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Ogni terzo sabato del mese, da novembre fino a marzo 2010. Protagonisti, cinque fra i più lanciati giovani artisti della scena italiana, da Alberto Tadiello a Nico Vascellari, Diego Marcon, Andrea Galvani, Christian Frosi. Ma non siamo in una grande galleria o centro d’arte, o in un’agguerrita fondazione: siamo in un piccolo paesino del Cadore, Perarolo.
È qui che gli artisti si insedieranno per un periodo di residenza impegnandosi nella realizzazione di un’opera appositamente concepita per il luogo, “dando vita ad una staffetta artistica che si insinua, penetra, si muove e scorre con logiche e dinamiche proprie, tendendosi verso risultati imprevedibili”.
All’opera si affiancherà – come fosse un catalogo dedicato – una fanzine concepita dallo stesso artista di volta in volta in residenza, con la collaborazione di uno staff raccolto intorno alla curatrice di Perarolo09, Daniela Zangrando, e progettato a Venezia presso la Fondazione Claudio Buziol, che fungerà quindi da centro di redazione e da editore.
Primo appuntamento – Alberto Tadiello: sabato 21 novembre 2009
Perarolo di Cadore (Bl)
Info: info@perarolo09.it
Web: www.perarolo09.it
[exibart]
Perarolo di Cadore (Bl)
Info: info@perarolo09.it
Web: www.perarolo09.it
[exibart]












tanto si sa cosa faranno… tadiello pasticcerà con le prese di corrente, vascellari caccerà un urlo in mezzo a qualche bosco… c’era bisogno di ospitarli in luoghi sì ameni per farli ‘partorire’ capolavori del genere?
Altra selezione veramente sudata. Da segnalare l’innesto di Galvani un po’ meno lanciato e fermo su posizioni da “artigianato” contemporaneo. E poi Marcon naturalmente proveniente da iuav ratti la masa. Come al solito si sovraccaricano gli stessi nomi in una dinamica autocelebrativa che diventa matrigna per gli stessi protagonisti. Basta guardare cosa e’ successo negli anni 90 in periodi meno saturi e rigogliosi. Questi giovani vengono storicizzati precocemente. Mi sembrano tronchetti sacrificali spesi per legittimare il contesto che li “continua a invitare” senza alcuno sforzo. Il perpetuare di questa situazione rende il menu’ sempre più esiguo e prevedibile. La nuova arma di illusione di Massa sono le famigerate” residenze” che suonano tanto come quei soggiorni per la terza eta’. Si passa da una residenza all’ altra, senza capire cosa si fa in queste residenze. Ci sono ricerche che potrebbero godere maggiormente dal fare un lavoro normale o un lungo viaggio in treno.
P.c. Eheheheh…. Hai ragione….faranno proprio quello. Frosi secondo me prende e va all’ istituto scientifico più vicino e poi collabora con loro. Un lavoro per immagini e strumenti improbabili che e’ scienza ma non e’ scienza…e giu’ di relativismo…
complimenti alla Fondazione Claudio Buziol e a Daniela Zangrando per l’iniziativa
fatico talvolta a capire l’utilità di queste residenze, visto che molti di questi artisti, pur cambiando luogo, continuano semplicemente a perpetrare il loro stile (se ne hanno), o meglio la formuletta azzeccata che li ha lanciati. non sentono e non vivono in alcun modo il posto che li ospita, troppo concentrati come sono su stessi, o troppo poveri d’inventiva, o semplicemente privi d’amore e di emozioni. a trent’anni sono già mummificati in se stessi, se mai sono stati vivi… Quando Gauguin andò in Polinesia, la gente se ne accorse…
Vascellari,Galvani,Tadiello e moltri altri,tutti dentro una bolla costruita per loro, che esplode appena fuori dai confini protetti, tutti o quasi passati da NY senza lasciare traccia.Una città dura NY a parer loro..senza tutta l’armatura che l’Italia gli costrisce inutilmente intorno.
Si fanno ed offrono residenze come crociere o viaggi nei club med,servirebbero invece fare dei viaggi non organizzati e senza il tutto compreso, per scoprirsi e scoprire veramente qualcosa.
La prossima sarà una settimanna bianca con performance di apres-ski nei bar del luogo?
Anzi, finanzio io una residenza per 3 artisti meritevoli,una stagione invernale o estiva a scelta in un club valtur in veste di animatori..saranno in grado?
vorrei sottolineare,senza aLcuna polemica, ma per dovere di cronaca che la zangrando curatrice di tadiello proviene come lo stesso artista dal corso di garutti a Brera
credo che la gelosia annebbi le meningi..ma resta il fatto che le selezioni sono un po scontate questo e’ vero.
ma del resto oltre alla buziol e il resto la triade veneziana c’e’altro di altrettanto valido in italia?
ovvio che se non ci sono altre situazioni loro comportano da padroni.
cmq fate divertire un po a tadiello che sembra che cia’80 anni quando gli parli..
piero
credo che l’invidia annebbi le meningi..
ma resta il fatto che le selezioni sono un po scontate, questo e’ vero.
ma del resto oltre alla buziol e il resto della triade veneziana c’e’altro di altrettanto valido in italia?
ovvio che se non ci sono altre situazioni loro si comportano da padroni.
cmq fate divertire un po a tadiello che sembra che cia’80 anni quando gli parli.
salvatore
Ma quanti artisti rancorosi ed invidiosi! Non andrete da nessuna parte se continuate a fare come la volpe e l’uva!
Ma l’invidia per cosa??? L’invidia per giovani gia’ storicizzato a 20 anni? Ma stiamo scherzando? Ma che noia..l’invidia per supporti nostrani che all’ estero diventano nulla?
La reiterazione di queste dinamiche oltre a svavorire gli stessi protagonisti, disincentiva qualsiasi alternativa. E’ un’arte di pochi per pochi. Sinceramente non trovo motivi di gelosia e invidia.
Caro Daniele
la vogliamo smettere di guardare il dito che indica la luna,
stiamo parlando di una stagnazione che ha niente di invidiabile..
Caro Daniele Capra ti sfiora mai l’idea, che chi scrive alcuni commenti, nonostante sia arrivato molto più avanti di tali artisti, conservi ancora un minimo di dignità?
Caro Capra, avendo curato una mostra di Tadiello è chiaro che tu lo difenda… ma non capisco chi parla di ‘invidia’… anzi fare appello a questo peccato capitale è davvero un argomentuccio. Vi sfiora mai il dubbio che gli autori dei commenti possano non essere artisti più o meno realizzati, ma semplicemente spettatori che esprimono liberamente il proprio parere? Che strano ambiente quello dell’arte contemporanea… In questo paese si possono stroncare libri, ma guai a dire la propria opinione sulla castina di intoccabili a progetto…
Caro Luca,
ma che senso scattarrare su qualche bravo artista invitato a partecipare ad un progetto, bollandolo come l’ennesima fuffa prodotta dal sistema, senza poi vedere com’è fatto il progetto, che senso ha, il contesto, gli annessi e i connessi? Penso che ci voglia almeno un minimo di umiltà per capire e vedere, poi di può dire ciò che si ritiene più opportuno.
Inoltre penso che ogni artista che abbia le palle sappia scegliere il proprio grado di integrazione nel mondo dell’arte, il suo essere sistematico, asistematico, borderline, antisistematico. Non è certo una schiappa un artista che sceglie di essere sistematico, integrato. Non trovi?
Caro Christian,
sono felice che tu o molti di quelli che scrivono commenti siano arrivati molto più in la. Dimostratecelo con azioni/mostre/performance oltre che scrivendo canagliate sugli altri!
Caro P.C.,
non mi interessa difendere Tadiello. Penso che il suo lavoro sia molto tagliente e basta. Poi ovviamente sono gusti. Ma di certo non difendo l’artista perchè ho curato una sua mostra ma perchè credo alla bontà della sua ricerca.
Benchè a mia modesta impressione ci sia una folta schiera di artisti invidiosi pronti a sputar sentenze, hai ragione invece sul fatto che non tutti quelli che scrivono sono artisti rancorosi ma anche semplici spettatori o amatori. Perdonami la semplificazione.
Hai ragione anche sul fatto che ci sia una casta di intoccabili, ma probabilmente non è il caso di questi artisti, che sono in media abbastanza giovani.
Buona giornata