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“Quattordici milioni spesi dall’amministrazione, a fronte di un incasso di 300mila euro nell’ultimo anno”. Dati riferiti al Museo d’Arte Orientale di Torino, e riportati da La Stampa. E dati che avrebbero spinto – stando al quotidiano – un gruppo di consiglieri comunali di Fi-Pdl a ipotizzare la chiusura del museo inaugurato poco più di un anno fa, e il trasferimento delle collezioni al museo d’Arte Antica.
Suscitando la reazione sdegnata dell’assessore alla Cultura Fiorenzo Alfieri. “Spendiamo due milioni di euro e ne incassiamo 32mila per teatri e musei – avrebbe incalzato il capogruppo di Alleanza Nazionale Ferdinando Ventriglia -, è ora che anche Palazzo Civico prenda atto che i tempi sono cambiati ed elimini gli sprechi”. L’assessore ha provocatoriamente rigirato per conoscenza la questione a Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero per i Beni Culturali, sottolineando la valenza del MAO, il più importante in Italia dedicato alle arti orientali. Si attendono risposte.
Ma la questione sul tavolo è un’altra: si tratta di uscite estemporanee, magari dettate da nervosismo contingente alla delicata approvazione del bilancio? Oppure la proposta si iscrive in una precisa linea programmatica, che cambierebbe completamente le prospettive dopo l’arrivo del Pdl alla guida della Regione Piemonte? Anche qui si attendono risposte…
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[exibart]












Mi auguro che sia una delle tante “sparate” e nulla più.
Lo è lo è…
Sul MAO non si deve scherzare!
Chiuderlo è una follia!
Le opere sono presentate in modo elegante l’illuminazione permette di osservare i dettagli, senza abbagliare o stancare l’utente.
Gli operatori del museo sono gentili preparati e disponibili ad evntuali chiarimenti.
E’ impensabile chiudere un tale gioiello per Torino.
Occorre fare più pubblicità è poco conosciuto dagli stessi torinesi.
Mancano le indicazioni lungo le principali vie d’accesso al museo. I cartelli indicano altri museo ma non il MAO. Questo disorienta gli utenti italiani e stranieri.
a forza di gridare “al lupo!”, senza che poi il lupo arrivi, verrà il momento in cui davvero il lupo arriverà, cogliendoci tutti di sorpresa, resi inermi dall’indifferenza, assuefatti al clamore incessante di tutte queste ‘sparate’.
e chiedo venia per il pessimismo..
sarà una boutade, ma è spaventosa. e se ne freghi chi può, io no. per garantire il successo, apriranno il Museo della Bagnacauda.