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In questi giorni di vernice della Biennale soprattutto, ma anche nelle giornate normali, si trasforma nel salotto cittadino. Ai tavoli dei caffè incontri tutti, artisti, critici, il direttore, davanti al maxischermo di marmo approntato per i video di Rinkrit Tiravanija. A Piazza Altesina noi incontriamo Rossella Biscotti…
Insieme a Giorgio Andreotta Calò sei l’unica giovane artista italiana presente alla Biennale di Carrara. Ed hai tirato fuori un progetto che è tra i più riusciti della mostra…
Grazie. È stato un grande privilegio poter produrre un’opera appositamente per la mostra. Ho fatto una ricerca sul passato anarchico di Carrara e sono andata alla ricerca di alcuni testi originali per poi portarli su queste matrici da stampa in metallo. Ci sono anche dei verbali della polizia che fermava ed interrogava gli anarchici…
In passato hai realizzato dei progetti assai più “monumentali” di questo. Che magari potevano venire buoni in una mostra che riflette sull’idea di monumento…
È vero, all’inizio in effetti l’idea era quella. Poi però c’è stata l’opportunità di produrre un’opera apposta per la Biennale, e non me la sono fatta sfuggire.
Come hai fatto a produrre tutto ciò?
Mi ha aiutato anche un museo olandese. Sono centinaia e centinaia di chilogrammi di metallo…
[exibart]














Brava Rossella,
dimostri di essere molto concreta e dotata di una sensibilità acuta….se l’arte non è a sfondo sociale che arte è????…..borghese?…ma no!!!!!
Baci Claudio