23 maggio 2008

Goldin inciampa su Verona. E salta la megamostra del Louvre…

 

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Marco GoldinLa mostra Il Louvre. Capolavori a Verona, in programma dal 19 settembre 2008 al 15 febbraio 2009 nel Palazzo della Gran Guardia a Verona, non potrà aver luogo“. Poche righe secche, e il grande sogno di vedere Leonardo, Raffaello, Rembrandt e compagnia bella nella città di Romeo e Giulietta svanisce d’improvviso, come nebbia al sole. Il motivo? Il grande museo francese, secondo quanto rende noto Linea d’Ombra che organizzava l’esposizione, non se l’è sentita di accordare i prestiti promessi “per mancanza del tempo necessario“. Salta così, con fragore, quella che si annunciava come una delle mostre-evento della prossima stagione. La colpa? Della burocrazia comunale. Affidabile e agile come un carrozzone. “A Verona – spiega Marco Goldin, produttore dell’evento appunto con Linea d’Ombra – non esiste, a differenza di Brescia e Torino, una Fondazione Musei che consenta di accorciare i tempi tecnici e giuridici e garantire l’arrivo, la sicurezza e la conservazione necessaria dei capolavori che avrebbero dovuto arrivare da Parigi“. Una condizione, però, nota anche prima…”Ma mi avevano garantito – chiosa Goldin, molto contrariato – che i problemi sarebbero stati risolti. Invece niente. È la prima volta che mi capita di scontrami con una burocrazia così lenta e inesorabile“. Le perdite sono da capogiro: 350mila euro già investiti in pubblicità sulla stampa locale e nazionale, migliaia di precataloghi patinati diffusi tra gli addetti ai lavori e di brochure allegate a settimanali e mensili, oltre 40mila prenotazioni in un mese e mezzo – con un ritmo di 1500 al giorno – che facevano intravedere per la mostra veronese il superamento dei record di visite registrate per Gauguin e Van Gogh a Brescia. Resta ora da vedere se questo flop pregiudicherà del tutto il rapporto di Goldin con la città di Verona, per la quale il critico d’arte aveva predisposto un programma quadriennale di grandi mostre: “Col sindaco parlerò martedì a bocce ferme. Valuteremo insieme cosa fare“. Sul banco, l’idea di sostituire questa mostra con un’altra in autunno. Ma comunque vada, per Verona resta una grande occasione perduta. E per il nostro Paese, una figuraccia che non sarà dimenticata molto presto. (elena percivaldi)

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6 Commenti

  1. Finalmente per Verona una buona notizia.
    (Addirittura si potrebbe parlare di colpo di fortuna,ma è meglio non esagerare).
    Accontentiamoci.

    giuliano perezzani
    sanguinetto

  2. Rispondo a Sofia.. “a bocce ferme” è un linguaggio figurato che deriva più dal gioco del biliardo, penso, che dal mondo dei bocciofili. L’espressione mi sembra si adegui molto bene alla situazione, che personalmente mi rammarica e non so come può essere considerata ( dall’altro commentatore ) una notizia entusiasmante per Verona. A meno che serva a smuoverla dal torpore. L’Italia stessa ne rishia la faccia. Mi spiace davvero per Goldin che ho potuto ascoltare, oltre che altre volte, pochi giorni fa a Cremona, nella commemorazione di Elda Fezzi, critica d’arte, scomparsa venti anni fa. Marco Goldin è un critico acuto e sensibile: ho fiducia che nella situazione stagnante delle trattative forzatamente sospese, riesca insieme al sindaco di Verona a proporre una via alternativa da percorrere.

  3. Evidentemente non basta un Goldin qualunque, che ha avuto la sua fortuna a treviso con la Cassa Marca e la Casa dei Carraresi, per costruire percorsi privilegiati con il Louvre…ci vuole molto di più.Da sempre fra Italia e Francia, sul fronte della collaborazione artistica, c’è stato un sospetto reciproco; i francesi, e come dare loro torto, preferiscono che i “loro” capolavori vengano visitati in Francia e non esportati. Poi, se noi ci aggiungiamo che per effetto di diatribe locali, in loco c’è anche chi rema contro….il piatto è servito.Tuttavia, il fatto in se è solo una benedizione perchè noi non possiamo pensare che l’Arte debba per forza essere un “affaire” e che solo le evoccazioni eclatanti siano in grado di tradurre in positivo la passività e la diffidenza dei veronesi nei confronti dell’arte e di più per quella contemporanea.Bisogna educare….! Prima di pensare ai grandi eventi internazionali sarebbe bene che l’Amministrazione cittadina, incominciasse dal basso, favorendo una presennza artistica costante sul territorio; favorenndo gli artisti con spazi adeguati e specializzati..solo allora , dopo un lungo percorso formativo ed informativo, possiamo insieme parrlare e proporre grandi eventi.Non dobbiamo pensare di stupire con grandi nomi ed assenza di proposta, dobbiamo partire dal basso e fare della città un vero distretto culturale; ma Mantova , Ferrara, Roovereto non insegnano proprio nulla ?.Buon viaggio sig. Goldin, Verona ha bisogno di altro, i contenitori ci sono, analizziamo insieme i contenuti. Fernanndo Rossi Artista

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