18 dicembre 2009

Torino, sarà lo studio 5+1AA a ristrutturare le Officine Grandi Riparazioni

 

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71124
Il bando di gara prevedeva l’affidamento dei lavori di progettazione degli spazi di servizio e degli allestimenti delle mostre di Esperienza Italia in programma nel 2011, in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’unità d’Italia. E sono stati in molti a partecipare, attirati anche dal grande fascino della struttura oggetto degli interventi, le ex Officine Grandi Riparazioni di Torino, oltre 20mila mq dove fino agli anni ’70 venivano riparate le carrozze ferroviarie circolanti sui binari del Nord Italia. Ben dodici cordate, fra cui big come Gae Aulenti, Giorgetto Giugiaro e lo studio Cerri di Milano.
Alla fine a spuntarla è stato il raggruppamento guidato dallo studio 5+1AA e composto anche da Studio Pession Associato, AI Engineering Srl, AI Studio e Impro Srl, per un importo che si aggira su un milione di euro.

[exibart]

3 Commenti

  1. Egregi Signori,
    non c’è proprio niente da festeggiare in occasione del 150esimo anniversario della brutale annessione “manu militari” dei territori della penisola italiana al misero e fallimentare Piemonte dell’epoca. Si trattò di una unificazione malfatta che divise ancor più l’Italia.
    Quello che Voi chiamate “risorgimento” è un qualcosa che non ci appartiene, perché a “risorgere” fu solo il Piemonte, i cui governanti, rubando in casa d’altri, ne evitarono la bancarotta.
    Il divario Nord-Sud iniziò proprio nel 1860, anno dell’invasione del Mezzogiorno d’Italia ed aumentò, anno dopo anno, fino al dramma attuale. Prima di allora, non vi erano grandi differenze nel reddito pro-capite e nel PIL, anzi, la situazione economica del Regno meridionale era assolutamente favorevole al decollo verso grandi prospettive. Per stare nel “tema delle ferrovie” da Voi trattato, ricordo che il Regno delle Due Sicilie (terza potenza industriale d’Europa: correva l’anno 1856) era all’avanguardia nella tecnologia ferroviaria; basti pensare che a partire dal 1847 lo stabilimento di Pietrarsa (Na) – la più grande industria metal-meccanica della penisola – fornì proprio al Piemonte 7 locomotive, i cui nomi erano: Pietrarsa, Corsi, Robertson, Vesuvio, Maria Teresa, Etna e Partenope. [Cfr. Il centenario delle ferrovie italiane 1839-1939 (Pubblicazione celebrativa delle FF.SS), Roma 1940, pp. 106, 137 e 139].
    Per non parlare, poi, dei massacri perpetrati al Sud dai “fratelli d’Italia”, con le fucilazioni in massa dei nostri patrioti (che pennivendoli prezzolati hanno spregiativamente chiamato “briganti”) e le deportazioni di decine di migliaia di giovani soldati borbonici (fatti illecitamente prigionieri, in violazione agli accordi stipulati dopo la resa di Gaeta) nei lager sabaudi del Nord, ove trovarono puntualmente la morte. Per noi Meridionali, quindi, festeggiare il risorgimento e celebrare i suoi artefici (Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele II & compari di merende), è come se gli Ebrei festeggiassero l’Olocausto, osannando Hitler ed i criminali nazisti che li hanno sterminati!
    Questo “vostro” risorgimento è stato portatore solamente di lutti e di miserie, costringendo anche milioni di persone ad emigrare dal Sud d’Italia per “terre assai lontane”.
    Ma, poiché non siamo fessi, una cosa l’abbiamo ben capita: in vista delle celebrazioni del 2011, lo Stato italiano ha stanziato “fiumi di denaro” (si parla, addirittura, di 1 miliardo di euro!), autorizzando lavori in deroga a leggi in materia di bilancio, contabilità dello Stato e appalti. Ecco il ricco business per i 150 anni; ed i soldi fanno gola a tutti (a destra, a sinistra e a centro), poiché “pecunia non olet”!
    Ciononostante, mi permetto di suggerirVi un consiglio spassionato: le cospicue somme (alla faccia del debito pubblico, che noi contribuenti dobbiamo comunque pagare), che dovrebbero essere sperperate per queste inopportune, antistoriche ed indegne celebrazioni, impiegatele molto più proficuamente per realizzare di opere di pubblica utilità o per beneficenza in favore di famiglie bisognose, che credo siano tantissime!
    Distinti saluti, Ubaldo Sterlicchio.

  2. Davvero esauriente il commento del signor Sterlicchio, non c’è altro da aggiungere. Tuttavia il suo tono troppo pacato non è sufficiente ad esprimere tutto il disprezzo che abbiamo noi duosiciliani per l’ipocrisia dei piemontesi su questa vergognosa “unità d’Italia” di cui si vantano e che è servita e serve solo per sfruttare il Sud come una colonia. Auguro di tutto cuore, in questi giorni festivi, al Piemonte di essere “liberato” allo stesso modo di come è stato liberato il Regno delle Due Sicile.

  3. Nulla da aggiungere ai prercedenti commenti solo il grande desiderio di vivere quel giorno, che verrà, in cui si bruceranno i tricolori nelle strade del SUD e si innalzeranno le bandiere Gigliate borboniche al suono dell’inno di Paisiello.
    A morte l’italia ed il risorgimento.
    Viva il SUD INDIPENDENTE

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