26 febbraio 2003

Arte e moda, si stringe il rapporto tra la Diesel e la galleria bolognese Mondobizzarro

 

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La moda non perde occasione per legarsi sempre più strettamente all’arte. La strategia è ormai da tempo svelata: nell’età in cui non si vende più il necessario ma l’accessorio, non esistono più bisogni ma desideri, la moda trova nell’arte un’inesauribile fonte per suffragare la produzione di modelli e stili di vita. In quest’ottica dev’essere letto il connubio instauratosi tra Diesel, nota multinazionale italiana della moda casual, e la galleria/libreria/rivisteria Mondo Bizzarro, originale spazio alternativo bolognese, notoriamente impegnato a promuovere artisti fuori del circuito della cossiddetta “arte ufficiale” e che per lo più lavorano in ambito new pop, al limite tra arte, fumetto e illustrazione.
Spesso definita come uncommercial art, il genere è di fatto piuttosto radicato in molte parti d’America, con gallerie e riviste di riferimento (es. Juxtapoz). Alcuni artisti? Mark Ryden, Coop, Shag, Fairey Shepard, ma anche gli italiani Bortolossi o Professor Bad Trip (alias Gianluca Lerici).
Con la sponsorizzazione di Diesel dunque, il 1° marzo inaugurerà presso la galleria bolognese, la personale della pittrice olandese Anya Janssen (n. 1962). Ma questo è solo l’inizio: la collaborazione tra Mondo Bizzarro e Diesel consentirà a maggio di realizzare a Los Angeles, presso la sede della La Luz de Jesus Gallery, forse la più nota galleria del movimento uncommercial, la collettiva dal nome The Italian Connection-selected works from Mondo Bizzarro.

A proposito di Diesel, vale forse la pena di farsi un giretto all’interno del sito (www.diesel.com), dove è da poco partita la nuova campagna promozionale internettiana “The global Diesel individuals market research“. Come al solito, al progetto web corrisponderà poi la campagna immagine per i nuovi prodotti dell’azienda. Dopo il pupazzone rosso punk che faceva il verso a McDonald e il finto portale no-global, stavolta tocca ad un virtuale centro di monitoraggio ed elaborazione dati sui comportamenti dei consumatori dei prodotti Diesel, praticamente schedati da microchip che si mostrano installati in ogni articolo. Come al solito nella perfetta strategia della pubblicità al contrario, Diesel stavolta punta il dito contro telecamere, sondaggi, microspie e linee adsl che puntano a tenere sott’occhio e controllare abitudini e comportamenti umani, infischiandosene di qualsiasi diritto alla privacy.

[exibart]

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