30 marzo 2010

Elezioni regionali. E adesso cosa succederà all’arte ed alla cultura?

 

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Sanità e rifiuti (ma anche turismo) sono i capisaldi sui quali dovranno misurarsi i governi regionali appena eletti ai quattro angoli d’Italia. Occorre non trascurare tuttavia il peso che la cultura e l’arte avevano assunto nella proposta di governo di molte regioni interessate alla tornata elettorale conclusasi lunedì. Come si ri-assetteranno gli equilibri al formarsi delle nuove giunte?
Se in Puglia l’attivismo di Nichi Vendola (anche culturale, ma con troppi soldi distribuiti a pioggia e troppo effimero. Leggasi: se tutti i milioni spesi fossero stati direzionati verso la creazione di un museo, a quest’ora il Tacco d’Italia avrebbe la Tate Modern!) è più che confermato, lo stesso non si può dire per la Campania. Il ripido cambio di orientamento politico dell’ex feudo bassoliniano avrà o non avrà delle conseguenze sullo stile “rinascimentale” e volitivo con il quale è stata gestita l’arte contemporanea in Regione? Detta in altri termini: un grosso progetto come il museo Madre di Napoli continuerà ad avere il ruolo e i finanziamenti che ha avuto in quanto fiore all’occhiello di un principe che non c’è più?
Salendo al nord, il palcoscenico più interessante nel bailamme dei prossimi giorni sarà senza dubbio quello piemontese. Roberto Cota, pur anni fa assessore alla cultura a Novara, non potrà astenersi dal dare la sua impronta anche al profilo intellettuale che il Piemonte ha sempre manifestato. Ha dichiarato più volte in campagna elettorale di voler tagliare “gli sprechi” e i “finanziamenti ai salotti ed agli amici degli amici”. Puntando ad una cultura che “venga dal basso, dalle centinaia di associazioni del nostro territorio”. La traduzione rischia di suonare così: meno Rivoli e più Sagra del Castelmagno dop. Meno Artissima, la fiera d’arte più internazionale d’Italia, e più artigianato locale. Staremo a vedere. Certo è che per Torino capitale italiana dell’arte contemporanea non si prospettano tempi sfavillanti.
La partita in Veneto, per concludere, va letta in filigrana in prospettiva Biennale. Pur non essendosi materializzata la vittoria di Renato Brunetta al Comune di Venezia, l’ente lagunare vedrà modificati radicalmente i suoi “azionisti” di riferimento con conseguenze che potrebbero arrivare sino alla messa in discussione del presidente Baratta e dell’attuale modello stesso della più importante istituzione culturale del paese. Di certo in una regione dove la Lega Nord ha effettuato in scioltezza il sorpasso sul PDL attestandosi ad un rotondo 35%, le cose difficilmente potranno rimanere come erano prima. (m. t.)

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[exibart]

16 Commenti

  1. Rivoli e non solo credo proprio se l’aspettassero, come d’altronde molti abitanti del Piemonte, anche chi non ha votato per Cota. Quindi non ci sono scuse per potersi piangere addosso. Occorre rimboccarsi le maniche, trovare sostenitori, lavorare sulle alleanze, mettere in campo ua buona politica che attiri sponsor et similia. Insomma, fare fund raising come accade in tutti o quasi gli altri paesi del mondo. Cercando di farlo bene, in maniera accorta e professionale, e non all’italiana. E, se proprio dobbiamo trovare un bright side, chissà che serva a rendere un poco più autonoma certa cultura da certa politica. Senza per questo iniziare a dipendere da questa o quell’altra azienda, bancaria o meno.

  2. Senza voler essere sostenitore per quanto riguarda il Piemonte il centro-destra ha governato dal 95 al 2005 e per la cultura non ci sono stati certo problemi

  3. In breve, non c’è limite al peggio. Vivo a Milano, e basta la questione del parcheggio a Santambrogio per dare un’idea degli energumeni che si vanno via via impossessando del territtorio. Gli istinti faraonici del governatore avviantesi all’eternità, si sintetizzano in quella brutta cosa (60% di manodopera d’importazione,a fronte del delirio patriottico di chi teme il minareto) che vien su dopo aver fatto scempio di vecchie case, di vedute estese e di un boschetto di grande interesse botanico. Se si rivolge l’attenzione a situazioni considerate “minori”, come case demaniali d’epoca, situazioni pubbliche tipo parco Trotter, o edifici privati con intonaci decorati a graffito che cadono a pezzi, stuccHi veneziani “rinfrescati” col Flatting, marmi opacizzati da un uso fantasioso di detrsivi, vien da piangere, anche considerando che una cura di queste situazioni potrebbe fornire lavoro e formazione a stuoli di giovani e mica giovani. Dal senso estetico di chi si accanisce a castigare ragazzini svelti di spray su strade dove efficienti cittadini parcheggiano le auto davanti ai passaggi per invalidi, in curva, in seconda e terza fila,su rotaie del tram e,fra poco, sui davanzali delle finestre a pianoterra, mi aspetto solo il peggio, e risparmio l’elenco che qualunque persona di buon gusto può facilmente redigere.
    A giudicare dai voti si direbbe che non ce ne sono tantissime, prevalgono i barbari. In attesa della Braida nelle stalle dei cavalleggeri, buona fortuna a chi non si rassegna.

  4. La lega è sintomatica di questa fase, è una tossina assolutamente necessaria ed utile. Un po’ come i dinosauri-cattivi di Avatar che salvano sul finale il nostro eroe. Chissà che con più sagre, rivoli, il madre, il padre e tutti, non debbano fare un eseme di coscienza e smetterla di lavorare su i contenitori e pensare un po’ di più ai contenuti proposti. Semmia copiando e migliorando quello che di buono avviene all’estero.

    Il MAMBO a bologna continuerà sereno il suo “compitino strabico” tra sagra del tortello e la mostra cool colta international. Questo va bene? Per certi veri sì, e infatti il mambo mi sta pure simpatico (peccato solo questa collezione buonista giovani-artisti italiani-oriented…un nazionalismo destroso che non ci apsettermeo da vasco errani).

  5. “Se in Puglia l’attivismo di Nichi Vendola (anche culturale, ma con troppi soldi distribuiti a pioggia e troppo effimero. Leggasi: se tutti i milioni spesi fossero stati direzionati verso la creazione di un museo, a quest’ora il Tacco d’Italia avrebbe la Tate Modern!)”
    Tempo fa ebbi modo di sollevare il problema soffermandomi sul mancato obiettivo( tutto vendoliano )dei “moltiplicatori” connessi agli eventi d’arte finanziati dalla Regione Puglia.
    La risposta a quelle mie osservazioni fu una spropositata filippica (dott.Caroppo-Intramoenia-Eclettica) e una censura operata dalla redazione di Exibart su sollecitazione dell’allora “direttore artistico?” dell’ArsMac che operava sotto l’alto e ricco patrocinio della Provincia di Taranto.Allo stato attuale delle cose, osservo che a Bari è in corso un evento d’arte di altri tempi curato da A.B.O. (fiancheggiato dal suo luogotenente) e finanziato dagli A.P.Q. e da Vendola per un totale di una cifra che non oso dire;
    l’ARSMAC dopo aver garantito autoreferenza certificata, è svanito unitamente a risorse finanziarie indicibili.Il cammino verso il declino dell’arte contemporanea in Puglia, se non ci sarà una inversione di rotta, è irreversibile sperando sempre, ma non ci credo per questo aspetto l’estate, che si sia toccato il fondo.Vendola non ha vinto, è Fitto che ha sbagliato mentre Poli Bortone ha fatto scattare le conseguenze della sciagurata scelta dei “niet”. NESSUN DORMA!

  6. Non condivido parte del commento di Giacomelli, l’affermazione di un’ottica privatistico-mecenatistica-sponsorizzata non porta necessariamente al buon risultato. È una visione un po’ imprenditoriale, come egli stesso precisa sostenendo che non debba comunque essere compromessa l’indipendenza.
    Questo vale in tutti i campi; dalla ricerca, in quanto chi è finanziato da istituzioni pubbliche avrà sempre maggiore obiettività e libertà di campo rispetto a chi produce per una casa farmaceutica (che mira a un risultato specifico e condiziona modalità e risultati del lavoro).
    Ad ogni altro ambito non escluso quello artistico; vedasi per esempio mostre importanti in scena a Torino in questi giorni, in cui voci competenti mi dicono che la mano del committente si vede autoritaria e forte. Per esplicita richiesta o per piaggeria dell’artista? Non si sa, ma è così da secoli quando il ricco o potente foraggia il creativo..
    Potremmo arrivare al supremo e divertente esempio visto a Luxus sempre a Torino: gioielli moderni inseriti NELLE teche di quelli di età imperiale. Sotto, con lo stesso font e la stessa dignità, didascalie per i pezzi antichi e pubblicità per gli altri..
    Propongo quindi banner della Crociera Costa in Egitto applicati sul libro dei morti all’Egizio e bollino Ideal Standard su Fontaine di Duchamp..

  7. a proposito di Torino, del Piemonte e di Rivoli: prima di tutto non è ancora certo che Leo tornerà a dirigere la Cultura (fra l’altro, non è stato nemmeno eletto, non che questo conti in assoluto, ma..) e poi, chi ci dice che avrebbe la stessa autonomia che aveva con Ghigo? o che non dovrebbe in qualche modo ‘adeguarsi’?
    il problema è un altro: da almeno un anno si sapeva che per il centro-sinistra sarebbe stato difficilissimo confermarsi, ciò nonostante l’Assessore alla Cultura si è accanito, senza pudore, nell’imporre Bellini, che ora si trova senza l’appoggio del suo massimo sostenitore, e protettore.
    questo sì è un bel problema, per il museo di Rivoli (che conta in massima parte sul contributo economico della Regione Piemonte) e per almeno uno dei suoi direttori.

  8. La vera domanda è: meglio dare tanti soldi ad un amico solo che poi li investirà su un piccolo numero di amici e amici di amici suoi, o darne pochi a molti amici che li investiranno comunque su amici e amici di amici loro?
    E che ne dirà la critica(exibart incluso)?
    Be, ne parlerà bene se sono amici, auspicando gli vengano asseganti più finanziamenti, ne parlerà meno bene se non lo sono, gridando allo scandalo e allo spreco.
    Urge definizione di amicizia e sopratutto urgono amici.

  9. I monopoli vanno assolutamente eliminati in una democrazia, anche se si tratta di arte.
    I monopoli affossano le idee e la creatività:sono l’esatto contrario di quello di cui l’arte avrebbe bisogno!!!!!!

  10. Sono stat chiamata in causa e mi tocca intevenire. E’ chiaro che in queste offese all’amministrazione Vendola, ci siano intenti politici. Quello che posso dire io, che ho iniziato a lavorare con l’associaizone Eclettica in tempi precedenti a questa amministrazione (“Confini” e “Delirio” sono due mostre curate da me nel 2003 e 2004, sotto l’amministrazione Fitto, che aveva la delega alla cultura, epoca in cui non era attuata alcuna programmazione in questo ambito) è che
    l’assessore Godelli ha gestito un budget assolutamente limitato destinato agli eventi artistico culturali – al contrario di quanto si afferma in queste pagine – finanziando più cospicuamente solo progetti eccezionali quali, ad esempio, l’Apulia Film Commission o la Bjcem.
    Il sig. Quaranta la smetta di fare illazioni con nomi e cognomi su situazioni limpidissime quali la mia e quella dell’associazione che dirigo (sappia che è a rischio querela), che in 5 anni ha realizzato eventi promossi con cifre variabili dai 60 agli 80.000 euro (è tutto alla luce del sole e pubblicato negli atti pubblici) a favore di mostre spesso organizzate in rete in più location differenti (vedi Daunia, Salento), in luoghi non convenzionali e non predisposti ad accogliere imponenti interventi installativi, con adeguamenti delle strutture e facendo lavorare staff di giovani studiosi; eventi che hanno fatto guadagnare alla Puglia visibilità e prestigio internazionale, oltre ad aver avvicinato un pubblico variegato ed intergenerazionale e anche straniero (pubblicazioni e didattica, tassativamente bilingue).
    Intramoenia Extra Art è infatti diventato una sorta di “format” che molti ci invidiano.

    Si sappia inoltre che in Puglia (ma penso che avvenga in ogni regione italiana) ogni anno è emanato un bando pubblico al quale ogni ente pubblico e privato può partecipare (come facciamo noi, sistematicamente)…purtroppo evidentemente al signor Quaranta ed agli amici suoi mancano idee, professionalità o gli standard per parteciparvi.

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