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Un po’ irriverente, un po’ macabra, spesso evocata
con grande ironia. Da quando è stata protagonista di un rocambolesco e
abbastanza misterioso furto, la celeberrima e agghiacciante scritta che troneggiava
sul cancello del campo di concentramento di Auschwitz è diventata soggetto
ricorrente per gli artisti.
Nell’immediatezza dei fatti fu la cubana Tania
Bruguera a proporre Arbeit Macht Frei in una sua installazione presentata a
febbraio di quest’anno ad Arco Madrid, in un solo show allestito dalla galleria
Juana de Aizpuru. Ora ad Artissima è Marzia Migliora a rispolverarla, nella sua
opera per lo stand di Lia Rumma…
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Riappare ad Arco la scritta di Auschwitz. “Rubata”
da Tania Bruguera…
[exibart]












Marzia Migliora e’ la regina della citazione da centro commerciale. Sintomo di un’arte che per colmare un vuoto deve sempre speculare su citazioni tra il macabro e il poetico. Quindi prendiamo la frase di Pasolini e la attacchiamo al muro, le mutande delle ancelle di gheddafi piuttosto che la scritta del campo di concentramento. Gingilli costosi per gente danarosa. Riferimenti fini a se stessi e sintomi di un grande vuoto di contenuti. Se questo e’ il giochino dell’arte contemporanea ben vengano i tagli alla cultura ( questi sono giochini da anni 90).
marzia migliora copia sempre
ma questa “Migliora” sa solo copiare???
Ma Marzia Migliora pensa di essere, almeno una volta, originale nel suo lavoro? o pensa di arrivare a 80 anni plagiando le idee altrui?
ma qualcuno lo vuole ammettere che la migliora non è altro che la copia delle copie? partendo già dal lavoro sulle scritte, da pasolini, arriva sempre dopo gli altri ma viene però osannata.
ma da chi? da chi se la suona e se la canta.
il lavoro in foera è senza commento. l’ennesima parac….. con l’ultilizzo del sociale.
sempre la solita copiona
ok, un bel lavoro scolastico, retorico quanto basta. 7+.
ma fosse bello sto lavoro capirei le vostre indignazioni per il fatto che non è un’idea originale… la cosa sconcertante è che è un lavoro pessimo, scandaloso sotto ogni punto di vista, copiato o meno. vergogna migliora.
la migliora peggiora ogni ora
se si pensa che per far parlare di sè basti copiare allora copiamo tutti dai.
io credo che il punto non sia quello di copiare, perchè se lo si facesse con intelligenza sarebbe come un proseguio di qualcosa non una mera copia. ma qui siamo d fronte al nulla. l’utilizzo di cose legate al sociale per arrivare da qualche parte, per appagare il cattivo gusto di fruitori ricchi e annoiati, ma che non conoscono la storia dei popoli, della letteratura, la vera storia che ci appartiene.
ci vorrebbe più attenzione per quegli artisti che da anni portano avanti con totale serietà un lavoro coerente con la propria ricerca e che viene sottovalutato sia dal mercato che dalla committenza. l’arte non è la ricerca di una soluzione all’interno di un sistema pur di emergere, ma è qualcosina di più.
banale.
il lavoro di marzia migliora si basa sul copiare.
non si sforza neanche di metterci qualcosa di suo, tanto si para le spalle con le sue ggrosse grasse gallerie che non se la sentono di mollarle nonostante quella pessima figura del premio cairo.
artista montata ma assolutamente Inconsistente
la migliora è una figura negativa sotto tutti i punti d vista.