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L'artista si propone di captare segnali attraverso ricevitori radio ad onde corte, collegati ad un'antenna dipolo posta all'esterno della galleria, al fine di coinvolgere gli spettatori in un “rituale di connessione” con elementi impalpabili ma onnipresenti del nostro vivere quotidiano, le onde corte. L'artista si chiama
Pietro Riparbelli, gli spazi sono quelli della galleria Enrico Fornello di Prato, che con la performance
Music trom the Ionosphere si concentra sull'unicità ed irripetibilità del momento performativo: i segnali captati, infatti, non sono pre-registrati o creati ad hoc, ma risultano sempre diversi a seconda del luogo, del momento e delle condizioni specifiche della ionosfera in quel determinato punto. Un ambiente buio e spoglio, dove la postazione centrale del dj-performer e un videoproiettore attivo su una delle pareti laterali dello spazio costituiscono le uniche fonti di luce. Le proiezioni di immagini, prevalentemente buie e astratte - costituite da scatti presi col cellulare all'interno delle tasche dell'artista -, suggeriscono ulteriormente il collegamento con l'elemento “cosmico” della performance.