più significativa caratteristica di approccio espressivo di Matisse: sono il frutto di una meticolosa analisi che poi sfocia nell’ “irrimediabilità” del segno.
Non sono ammesse correzioni: il bilanciamento di forma e struttura sottostanno a ferrei studi preparatori. Diventata oramai una vera tecnica (utile la proposizione del primo libro illustrato dall’artista Poèsies di Mallarmè –edito da Skira nel 1932-), l’evoluzione stilistica condurrà l’artista a integrare questa arte alle acquetinte (Masque blanc su fond noir, 1949-50), apice di questa ricerca. Un Matisse inedito, quindi, che grazie ala fruttuosa collaborazione con importanti enti come la Biblioteca Nazionale di Francia, il Pierre and Maria Gaetana Matisse Foundaqtion di New York e il Centre Georges MATISSE - Nu a letoile - 1938 Poumpidou, ha saputo delineare un percorso alternativo a quello meglio conosciuto del pittore.

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mostra visitata il 18 ottobre 2003


Henry Matisse-la luce dal nero, a cura di Casimiro De Crescenzo, Centro d’Arte e Cultura BROLO, via XXIV Maggio 13,15 Mogliano Veneto, Treviso. Dal 19.X.2003 al 18.I.2004.Orario: dalle 10.00 alle 19.00,tutti i giorni escluso il lunedì(chiuso il 25 dicembre e il 1 gennaio). Ingresso: intero 5 euro, risotto 3.Catalogo edito da Basilissa –Venezia. Info: tel. 041/5905115 Fax. 041/5905154. Sito internet. www.brolo.org mail cultura@comune.conegliano-veneto.tv.it

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