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Dopo i convenevoli d’obbligo – con qualche vistosa assenza tra gli assessori – alla conferenza stampa di insediamento, il neo-direttore di Artissima Francesco Manacorda ha fatto una breve dichiarazione d’intenti: “Ho trovato una fiera dall’identità ibrida, insieme commerciale e di festival dalla natura curatoriale. Ebbene, continuerò in questa direzione, puntando ad incrementarne la visibilità in Italia ma soprattutto all’estero”.
Poi ha aggiunto: “Il rientro a casa a Torino coincide con un impegno assunto del quale mi sento fiero e che condurrò rispettando una linea di continuità con la gestione artistica del mio predecessore. Il punto di forza di Artissima, che, nella sola passata edizione, ha fatto registrare ben 45 mila visitatori in tre giorni, facendo affluire un pubblico di carattere internazionale a Torino, è quello di essere una manifestazione dove pubblico e privato convivono benissimo, il collezionismo e l’aspetto curatoriale procedono di pari passo con il carattere fieristico della manifestazione, che si può considerare un evento di rilevanza internazionale”.
E a chi gli ha domandato se continuerà il suo attuale ruolo di curatore esterno per l’Institute of Contemporary Arts di Londra ha risposto: “Manterrò i rapporti con Londra per rispettare gli impegni relativi al progetto che ho iniziato, ma sospenderò l’insegnamento presso il Royal College”. Mentre, per quanto riguarda i rapporti con Bellini e il sistema arte piemontese? “Non c’è stato ancora un incontro ufficiale – ha spiegato Manacorda – ma intendo collaborare con il Castello di Rivoli, Gam, Sandretto in armonia con la loro programmazione artistica”. (claudia giraud)
[exibart]












I presupposti e le intenzioni paiono classiche, iniziando bisogna pur prendere atto della realtà, ma di tempo ne ha molto, speriamo bene!
Il nuovo cicisbeo “international” della signora?
La Signora Cattaneo si dovrebbe vergognare!!! Tutto quello che sta accadendo a Torino da un po’ di tempo (Eccher, Merz, ecc..) si commenta da solo!!
nessuno che ha il coraggio di mollare la poltrona … vedi se il direttore di basilea
poteva anche fare il curatore.. piu che conflitto di interessi e’ conflitto di mestieri…
effettivamente dalla postura e dall’espressione nella foto non sprizza grande vivacità e mobilità intellettuale. Si vede che è come Cavour: non un tessitore, bensì un gran ricamatore. Direi che il termine salottiero cicisbeo è perfetto!
beh, l’ex direttore di Art Basel Samuel Keller ora dirige la Fondazione Beyeler….
Concordo con Enrico senza contare che fino a poco più di dieci fa essere giovani e curare mostre pubbliche a Torino ed ottenere nomime era un peccato di lesa maestà..per chi ha memoria…
Intendevo “dieci anni fa” naturalmente…