12 giugno 2010

Ti racconto il mio prossimo libro. A Pietrasanta c’è anche l’ultimo Bonami…

 

di

Francesco BonamiUn fittissimo programma di incontri che nelle piazze e edifici storici di Pietrasanta vede alternarsi fino a tarda notte tre grandi autori stranieri – David Grossman, Paul Auster e Mario Vargas Llosa – e oltre trenta protagonisti della narrativa e della saggistica italiana, senza dimenticare gli autori per ragazzi e bambini.
Nell’ambito di Anteprime. Ti racconto il mio prossimo libro – questo il titolo dell’evento – in Versilia arriva anche Francesco Bonami, per presentare (domenica 13 giugno, alle 20.30, presso la Sala Annunziata) il suo nuovo titolo in uscita a ottobre per Electa. in cui propone “un inaspettato viaggio nella storia dell’arte attraverso 260 immagini che spaziano dall’Antico Egitto al contemporaneo e dialogano tra loro in una serie di confronti curiosi e imprevedibili”.

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www.anteprime2010.it

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3 Commenti

  1. Tutti scrivono libri sull’arte. E’ diventato un nuovo sport nazionale. Curatori, critici, che per quanto frequentatori di salotti mondani si sono trasformati in figure astruse, esoteriche, esasperate e inette ad una vera ricerca scientifica, storica, sul ruolo e il significato dell’arte. Questi scrittori d’arte non dicono niente di nuovo, se non discorsi ovvii. Gran parte della storia dell’arte, in particolare quella italiana è stata scritta da autorevoli studiosi stranieri che invece di frequentare i salotti borghesi, si sono fatto il mazzo negli archivi, nei musei e nei siti archeologici. I dilettanti storici dell’arte, nella nostra Italietta si fanno sempre più numerosi, tanto che non si sa come smaltirli. Pochi scrivono che l’arte deve trovare il modo di inserirsi nella vita, nella realtà sociale, uscendo dal ghetto mondano in cui l’hanno cacciata proprio coloro che srivono questo genere di libri banalissimi. Guarda caso sono gli stessi che detengono il potere nella società borghese. Nella situazione di ghetto mondano l’arte contemporanea si riproduce esaspertamente, estranea a gran parte del pubblico e come sempre alle masse dei lavoratori.

  2. Tutti scrivono libri sull’arte. E’ diventato un nuovo sport nazionale. Curatori, critici, che per quanto frequentatori di salotti mondani si sono trasformati in figure astruse, esoteriche, esasperate e inette ad una vera ricerca scientifica, storica, sul ruolo e il significato dell’arte. Questi scrittori d’arte non dicono niente di nuovo, se non discorsi ovvii. Gran parte della storia dell’arte, in particolare quella italiana è stata scritta da autorevoli studiosi stranieri che invece di frequentare i salotti borghesi, si sono fatto il mazzo negli archivi, nei musei e nei siti archeologici. I dilettanti storici dell’arte, nella nostra Italietta si fanno sempre più numerosi, tanto che non si sa come smaltirli. Pochi scrivono che l’arte deve trovare il modo di inserirsi nella vita, nella realtà sociale, uscendo dal ghetto mondano in cui l’hanno cacciata proprio coloro che srivono questo genere di libri banalissimi. Guarda caso sono gli stessi che detengono il potere nella società borghese. Nella situazione di ghetto mondano l’arte contemporanea si riproduce esaspertamente, estranea a gran parte del pubblico e come sempre alle masse dei lavoratori.

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