23 febbraio 2010

Il futuro di ARCO? Si gioca nei prossimi giorni…

 

di

Manuel Borja-VillelNon sono bastati i dati sull’andamento delle vendite, da tutti definiti migliori dello scorso anno. Non sono bastati i soddisfacenti numeri dei visitatori, in flessione – 150mila contro 180mila – rispetto al 2009, ma con un giorno in meno di apertura e con un meteo sfavorevole.
Neanche il tempo di guardarsi intorno ed affinare i bilanci, ed è ripartita più accesa che mai la “battaglia” sul futuro della fiera madrilena Arco. Con posizioni ben definite, schierate su diversi aspetti da sviscerare nel disegnare il domani della rassegna.
C’è ad esempio chi ritiene irrinunciabile la permanenza nei padiglioni dell’Ifema, e chi invece spinge per cercare una soluzione alternativa (ma quale, a Madrid?). C’è chi vede una soluzione alle schermaglie nell’apertura a tutto il dinamico ambiente latino-americano, e chi invece vede quel mondo assorbito da Art Basel Miami. Altri auspicano un maggiore rinnovamento sul fronte più strettamente contemporaneo, smentiti da chi fa notare come quell’ambito ormai sia presidiato dalla neonata fiera-a-latere Just Madrid.
Non mancano tuttavia quelli che rifiutano il cambiamento a ogni costo: la fiera va bene così, perché cambiare? Non si iscrive a questo “partito” il direttore del Reina Sofia Manuel Borja-Villel, che dopo il vernissage si è fatto sfuggire un sibillino “la fiera ha bisogno di una mano di pittura…”.

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www.ifema.es

[exibart]

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